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Cosenza, Corte dei Conti revoca il sequestro al dott. Andrea Bruni «assenza di condotte illecite»

Calabria

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Cosenza, Corte dei Conti revoca il sequestro al dott. Andrea Bruni «assenza di condotte illecite»

La Corte dei Conti di Catanzaro ha accolto il ricorso dei legali del dott. Andrea Bruni ed ha annullato il sequestro di beni e somme disposto nei confronti del medico, riconoscendo l’assenza di condotte illecite

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Andrea Bruni Direttore della Terapia Intensiva di Cosenza

COSENZA – Con l’ordinanza n. 9/2026, depositata il 23 febbraio 2026, la Corte dei Conti di Catanzaro ha revocato il sequestro conservativo disposto nei confronti del dott. Andrea Bruni, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’ospedale di Cosenza. 

Il provvedimento di sequestro era legato all’inchiesta su una presunta truffa al Policlinico di Catanzaro. E’ stato accolto il ricorso presentato dagli avvocati Oreste ed Enrico Morcavallo, riconoscendo l’insussistenza dei presupposti per l’adozione della misura cautelare e, dunque, l’assenza di condotte illecite da parte del medico. L’ordinanza, composta da 170 pagine, annulla il sequestro di beni immobili, mobili, beni mobili registrati e ingenti somme precedentemente disposto.

Annullato il sequestro per il dott. Andrea Bruni, la richiesta della Procura contabile

Il procedimento trae origine da un ricorso depositato il 1° dicembre 2025 dalla Procura regionale della Corte dei Conti, che aveva chiesto al Presidente di sottoporre a sequestro conservativo, “sino alla concorrenza delle somme rispettivamente addebitate a ciascun presunto responsabile”, una serie di beni nella disponibilità dei soggetti coinvolti, oltre al trattamento economico e a qualsiasi credito o indennità loro dovuti.

corte dei conti calabria - andrea bruni revoca sequestro

I presupposti della misura cautelare si fondavano sull’indagine relativa alle “Liste d’attesa “privatizzate” a Oculistica della Dulbecco”, sugli esiti investigativi del procedimento penale denominato “Operazione Short Cut”, condotto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, su un’informativa della Guardia di Finanza e sulla conseguente segnalazione di danno erariale.

L’ipotesi accusatoria parlava di un presunto esercizio indebito e stabile dell’attività libero-professionale extra-istituzionale in violazione del rapporto di esclusività con l’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro (già “Mater Domini”), oltre a una presunta “privatizzazione del Reparto di Oculistica” mediante una gestione irregolare delle procedure di accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche.

Le contestazioni della difesa

Gli avvocati difensori del medico hanno contestato punto per punto, la ricostruzione della Procura contabile, sostenendo l’inesistenza delle circostanze addebitate al dott. Andrea Bruni, che nel frattempo è divenuto Primario dell’Ospedale di Cosenza. La Corte dei Conti, con l’ordinanza depositata, ha accolto la tesi difensiva, revocando il sequestro e riconoscendo l’assenza dei presupposti per procedere alla misura cautelare.  

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