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Cosenza, estorcono a una famiglia migliaia di euro con minacce e un finto affitto: due arresti

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Cosenza, estorcono a una famiglia migliaia di euro con minacce e un finto affitto: due arresti

Avrebbe affittato abusivamente un immobile comunale a una famiglia con tre bambini, compiendo anche furti in casa ed estorcendo denaro con minacce e aggressioni. Misura cautelare del Gip di Cosenza per una 37enne e un 50enne

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Carabinieri controlli

COSENZA – Avrebbero affittato abusivamente una casa comunale ad una famiglia rumena facendosi anche consegnare soldi attraverso minacce e intimidazioni. Il Gip del Tribunale di Cosenza, Letizia Benigno, ha emesso due misure cautelati a carico di due cosentini, una donna di 37 anni, V.G., assistita dall’avvocato Gelsomino e un 50enne, L.P., difeso dall’avvocato Ferrari, accusati in concorso di estorsione aggravata e continuata. Per la donna il Gip ha disposto gli arresti domiciliari, mentre l’uomo è stato condotto in carcere.

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Il finto affitto ad una famiglia in cerca di un tetto

Al centro della vicenda c’è una giovane coppia romena, genitori di tre figli minori, arrivata a Cosenza nell’aprile 2026. Prima di trovare una sistemazione, i coniugi avevano trascorso diverse notti dormendo in auto tra i vicoli di Cosenza Vecchia. La svolta, apparentemente positiva, era arrivata con l’affitto di un appartamento in via San Tommaso, situato accanto all’abitazione della coppia oggi indagata, per un canone mensile pattuito di 250 euro. Ma secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’immobile – di proprietà del Comune di Cosenza -sarebbe stato gestito in maniera del tutto abusiva dai due, che si sarebbero presentati alla famiglia straniera come i legittimi proprietari dell’appartamento.

Richieste di denaro continue e furti in casa

Nonostante il regolare versamento del canone concordato, gli indagati avrebbero preteso dalla famiglia somme aggiuntive con cadenza pressoché quotidiana. Un flusso di richieste che, tra maggio e la fine di luglio 2026, avrebbe fruttato oltre 3.000 euro non dovuti. Alle pretese economiche si sarebbero affiancati anche episodi di furto: avendo a disposizione una copia delle chiavi dell’appartamento, i due indagati si sarebbero introdotti più volte nell’abitazione, sottraendo non solo oggetti di valore ma persino beni di prima necessità come vestiti, detersivi e carta igienica.

A piegare la resistenza della famiglia sarebbero state soprattutto le intimidazioni, riportate in alcune frasi presenti nel provvedimento firmato dal Gip con espressioni come “Non ho paura di farmi la il carcere, mio padre era un boss oppure “Ci devi dare i soldi altrimenti ti cacciamo di casa e ti facciamo del male” fino a minacce dirette «ti bruciamo come i topi insieme alla tua famiglia». Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alle parole si sarebbero affiancati anche gesti violenti, con calci e pugni sferrati contro le vittime.

L’incendio dell’auto e la denuncia

A riportare la calma l’intervento dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile (NOR) che hanno scortato la famiglia nel recupero degli effetti personali, permettendole di lasciare definitivamente l’immobile. La vicenda, tuttavia, non si è chiusa lì. Nella stessa giornata dell’intervento delle forze dell’ordine, l’automobile della donna — un’Audi A4è stata data alle fiamme. Solo il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato conseguenze più gravi. I successivi accertamenti tecnici hanno confermato la natura dolosa del rogo, rafforzando il quadro indiziario a carico dei due indagati.

Carabinieri omicidio

Dopo l’incendio dell’auto, la famiglia romena ha deciso di formalizzare una denuncia-querela circostanziata, dando avvio agli accertamenti della Procura di Cosenza. Le indagini, condotte sulla base delle testimonianze e degli elementi raccolti, hanno portato il gip Letizia Benigno a emettere l’ordinanza cautelare. Il procedimento è ora nella fase degli interrogatori di garanzia, durante i quali gli indagati — assistiti dai rispettivi legali — potranno fornire la propria versione dei fatti davanti al giudice.

 

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