Area Urbana
Cosenza ostaggio della crisi di maggioranza, Rifondazione Comunista «serve responsabilità e chiarezza»
Blocco dei lavori del Consiglio comunale di Cosenza e divisioni interne alla maggioranza minacciano la stabilità della città. Rifondazione Comunista chiede chiarezza e trasparenza su numeri, coesione e progetto politico

COSENZA – Rifondazione Comunista di Cosenza lancia L’allarme sulla crisi politica che attraversa la maggioranza che governa il Comune e la città. Secondo i dirigenti locali, la debolezza dell’amministrazione è emersa chiaramente sia durante il Consiglio aperto sulla vicenda dell’Ospedale dell’Annunziata, con appena una decina di consiglieri di maggioranza presenti fino alla fine, sia con l’annullamento dell’ultimo Consiglio comunale per mancanza del numero legale.
«Non si è trattato di un episodio marginale o tecnico – scrivono Gianmaria Milicchio, segretario provinciale, e Delio Di Blasi, comitato politico federale –, il Consiglio è saltato mentre si discutevano problemi centrali per la città, a partire dal bilancio comunale che determina scelte fondamentali su servizi pubblici, politiche sociali e tutela delle fasce più deboli».
Cosenza, divisioni e prese di posizione
Il comunicato sottolinea anche la responsabilità della minoranza consiliare, che pur presente sarebbe rimasta nei corridoi, concentrata su questioni di partito piuttosto che sui reali problemi della città. «Le divisioni interne alla maggioranza, visibili sia dalle prese di posizione pubbliche di alcune forze sia dai silenzi di altre, pongono un problema politico serio: chi governa oggi Cosenza e con quale progetto?» continuano i rappresentanti del partito.

Rifondazione Comunista invita tutte le forze di maggioranza a chiarire pubblicamente lo stato dell’Amministrazione, confermando numeri, coesione e una visione condivisa, oppure ammettendo che la città sia ostaggio di equilibri precari e logiche interne ai gruppi di potere. «Cosenza non può permettersi paralisi istituzionali né ambiguità politiche – concludono Milicchio e Di Blasi –. Serve trasparenza, responsabilità e una netta inversione di rotta che rimetta al centro i diritti, i servizi pubblici e la giustizia sociale, non gli equilibri di palazzo».

















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