Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Cosenza, 5 priorità sulle condizioni del carcere: Consiglio comunale approva la risoluzione

Area Urbana

DIGNITA' DEI DETENUTI

Cosenza, 5 priorità sulle condizioni del carcere: Consiglio comunale approva la risoluzione

Via libera unanime del Consiglio comunale alla risoluzione sulla Casa circondariale “Sergio Cosmai”. Al centro sovraffollamento, assistenza sanitaria, condizioni strutturali e rimozione urgente dei pannelli in plexiglass

Pubblicato

il

consiglio comunale carcere cosenza - Chiara Penna

COSENZA – Interventi concreti per affrontare le criticità del carcere di Cosenza intitolato a “Sergio Cosmai“. Il Consiglio comunale di Cosenza ha approvato all’unanimità una risoluzione con cui impegna il sindaco Franz Caruso e la Giunta a trasmettere il documento al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Provveditorato regionale, alla Direzione della Casa circondariale, ai Garanti regionale e nazionale dei detenuti e ai parlamentari del territorio.

Carcere di Cosenza, le priorità

Cinque le priorità indicate: riduzione del sovraffollamento, potenziamento dei servizi sanitari e psichiatrici, rafforzamento della mediazione linguistico-culturale e religiosa, miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e strutturali e attuazione urgente della rimozione delle schermature in plexiglass alle finestre delle celle.

La discussione è nata dalla relazione della Garante comunale delle persone private della libertà personale, Emilia Corea, che ha evidenziato un quadro caratterizzato da sovraffollamento, carenze strutturali e difficoltà nella tutela della salute e della dignità dei detenuti. La seduta è stata presieduta dal consigliere Giuseppe d’Ippolito, in sostituzione del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca.

carcere di Cosenza - corea sappe

Il dibattito: dignità, diritti e funzione rieducativa

Ad aprire il confronto è stata la consigliera Chiara Penna, prima firmataria dell’ordine del giorno, che ha ringraziato la Garante Emilia Corea “per il lavoro svolto con continuità e rigore”, ricordando come il Comune abbia istituito per la prima volta la figura del Garante dei detenuti. Penna ha inoltre sottolineato il ruolo della Camera Penale di Cosenza, definita “un punto di riferimento di garantismo e legalità”, ripercorrendo il lavoro svolto negli ultimi anni sulle condizioni detentive e sulla questione delle schermature in plexiglass.

Nel suo intervento ha ricordato i numeri del sovraffollamento, con una presenza stabile di circa 280 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 220 posti, evidenziando come il sistema penitenziario italiano continui a soffrire di criticità strutturali. Ha inoltre richiamato la sentenza “Torreggiani” della Corte europea dei diritti dell’uomo e il progressivo abbandono di strumenti straordinari come amnistia e indulto, sottolineando che “un sistema che continua a riprodurre le stesse criticità: sovraffollamento superiore a quello registrato 13 anni fa, fragilità organizzative e condizioni materiali spesso difficili. Un tema sociale ed umano come dimostrano i dati sulla sofferenza psicologica della popolazione detenuta e i tragici fenomeni di suicidio in carcere: 76 nel 2025, 24 nel 2026″.

Gli interventi dei consiglieri

Alessandra Bresciani ha evidenziato le difficoltà legate al sovraffollamento, alla carenza di personale, all’assistenza sanitaria e psicologica e alla condizione dei detenuti stranieri e delle persone affette da disturbi psichiatrici, affermando che “parlare dei diritti dei detenuti non significa dimenticare le vittime dei reati, né sminuire la responsabilità di chi ha sbagliato. Significa riconoscere che uno Stato forte non è quello che umilia, ma quello che fa rispettare la legge senza rinunciare alla dignità umana”.

consiglio comunale carcere cosenza

Ivan Commodaro ha ricordato che “le mura di un istituto penitenziario non possono diventare un confine oltre il quale cessano i diritti fondamentali della persona”, soffermandosi sulla necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza e tutela della dignità umana. Bianca Rende ha invece ribadito che il sovraffollamento “non è soltanto un problema numerico, ma un vulnus che compromette seriamente la funzione rieducativa della pena”, mentre Alessandro Rendace ha sottolineato come “ogni volta che qualcuno finisce in carcere bisognerebbe pensare al fallimento dello Stato in tutte le sue articolazioni”. Francesco Alimena ha infine richiamato il principio di equivalenza delle cure sancito dall’Organizzazione mondiale della sanità, chiedendo maggiore attenzione anche alla salute sessuale e ai diritti delle persone LGBTQIA+ detenute.

L’intervento del sindaco Caruso

A chiudere il dibattito è stato il sindaco Franz Caruso, che ha ringraziato la consigliera Penna, tutti i firmatari dell’ordine del giorno e la Garante Emilia Corea per il lavoro svolto. Il primo cittadino ha ricordato l’importanza dell’istituzione del Garante dei detenuti e ha definito il tema affrontato dal Consiglio una questione che supera ogni appartenenza politica.

Caruso ha sottolineato che “questi temi non sono né di destra, né di sinistra, ma riguardano la sensibilità del ruolo istituzionale”, ribadendo che “ognuno può sbagliare, ma sbagliare non significa perdere la dignità. La pena deve essere umana e deve tendere, come è stato ricordato da tutti, alla rieducazione del condannato. Reprimere i reati non significa reprimere l’uomo“.

Il sindaco ha inoltre definito i pannelli in plexiglass “un sistema che mortifica oltre misura la dignità umana“, ricordando come, secondo quanto annunciato dal sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria abbia disposto la loro rimozione, pur precisando che al Comune non è ancora giunto alcun provvedimento ufficiale. Ha infine ribadito che la risoluzione approvata all’unanimità rappresenta un impegno concreto affinché vengano affrontate tutte le altre criticità della struttura, a partire dal sovraffollamento e dalle condizioni sanitarie, nel rispetto della dignità delle persone detenute.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social