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LA TRATTATIVA
Cosenza Calcio: la replica di Rota accende lo scontro «debiti più del doppio rispetto a quanto prospettato»
Dopo il comunicato diffuso dai legali del club rossoblù, arriva la dura controreplica dell’avvocato Giuseppe Carratelli per conto dell’imprenditore Vincenzo Rota. Al centro del confronto la trattativa per l’acquisizione della società e le accuse sulla gestione delle interlocuzioni

COSENZA – Lo scontro sulla possibile cessione del Cosenza Calcio va avanti e, dopo la nota diffusa dalla proprietà rossoblù attraverso i propri legali, arriva la replica dell’avvocato Giuseppe Carratelli, che interviene per conto dell’imprenditore Vincenzo Rota, interessato all’acquisizione del club.
Nel documento vengono contestate punto per punto le ricostruzioni fornite dalla proprietà, accusata di aver rappresentato una situazione diversa da quella emersa durante la trattativa. La nota ripercorre tutte le fasi dell’interlocuzione tra le parti, dal primo incontro di maggio fino agli ultimi scambi avvenuti nei giorni scorsi.
L’avvocato di Rota: “mai poste condizioni o forzature”
Secondo quanto riportato nella replica, il passaggio finale del comunicato della proprietà avrebbe reso necessarie alcune precisazioni.
«Si evidenzia – vibratamente – come giammai Vincenzo Rota nella vicenda in questione abbia posto condizioni o dinamiche non coerenti con una lineare trattativa o volte ad assecondare forzature o condizionamenti». La nota sottolinea inoltre come tale modo di agire non apparterrebbe all’imprenditore, definito autore di un percorso professionale improntato a serietà e correttezza.

L’inizio della trattativa
La ricostruzione parte dal 22 maggio 2026, data del primo incontro tra le parti. Secondo Carratelli, in quella occasione, alla presenza di due legali incaricati da Eugenio Guarascio, venne sottoscritto un accordo di riservatezza della durata di quindici giorni e furono forniti i primi dati indicativi sulla situazione debitoria della società, invitando Rota a formulare un’offerta per l’acquisizione del 100% delle quote. Tre giorni dopo sarebbe stata trasmessa una manifestazione formale di interesse con contestuale richiesta della documentazione contabile e finanziaria necessaria per valutare l’operazione.
“I dati arrivati erano molto diversi, esposizione debitoria risultava oltre il doppio“
Uno dei punti centrali della replica riguarda la situazione economica del club: «quando finalmente, dopo moltissime insistenze, la documentazione è stata trasmessa, la realtà che emergeva era sconcertante: l’esposizione debitoria risultava oltre il doppio di quanto prospettato oralmente. Più del doppio! Non un dettaglio: un abisso».
L’avvocato dell’imprenditore Rota sostiene inoltre che, successivamente, sarebbero stati trasmessi nuovi dati contabili nei quali l’attivo della società risultava superiore ai debiti, circostanza che viene definita priva di adeguate spiegazioni tecnico-giuridiche.
Nonostante le criticità evidenziate, Rota avrebbe deciso di proseguire il percorso. L’11 giugno, secondo quanto riportato, sarebbe stata inviata tramite Pec una proposta articolata subordinata all’esito della due diligence, ovvero all’analisi approfondita della situazione patrimoniale e finanziaria del club: «tale comunicazione restava, però, senza riscontro. Nessuna risposta. Silenzio».
La replica evidenzia come i ripetuti solleciti fossero motivati anche dalla necessità di programmare la nuova stagione sportiva.

Il contatto diretto con Guarascio
A fronte della mancanza di risposte, il 15 giugno sarebbe stato contattato direttamente Eugenio Guarascio. Secondo Carratelli, durante la conversazione sarebbe stata ribadita la solidità imprenditoriale di Vincenzo Rota e confermato che l’operazione veniva condotta personalmente dall’imprenditore. Su richiesta dello stesso Guarascio, sarebbe stata quindi inviata una nuova Pec con il rinnovo della proposta di acquisto e la richiesta di un incontro urgente per discutere cifre e tempistiche.
La questione delle “garanzie reali”
Altro passaggio contestato riguarda la richiesta avanzata dalla proprietà il 17 giugno: «anziché riscontrare la proposta o fissare l’incontro, si pretendeva – scrive l’avvocato Carratelli – l’indicazione di “idonee garanzie reali” come precondizione per la mera prosecuzione della trattativa». Tali richieste – viene evidenziato – sarebbero normalmente oggetto di discussione in una fase successiva della negoziazione e non una condizione preliminare per il confronto tra le parti.
Secondo Carratelli, la società avrebbe rappresentato un livello di indebitamento inferiore a quello reale, fornito dati contabili contraddittori, evitato di rispondere formalmente alle proposte ricevute e modificato più volte l’impostazione delle interlocuzioni attraverso i propri legali. «Ha preteso “garanzie reali” prima ancora di sedersi ad un tavolo. E, soprattutto, non ha mai accettato di fissare un incontro — non uno, nonostante le espresse richieste in tal senso».
«Ora i legali della proprietà del Cosenza Calcio comunicano – solo tramite i media – che Guarascio è disposto a cedere. Bene: che lo dimostri con i fatti, che dia la immediata e concreta disponibilità ad una riunione urgente. Vincenzo Rota non si tira indietro, ma richiede (anzi, giustamente, pretende) una sola condizione: fatti, e non chiacchiere!».



















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