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Cosenza, pioggia di cartelle da 112 euro per la revisione caldaia del 2020. Anche a chi l’aveva effettuata

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pioggia di cartelle

Cosenza, pioggia di cartelle da 112 euro per la revisione caldaia del 2020. Anche a chi l’aveva effettuata

Cartelle con avvisi di pagamento da 112 euro notificati ai cosentini per verifiche risalenti al periodo Covid. La denuncia dei cittadini «notifiche a tappeto senza nessuna verifica preventiva su chi abbia regolarmente effettuato la revisione»

Marco Garofalo

Pubblicato

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Revisione caldaia Cosenza Accertamento 2020

COSENZA – Revisione caldaia: avvisi di accertamento vengono recapitati in questi giorni sulle cassette della posta dei cosentini. La redazione di Quicosenza ha ricevuto decine di segnalazioni di cittadini infuriati che si sono visti recapitare, dal Settore 14 – Tributi e Riscossione del Comune di Cosenza, richieste di pagamento relative all’anno 2020. Al centro dell’accertamento l’onere per la verifica degli impianti termici (la cosiddetta “tassa sulla caldaia”). Una richiesta che molti definiscono “subdola” e “per fare cassa” considerando il particolare contesto storico a cui si riferisce e le modalità di accertamento.

Revisione caldaia per l’anno 2020: “proprio nell’anno del lockdown”

Il primo punto sollevato dai contribuenti riguarda la tempistica. L’anno di riferimento è il 2020, il periodo più buio dell’emergenza COVID-19, quando l’Italia intera era ed anche Cosenza era paralizzata dai lockdown. “È assurdo che oggi, nel 2026, il Comune si ricordi di chiederci conti per un anno in cui le famiglie erano chiuse in casa, spesso senza lavoro e con la paura del contagio”, scrive un lettore. Nonostante il Comune ha specificato negli atti che gli obblighi di sicurezza non erano stati aboliti ma solo prorogati per 6 mesi (da maggio a novembre), i cittadini ricordano le enormi difficoltà nel reperire tecnici e nell’effettuare i controlli durante le restrizioni sanitarie soprattutto per le persone più anziane.

Accertamento revisione Caldaia Cosenza 2020

Chiesto un pagamento di 112 euro

L’importo richiesto negli avvisi di accertamento per omesso o parziale versamento è di 112,83 euro (comprensivo di sanzione e diritti di notifica), da saldare entro 60 giorni. Per molti si tratta di una cifra pesante, arrivata in un momento economico già complesso, che ha spinto molti a pensare a un tentativo dell’amministrazione di “incassare a tappeto” sui cittadini senza alcuna verifica preventiva.

Sei in regola con la revisione caldaia? “Devi dimostrarlo tu”

E qui arriviamo alla seconda criticità segnalata dai cittadini, che riguarda anche chi è perfettamente in regola. L’accusa è che gli uffici competenti del Comune non si siano minimamente interessati di verificare chi abbia regolarmente effettuato la revisione e pagato le marche nel 2020. “Io sono in regola e avevo effettuato la revisione pagando tutto – aggiunge un cittadino mi hanno inviato ugualmente la notifica di accertamento come sei fossi io in difetto”.

Nell’avviso si legge dal controllo eseguito è emerso ed è stato accertato l’omesso/il parziale pagamento dell’Onere per verifica impianti termici. Di seguito viene riportato il dettaglio di quanto non ancora saldato e dovuto’. In pratica mi viene detto o mi dimostri che hai pagato o mi dai 112 euro. Ecco – spiega ancora – anche solo dimostrare di aver effettuato la regolare revisione della caldaia con il relativo versamento del contributo biennale per l’efficienza energetica si trasforma nella solita lungaggine burocratica.

Caldaia a gas

Il Comune invita chi ha già pagato a presentare una “Richiesta di Riesame“, ma le procedure sono tutt’altro che snelle: “Bisogna reperire la documentazione di 6 anni fa, inviare una PEC e se non ce l’hai una raccomandata A/R a mie spese ovviamente oppure recarsi fisicamente agli uffici di Piazza Cenisio (Palazzo Ferrari) nei pochi giorni e orari di apertura (lunedì mattina o giovedì pomeriggio). “È l’onere della prova ribaltata: io ho pagato, il tecnico ha registrato e inviato tutto, ma ora devo perdere anche tempo per dimostrare al Comune che non gli devo nulla. W la burocrazia”.

Nessuna prescrizione

Alcuni cittadini nelle loro segnalazioni hanno chiesto se l’avviso fosse prescritto. La risposta è no ed è proprio legata al periodo Covid tanto contestato. Il contributo per la revisione della caldaia (spesso associato al “bollino verde”) e le relative sanzioni sono soggetti a una prescrizione quinquennale (5 anni), come stabilito dall’art. 2948 del Codice Civile. Tuttavia, il conteggio non è così lineare come sembra a causa di due fattori. Il termine inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto. Per un omesso versamento del 2020, il timer è partito il 1° gennaio 2021.

La “sospensione COVID”: qui sta la fregatura. Per via dell’emergenza sanitaria, l’art. 67 del D.L. 18/2020 (Cura Italia) aveva sospeso i termini di prescrizione e decadenza per circa 85 giorni, ma come abbiamo visto. Questo significa che la scadenza naturale dei 5 anni viene “allungata” di quasi tre mesi.

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