Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Natale: a Cosenza esplode la dipendenza da cellulare, l’allarme della psicoterapeuta

Area Urbana

uso distorto degli smartphone

Natale: a Cosenza esplode la dipendenza da cellulare, l’allarme della psicoterapeuta

Qual è il regalo di Natale perfetto? Festività con il cellulare in mano, tra chat di auguri e scroll infiniti. I cosentini consapevoli del problema sono soprattutto adolescenti e professionisti

Pubblicato

il

Natale dipendenza cellulare cosenza

COSENZA – Natale con il telefono in mano. Tra chat di auguri e scroll infiniti (di video; testi; immagini), trascorrono le ore e le festività. Un fenomeno sempre più comune. Le dipendenze da cellulare si stanno diffondendo anche nell’area urbana di Cosenza. Tra i cosentini consapevoli del problema, che si rivolgono a specialisti per ritrovare equilibrio nei propri tempi di vita, vi sono soprattutto adolescenti e professionisti. A testimoniarlo è il campione di utenza del quale si occupa in città la psicoterapeuta cognitivo comportamentale Roberta Colangelo, esperta di patologie correlate all’uso distorto degli smartphone.

Il regalo di Natale perfetto

«Il regalo di Natale perfetto è il tempo», non ha dubbi la dottoressa Colangelo. La presenza è, per la specialista, l’omaggio che aiuta a disintossicarsi dal cellulare, almeno nel corso delle festività natalizie. «Di solito in questo periodo – ricorda Colangelo – stiamo alla ricerca spasmodica del “pensierino” ideale.

Natale dipendenza cellulare cosenza 03

Ci sentiamo sempre in ritardo, in affanno per trovare l’idea migliore e correre all’acquisto. In realtà il dono più prezioso è dedicare tempo agli altri, ai propri figli, ai propri cari. Insieme si possono fare miliardi di cose (dalla passeggiata, al mangiare a tavola), ma posando il telefono. Durante le feste è più facile riuscire a creare spazi in cui si può parlare, giocare (a carte, a tombola), fare attività come anche solo cucinare, per riuscire a stare nel qui ed ora, senza necessariamente avere uno schermo davanti».

Dipendenza da cellulare a Natale

Stare sul divano davanti al telefonino, significa trascorrere ore in compagnia pur essendo altrove. «C’è invece bisogno di spegnere il cellulare e ricaricarsi di momenti unici, in cui – spiega la psicoterapeuta cognitivo comportamentale – non c’è la distrazione del telefono, non c’è la notifica, non c’è la chiamata, ma si è presenti, in maniera lucida.

Se siamo in compagnia di 5-10 persone e nel contempo chattiamo o scrolliamo i social, perdiamo l’occasione di conversare, discutere, chiacchierare, comunicare, apprendere informazioni utili. Attimi che sono irripetibili: una battuta, la risata di un figlio, ecc. Ai messaggini di auguri si può dedicare mezz’oretta per rispondere.

Dopo il telefono andrebbe messo da parte, in borsa o con il silenzioso. Gli studenti hanno le vacanze e i lavoratori sono in ferie in questi giorni. Per compensare noia e solitudine ricorrono allo smartphone, ai videogiochi, con una maggiore frequenza avendo più tempo a disposizione. La chiave è l’autocontrollo. La tecnologia non deve essere vista come un nemico, ma come risorsa».

Natale dipendenza cellulare cosenza 02

Digital detox disintossicarsi dal cellulare

«Per disintossicarsi dall’iperconnettività, – afferma Colangelo – consiglio di vivere il presente, le relazioni, condividere momenti. Insomma regalare del tempo agli altri, soprattutto ai propri cari. Non con il viso rivolto allo schermo di un cellulare, uno smartphone o un computer. Creare situazioni dove non ci sono monitor appare difficile, ma non lo è: basta dedicarsi a chi si ha accanto.

Essere consapevoli che al cellulare si sono trascorse 4 ore è il caso di fermarsi, metterlo da parte e imporsi di fare altro. Non significa eliminare il telefono, ma arricchire la vita con relazioni, sport, interessi. L’utilizzo del cellulare così si riduce automaticamente. Necessaria è un’educazione emotiva allo stress, all’ansia, alla noia perché lo smartphone ha spesso la funzione di non far pensare, di far stare meglio (grazie al rilascio di dopamina) nell’immediato. È una risposta alla sofferenza che però non fa altro che alimentarla. E rende sempre più soli, anche quando si è in compagnia».

La trappola dello shopping on line

«Alle dipendenze da cellulare, a cavallo delle festività natalizie, si aggiunge un tassello in più: la potenziale trappola dello shopping online. Tutti – precisa la psicoterapeuta cognitivo comportamentale – in questo periodo siamo sotto stress, perché vorremmo fare regali perfetti, abbiamo poco tempo, c’è tanta pressione sociale, dobbiamo spendere il giusto.

Gli acquisti online sembrerebbero scacciare ogni disagio di questo genere con un click dal proprio smartphone. Un’azione che a livello psicologico ci dà una doppia ricompensa: quando si acquista e quando si scarta il pacco. Il prezzo da pagare è che questa sensazione dura poco.

Subito poi si torna alle condizioni di stress originarie e per sentirsi nuovamente meglio spesso si ricomincia ad acquistare online in maniera compulsiva. È come i reel, i post dei social, le notifiche: più ne ricevo, più ne voglio. Un circolo vizioso che toglie tempo di vita. Una reazione chimica legata al rilascio di dopamina nel cervello, che crea apparente benessere».

Cellulare in mano, 5 cose da ricordare

  1. I regali che restano sono i momenti condivisi, le relazioni, la presenza;
  2. Quando per riposare si prende il telefono in mano non ci si rilassa;
  3. Trascorse troppe ore al cellulare, serve nell’immediato: uscire, svagarsi con un’altra attività, invitare un amico, un collega, far visita a un parente, ecc.;
  4. Quando si ha l’istinto irrefrenabile di rispondere a una notifica, basta temporeggiare. L’impulso sparirà aumentando i tempi di attesa ad ogni messaggio o avviso ricevuto;
  5. Per non cadere in acquisti insensati serve darsi un budget e fare ricerche mirate del prodotto/servizio desiderato.

 

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social