COSENZA – Sono 11 le famiglie sfollate a Cosenza dal 13 febbraio. Costrette a lasciare le loro abitazioni in Contrada Macchia della Tavola a causa dell’ondata di maltempo. Le intense precipitazioni avevano provocato allagamenti diffusi e smottamenti, ma anche l’esondazione del torrente Iassa, che ha causato la totale distruzione della strada di collegamento che conduce alle abitazioni presenti.
L’ordinanza di sgombero e 11 famiglie sfollate
Mentre venivano tratte in salvo le persone rimaste isolate (con l’utilizzo di un elicottero dei vigili del fuoco), Il sindaco di Cosenza firmava un’ordinanza che disponeva lo sgombero immediato di alcuni immobili situati proprio a Macchia della Tavola a tutela della pubblica e privata incolumità. Ordinanza ancora in vigore per cui nessuno può rientrare in casa anche perchè manca completamente una strada di accesso.
“Sono 20 giorni che siamo fuori casa”
Le famiglie spiegano che la strada distrutta rappresentava l’unico collegamento con le abitazioni della zona. «Sono quasi venti giorni che siamo fuori dalle nostre case senza poter prendere vestiti o oggetti personali», racconta una residente. «Non sappiamo quando verrà ripristinata questa strada. Esiste da oltre 80 anni ed è stata costruita con i sacrifici dei nostri nonni, dei nostri genitori e di noi stessi». Secondo i cittadini, il tempo sembra essersi fermato al giorno dell’esondazione. «È come se tutto si fosse fermato a quella mattina del giorno 13. Abbiamo lasciato tutto lì: frigoriferi, oggetti personali, ricordi. Non possiamo neanche entrare per pulire».

“Il torrente Iassa non è mai stato pulito”
Tra le principali critiche rivolte alle istituzioni c’è la mancanza di manutenzione del torrente. «Forse tutto questo si poteva prevenire. Il torrente Iassa non è stato mai pulito. Sono state fatte segnalazioni negli anni, ma la manutenzione si è sempre fermata prima di arrivare in questa zona». I cittadini ricordano anche lavori iniziati circa tre anni fa per la messa in sicurezza della montagna. «È stata installata anche una sonda per monitorare il livello del fiume, ma quel giorno era attiva? Doveva essere un campanello d’allarme».
Secondo le testimonianze, pochi giorni prima dell’esondazione sarebbe stata segnalata una crepa nella zona interessata dai lavori. «Tre giorni prima avevamo segnalato che c’era una crepa proprio vicino al cantiere. Sono arrivati i vigili urbani, hanno fatto delle fotografie e poi sono andati via». Inoltre, in quei giorni era stata diramata anche un’allerta meteo. «Se c’era un’emergenza meteo, perché non è stata evacuata questa zona che era a rischio?».
L’appello al Comune di Cosenza: “vogliamo risposte”
Le famiglie chiedono ora un confronto diretto con con il Comune di Cosenza e informazioni precise sui lavori. «Circa dieci giorni fa sono andata in Comune per chiedere un appuntamento con il sindaco. Ho lasciato un messaggio in segreteria perché rappresento anche le altre persone che stanno vivendo questo disagio, ma non siamo stati ricontattati». Secondo quanto riferito, l’unica informazione ricevuta riguarda la possibile realizzazione di una strada provvisoria di cantiere. «Ci è stato detto che forse verrà fatta una strada di cantiere, ma non sappiamo quando. Noi chiediamo semplicemente delle risposte».

“Non chiediamo favori, ma diritti”
Le famiglie sottolineano di non voler assistenza temporanea, ma la possibilità di tornare nelle proprie abitazioni in sicurezza. «Non chiediamo un alloggio alternativo e non vogliamo essere spostati da una parte all’altra. Vogliamo solo tornare nelle nostre case».
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