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Cosenza: acqua, buche e decoro. Spataro e D’Ippolito attaccano De Cicco «i cittadini aspettano ancora i fatti»

Area Urbana

SCONTRO POLITICO

Cosenza: acqua, buche e decoro. Spataro e D’Ippolito attaccano De Cicco «i cittadini aspettano ancora i fatti»

I due consiglieri comunali d’opposizione replicano al consigliere regionale dopo le sue ultime dichiarazioni: «evita il merito e sceglie gli attacchi personali. ll consenso non sostituisce i risultati amministrativi». E sull’acqua «usa la Regione come alibi»

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Spataro D'Ippolito su De Cicco Cosenza

COSENZA – Non si placa la bufera politica a Cosenza. Le ultime dichiarazioni del consigliere regionale Francesco De Cicco, che ha rivendicato il proprio operato attribuendo le critiche delle minoranze a un presunto «nervosismo pre-elettorale», hanno scatenato la dura controreplica dei consiglieri comunali di opposizione Giuseppe d’Ippolito e Michelangelo Spataro. In una nota congiunta, i due esponenti consiliari accusano De Cicco di aver preferito gli «attacchi personali e le considerazioni elettorali» anziché fornire risposte concrete e nel merito sulle principali emergenze che attanagliano la città.

«Acqua, strade e decoro: nessun chiarimento sui problemi di Cosenza»

Il nodo centrale dello scontro risiede nella gestione dei servizi essenziali per Cosenza. Secondo D’Ippolito e Spataro, la replica di De Cicco sorvola sui veri disagi quotidiani vissuti dai cittadini cosentini, a partire dalla crisi idrica fino alla tenuta dell’arredo urbano. «A noi non interessa discutere di candidature, countdown o future competizioni elettorali – spiegano i due consiglieri –. Interessa capire perché Cosenza continui a fare i conti con strade dissestate, carenze manutentive, problemi di decoro urbano e una grave emergenza idrica che penalizza famiglie e attività commerciali. Su questi temi non troviamo alcuna risposta concreta».

Francesco De Cicco

I due consiglieri contestano, inoltre, il tentativo di scaricare le responsabilità della crisi idrica unicamente sulla Regione Calabria, ricordando come le deleghe più strategiche per la manutenzione e la qualità della vita cittadina siano rimaste per anni sotto la diretta influenza politica dello stesso De Cicco. «Utilizzare la Regione come unico alibi non può cancellare anni di gestione politica delle deleghe comunali, soprattutto considerando che il Consiglio comunale aveva indicato una strada per la risoluzione della problematica che è stata del tutto disattesa».

Metodo emergenziale e il giudizio sul consenso

Nel mirino di D’Ippolito e Spataro finisce anche la modalità amministrativa adottata negli ultimi anni, definita priva di visione strategica e basata sull’inseguimento continuo delle urgenze con risposte episodiche. I consiglieri contestano fermamente anche la tesi secondo cui l’ampio consenso elettorale raccolto da De Cicco possa scudare l’azione di governo dalle critiche: «In democrazia il consenso non può sostituire il confronto sui risultati amministrativi. Altrimenti qualsiasi critica diventerebbe automaticamente illegittima. Il giudizio sulla qualità dell’amministrazione deve basarsi sui fatti e non sul numero delle preferenze raccolte».

Comune di Cosenza Palazzo dei bruzi 01 2

La rottura nella maggioranza e lo strappo politico

La nota mette infine in evidenza le ripercussioni politiche dello strappo maturato nell’esecutivo comunale, sottolineando una dinamica che per i due consiglieri si sarebbe già ripetuta in passato in vista delle scadenze elettorali. «La crisi apertasi all’interno della maggioranza non fa altro che confermare ciò che i cittadini vedono ogni giorno: una città priva di una visione strategica – concludono D’Ippolito e Spataro. Sorridiamo di fronte alle valutazioni sulle future cariche amministrative: i cosentini chiedono acqua nei rubinetti, una città curata e servizi efficienti. La rottura consumatasi nelle ultime settimane certifica che chi fino a ieri governava insieme oggi ammette che quel progetto non esiste più».

 

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