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Cosenza nel ‘degrado’: l’affondo UGL contro il sindaco, “La città è stata abbandonata”

Area Urbana

Cosenza nel ‘degrado’: l’affondo UGL contro il sindaco, “La città è stata abbandonata”

Il segretario confederale dell’UGL, Guglielmo Nucci, accusa il Comune di Cosenza di ignorare le richieste di confronto e denuncia una città segnata da degrado, pressione fiscale e carenze nella manutenzione

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Provinciali Caruso comitati di quartiere

COSENZA – «Ci andrebbe di parafrasare da un noto brano del grande Vasco “noi siamo ancora qua, e già”. Infatti, egregio Sindaco di Cosenza, Lei non accetta gratuiti consigli né risponde alle richieste di incontri, utili ad affrontare le tante problematiche che riguardano la nostra Città». Così Guglielmo Nucci, Segretario Confederale dell’UGL stigmatizza la palese inadempienza della Giunta nei confronti delle disfunzioni della “macchina” comunale.

A Cosenza si registra una forte evasione fiscale, con poco più del 20-26% di cittadini che pagano regolarmente i tributi, fattore che ne ha causato il dissesto finanziario ed il conseguente aumento delle aliquote e delle tariffe applicate, che risultano tra le più alte in Italia.

Da notizie ufficiose risulterebbe un inizio di recupero da parte degli Uffici comunali, tuttavia i cittadini virtuosi sono vessati da continui balzelli, non ultimi segnaliamo la quota per il subentro del nuovo gestore delle lampade votive cimiteriali, in aggiunta alla beffa del con-tributo relativo alla verifica degli impianti termici anno 2020. Un periodo nel quale l’Italia era in lockdown a causa della pandemia; nonostante ciò la parola d’ordine al Comune è sempre la stessa: non abbiamo soldi.

Una situazione che mal si concilia con una Città abbandonata a sé stessa, in alcuni punti ricettacolo di immondizia fattori che superano i limiti della decenza nelle zone periferiche. Una Città che si professa green dove però il verde è spesso sostituito dal giallo, basta visitare alcune ville (P.za Loreto e Viale della Repubblica) per rendersene conto, senza dimenticare il grave abbandono della Villa Vecchia, un tempo luogo di ristoro dei cosentini dalla calura estiva. Quindi ci si chiede ma che ruolo ha l’assessore all’Ambiente risultante ignoto ai più?

Una Città “arresasi” al cemento, p.zza Bilotti ne è un esempio, ma se l’ideatore dell’opera ha omesso di abbellire lo spazio con del verde, l’attuale sostituto ha proseguito sulla stessa scia, con panchine di dubbia seduta, porta vasi vuoti e blocchi di cemento quali dissuasori per incivili automobilisti.

Il clou sta nella trascuratezza del salotto buono della città: Corso Mazzini. Nonostante le nostre ripetute segnalazioni, il decadimento è lento ma inesorabile, pozzetti intasati, pavé in molti punti saltato, sedute in marmo divelte e basi delle statue del MAB ingiallite da urine dei cani, un panorama che si presenta ai turisti che visitano la nostra città.

A tal proposito tra qualche giorno, ricorre un anno della struttura, inaugurata dal Sindaco, del Parco dei “Cagnolini felici”, sgambatoio per gli amici a 4 zampe nei dei giardini “Fabio Aroni” lungo Viale Mancini. Solo che alla loro felicità, non corrisponde quella di cosentini e turisti che frequentano il Corso per la famosa “vasca”.

Prendiamo atto, comunque, che una segnalazione del Sindacato in via ufficiosa, ha determinato l’emanazione dell’ordinanza n° 34/2026 1° Luglio, con la quale si obbligano i proprietari di cani a dotarsi di bottiglie d’acqua, per diluire e limitare la corrosione in aree pubbliche dei manufatti ecc. Non resta che indurli ad usufruire dell’area dedicata allo sgambatoio.

In conclusione, esortiamo l’Amministrazione a rendere operativo chi è preposto al “verde pubblico e manutenzione”, non è pensabile che siano i cittadini a farsi da tramite con video o foto per segnalare scenari imbarazzanti.

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