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silenzio stampa
Cosenza Calcio, figuraccia totale e silenzio tombale. Dalla società al tecnico, nessuno ci mette la faccia
Dopo il pesantissimo 5-1 subito al Marulla contro il Casarano, il Cosenza chiude la stagione nel peggiore dei modi. Ancora una volta a fare più rumore è il silenzio di società e tecnico, spariti e in silenzio dopo l’umiliazione

COSENZA – Il Cosenza Calcio esce dai play-off nel modo più inaspettato, ma anche più umiliante. Non una sconfitta, non una serata storta, ma una resa senza totale e incondizionata. Cinque schiaffi in casa, in un Marulla che dopo il terzo goal si è svuotato senza nemmeno contestare. I circa 2.700 che avevano deciso di assistere al match hanno mestamente lasciato l’impianto in un silenzio irreale, rotto solo dai festeggiamenti dei giocatori del Casarano a centrocampo.
Onore e merito ai pugliesi che hanno lottato, dominato il secondo tempo ribaltando un match che dopo 5 minuti sembrava aver preso un’altra piega, con il vantaggio lampo di Mazzocchi. E invece era solo l’anticamera del disastro. Chiricò e compagni se ne vanno con merito alla fase nazionale dei play-off. Il Cosenza a terra, senza anima e a testa bassa, è rientrato negli spogliatoi quasi incredulo. Dopo aver incassato il 2 a 1 la squadra di Buscè è letteralmente sparita dal campo. Fragile, molle, incapace di una reazione. Al primo schiaffo tutto è crollato. È sparita la testa, sono sparite le gambe, è sparito perfino l’orgoglio.

Cosenza Calcio nella ripresa un massacro
Versienti segna un eurogol e il Cosenza va in tilt totale. Buscè cambia uomini, ma non cambia nulla. Confusione, paura ed errori da dilettanti. Sul terzo gol di Grandolfo, nato da un pallone sanguinoso perso da Ciotti, il Marulla comincia a svuotarsi. E quella gente che se ne va prima della fine è la fotografia della serata e probabilmente di tutta la stagione. Poi arrivano anche il quarto e il quinto gol. Altre due coltellate su una squadra già negli spogliatoio, mentre in tribuna stampa i giornalisti arrivati da Casarano sembrano quasi increduli.
Quel Casarano, reduce da una partita giocata appena due giorni prima continua correre, il Cosenza a cadere. Fino al triplice fischio finale che ha messo fine non solo alla partita, ma a una stagione maledetta dove si è visto tutto e il contrario di tutto, con una società capace di portare un’intera tifoseria a disertare le partite casalinghe, un intero consiglio comunale a revocare il nulla osta per l’utilizzo dello stadio. Una società che non rappresenta più Cosenza e il Cosenza. E qui arriva la parte peggiore. Perché dopo una figuraccia storica, dopo un 5-1 in casa nel primo turno play-off, nessuno si presenta in sala stampa. Nessuno ci mette la faccia, nessuno chiede scusa.

Il silenzio. Il solito insopportabile silenzio
Se dalla società era quasi naturale non aspettarsi parole di scuse o spiegazioni, come è nel pieno stile Guarascio (vedi retrocessione dello scorso anno), dove il silenzio è diventato un marchio di fabbrica, almeno Buscè avrebbe dovuto metterci la faccia, presentarsi davanti anche al solo giornalista che assiste da inizio stagione alle conferenza stampa e assumersi le responsabilità; spiegare come sia stato possibile assistere a uno sfacelo del genere.
Ed invece niente: arrivato dall’alto l’ordine del silenzio stampa, il tecnico ha eseguito e non si è presentato. Ed è forse questa la sconfitta più grave: non perdere 5-1, ma perdere completamente il rispetto anche per quei pochi che avevano continuato a dare fiducia a questa società e pagato il loro biglietto, fosse stato anche uno solo.


















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