Area Urbana
Cosenza, per Fiab «nessuna zona 30, solo piccolo intervento estemporaneo»
L’organizzazione spiega che quanto fatto dal Comune non rappresenta una reale “Zona 30”. Si tratta solo di “quattro semplici attraversamenti pedonali rialzati e istituire in loro prossimità un limite di velocità a 30 km h”

COSENZA – Il Comune tramite un’apposita ordinanza ha deciso di introdurre, in specifici tratti della viabilità urbana, le “Zone 30”, limiti di velocità a 30 km/h per aumentare la sicurezza stradale. Un provvedimento che non è passato di certo inosservato. A commentare la decisione è Fiab Cosenza Ciclabile che tramite il presidente Ettore Lupo puntualizza in primis che quanto fatto non rappresenta una reale “Zona 30” ma “quattro semplici attraversamenti pedonali rialzati e istituire in loro prossimità un limite di velocità a 30 km h”.
Da qui alcune precisazioni: “Una zona 30 è un intero tratto stradale o area urbana in cui viene imposto quel limite di velocità e dove con opportuni interventi viene realizzata una percorrenza diversa, che imponga un’andatura più lenta anche senza cartelli. Non siamo quindi alla realizzazione di una delle proposte di Fiab che il sindaco Caruso aveva accolto e inserito nel programma prima delle scorse elezioni comunali insieme a: sensi unici eccetto bici, corsie preferenziali condivise con autobus e biciclette”.

Secondo Lupo si tratta, invece, “di un ennesimo piccolo intervento estemporaneo, forse deciso sull’onda della emozione. – precisa – Nel caso di via Cosmai angolo Livatino, infatti, lo scorso 31 gennaio è stato investito un pedone”.
Oltre la “Zona 30”: serve una consulta permanente
“Ben venga qualsiasi intervento di limitazione della velocità che ha in genere e in teoria una ricaduta sulla sicurezza. Ma – ribadisce Lupo – ancora una volta siamo al di fuori di una programmazione o di un piano e, pare, in assenza di processi di consultazione e partecipazione”.
Fiab, dunque, richiede la costituzione di “una consulta permanente all’interno dell’Ambito Territoriale di Area Urbana, un luogo dove cittadini, associazioni e competenze tecniche possano contribuire alle scelte e costruire insieme un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di area urbana il PUMS, che riguardi almeno Cosenza, Rende e Castrolibero” conclude Lupo.

















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