Area Urbana
PD "partito-taxi"
Cosenza: Francesco Alimena si dimette da capogruppo PD in consiglio. “Lascio per non essere complice”
Il consigliere comunale abbandona la guida del gruppo dem denunciando “riunioni carbonare”, logiche di potere e il fallimento del progetto Cosenza 2050: “Non mi riconosco in questa classe dirigente impolitica. Difendo la mia libertà intellettuale

COSENZA – Una rottura netta, sofferta ma irrevocabile. Francesco Alimena ha rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di capogruppo del PD in Consiglio comunale. Un addio che lo stesso Alimena, dopo aver perso le deleghe con il rimpasto di giunta voluto da Caruso, motiva con una durissima critica alla gestione attuale della Federazione provinciale del PD e alla deriva del progetto “Cosenza 2050” dello stesso sindaco.
Alimena resterà come consigliere comunale semplice. Il Partito Democratico dovrà ora nominare un nuovo capogruppo, tra indiscrezioni e tensioni interne già denunciate dallo stesso Alimena. L’accusa principale riguarda la conduzione delle elezioni provinciali, la mancanza di partecipazione dei territori e l’influenza di figure provenienti da altre aree politiche (come Lega o Scelta Civica) che oggi detterebbero legge nel partito.
“In troppi casi, alle energie migliori — a chi dimostra sul campo competenza, visione e spirito innovativo, anche in politica — vengono tarpate le ali da una generazione che vive il partito come uno strumento di carriera personale: un taxi utile a raggiungere posizioni istituzionali, spesso senza il necessario merito, senza un adeguato consenso elettorale e dunque senza la rappresentatività che dovrebbe legittimare ogni incarico pubblico“.
Le ragioni dell’addio: “Classe dirigente impolitica”
Le parole di Alimena non lasciano spazio a interpretazioni. Il consigliere denuncia una mancanza di tensione etica e una gestione del partito lontana dalle reali esigenze dei cittadini. “Non mi riconosco più nella classe dirigente locale che oggi guida il nostro partito”, dichiara Alimena, definendo i vertici attuali come “impolitici e incapaci di interpretare il cambiamento“. Al centro della critica c’è il tema del ricambio generazionale, che secondo l’ex capogruppo sarebbe stato soffocato da chi vive la politica come un “taxi utile a raggiungere posizioni istituzionali”dunque senza merito o consenso elettorale.
Speravano in un vero campo progressista
“Confesso che avevo sperato nella costruzione di un vero campo progressista, di una sinistra capace di dialogare con il centro. Oggi, invece, ci troviamo davanti a qualcosa di ben diverso: un centro indistinto, privo di identità politica e di visione. Come se non bastasse, giungono notizie di riunioni carbonare nella Federazione provinciale del PD di Cosenza, convocate per stilare liste di proscrizione e spartirsi, lontano da ogni confronto democratico, le ultime briciole di un partito che — pur essendo la prima forza di opposizione a livello nazionale — nel nostro territorio è stato progressivamente ridotto a una presenza residuale proprio da queste pratiche“.

Lo strappo sulle Elezioni Provinciali e i “giochi di palazzo”
Uno dei punti di rottura definitiva è rappresentato dalle recenti elezioni provinciali. Alimena punta il dito contro scelte divisive con candidature decise a tavolino senza coinvolgere i territori, logiche “cosenzacentriche” con liste costruite per blindare pochi nomi e mancanza di democrazia interna: Organismi di partito mai convocati per discutere la linea politica. Inoltre, Alimena smonta il caso dei cosiddetti “franchi tiratori”, sottolineando come il soccorso al candidato Faragalli sia arrivato più dal centrodestra che dalle fila della sinistra: “Altro che soccorso rosso, semmai è stato azzurro“.
Il fallimento di “Cosenza 2050”
Il comunicato segna anche la fine del progetto politico che ha portato l’attuale amministrazione alla guida della città. “Il progetto Cosenza 2050 non esiste più perché ha smarrito la propria direzione politica, perdendosi nei giochi di palazzo e nelle logiche di potere”. Alimena denuncia l’esistenza di “riunioni carbonare” all’interno della Federazione del PD, finalizzate a stilare liste di proscrizione e a spartirsi quel che resta del partito, ormai ridotto a una presenza residuale sul territorio nonostante il ruolo di prima forza di opposizione nazionale.

“Lascio per non essere complice”: il futuro di Alimena
Le dimissioni da capogruppo in Comune rappresentano “un atto di coerenza e libertà intellettuale”. Alimena ha chiarito che non intende prestarsi al ruolo di “San Sebastiano trafitto dalle frecce“ e che continuerà a servire la città come consigliere comunale semplice, onorando il mandato ricevuto dagli elettori fino alla fine della consiliatura. Ed aggiunge “Le dimissioni sono un atto politico chiaro e legittimo. Non lo sono, invece, le sostituzioni annunciate attraverso indiscrezioni giornalistiche. Lascio per non essere complice: guarderò da lontano. È una scelta che compio per coerenza, per difendere la mia libertà intellettuale e, soprattutto, per rispetto del nome e del cognome che porto” conclude l’esponente dem, lanciando un segnale forte a una coalizione che sembra aver perso i pezzi e la bussola programmatica da tempo.


















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