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Cosenza, evade dai domiciliari. Individuato e arrestato dalla polizia nei pressi dell’autostazione

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Nuovo arresto

Cosenza, evade dai domiciliari. Individuato e arrestato dalla polizia nei pressi dell’autostazione

Evade dai domiciliari, ma la sua fuga dura poche ore. Gli agenti della Questura lo individuano e lo arrestano nuovamente nei pressi dell’Autostazione

Marco Belmonte

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Autostazione Controlli polizia2

COSENZA – Ha violato la misura cautelare dei domiciliari a cui era sottoposto ma dopo poche ore è stato fermato e arrestato. Un cittadino di nazionalità marocchina di sessant’anni, è stato rintracciato e bloccato dai poliziotti della Questura di Cosenza nei pressi dell’autostazione cittadina, grazie anche ad un maggior presidio attuato dagli agenti negli ultimi giorni.

Evade dai domiciliari: arrestato all’autostazione

L’uomo si era allontanato arbitrariamente dall’abitazione in cui stava scontando la misura restrittiva, facendo perdere le proprie tracce. L’allarme è scattato immediatamente e ha fatto partire le ricerche da parte della Polizia di Stato. Dopo alcune ore di pattugliamento, gli agenti lo hanno individuato nuovamente nell’area dell’autostazioneUna volta bloccato, il sessantenne è stato arrestato con l’accusa di evasione, provvedimento che è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria.

L’arresto nel 2021 per maltrattamenti e violenza

La misura restrittiva ai domiciliari, dalla quale l’uomo è evaso prima del nuovo fermo, era scaturita da gravi fatti risalenti al 2021. In quell’anno, l’uomo era stato arrestato dalla polizia per i reati di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. La vicenda era emersa a seguito di una chiamata al 113 da parte di una donna, che aveva richiesto l’aiuto disperato delle forze dell’ordine dopo essere stata aggredita dal compagno all’interno della loro abitazione, nel centro cittadino di Cosenza a pochi passi dal piazzale dei bus.

autostazione cosenza polizia

Al loro arrivo sul posto, gli agenti avevano trovato la vittima sul portone di casa: la donna presentava evidenti segni di percosse sul volto e stringeva una bambina in braccio. Agli agenti aveva raccontato di essere stata colpita ripetutamente dal compagno, che aveva utilizzato persino un candelabro per aggredirla.

La resistenza ai poliziotti e la condanna

Dopo aver messo in sicurezza la madre e la minore e aver richiesto l’intervento immediato dei sanitari per le cure del caso, i poliziotti erano entrati nel portone dell’appartamento per fermare l’aggressore. L’uomo era stato trovato in forte stato di alterazione. Alla vista dei poliziotti aveva opposto una violenta resistenza nel tentativo di sfuggire all’arresto, dimenandosi, scalciando contro gli agenti e tentando anche di procurarsi delle lesioni personali. Quell’intervento si era concluso con l’arresto e la successiva disposizione della misura dei domiciliari.

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