Area Urbana
Cosenza, flash mob all’Annunziata per promuovere la cultura dell’allattamento
Flash mob all’ospedale Annunziata di Cosenza per promuovere l’allattamento al seno e la donazione del latte materno. Gli esperti lanciano un appello per sostenere le neomamme, sfatare i falsi miti e aiutare i neonati prematuri ricoverati in Terapia intensiva neonatale

COSENZA – Promuovere la cultura dell’allattamento, superare falsi miti e tabù e ribadire il valore salvavita della donazione del latte materno per i neonati più fragili. Con questi obiettivi le scalinate dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza hanno ospitato un flash mob di incontro e sensibilizzazione, aperto a gestanti, neo mamme e famiglie, promosso nell’ambito del programma regionale per la Settimana allattamento materno (Sam).

Latte materno, il flash mob all’Annunziata
“Siamo qui con l’Azienda ospedaliera per manifestare la vicinanza di noi operatori sanitari alle mamme e sostenere un alimento unico e inimitabile”, ha spiegato Maria Pia Galasso, pediatra neonatologa, presidente dell’associazione “Gocce di Mamma” e responsabile della Banca regionale del latte umano donato “Galatea”.

“Allattare al seno significa fare prevenzione per il bambino ma anche per la donna: nel mese della prevenzione del tumore al seno è scientificamente dimostrato che l’allattamento prolungato riduce l’incidenza della patologia”, ha sottolineato Galasso, precisando che l’allattamento “può proseguire fino ai due anni come indicato dall’Oms, lasciando poi liberi mamma e figlio di decidere senza giudizi”.

Sull’importanza del supporto medico e sociale, la neonatologa ha evidenziato come “esistano ancora troppi falsi miti ereditati dagli anni ’70 e ’80. Tutte le donne possono allattare fisiologicamente; se non avviene, spesso è per mancanza di sostegno“.
Galasso ha infine richiamato l’attenzione sulla donazione del latte umano: “Se il latte materno è fondamentale per i neonati fisiologici, diventa un vero e proprio farmaco salvavita per i prematuri ricoverati in Terapia intensiva neonatale. Per questo è vitale far crescere, insieme alla cultura della promozione, quella della donazione”.


















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