Area Urbana
Cosenza: furto alla libreria per bambini, Ubik «è successo anche a noi»
I gestori tramite i social raccontano che qualche settimana fa, alle due di pomeriggio, i ladri si sono introdotti nel negozio: “Furto con scasso, bottino magro ma significativo, tracce lasciate un po’ dovunque”

COSENZA – Il furto ai danni della libreria per bambini “Raccontami” di pomeriggio di ieri non è il solo avvenuto a Cosenza. Dopo il racconto di oggi delle proprietaria, la libreria Ubik è uscita allo scoperto: “qualche settimana fa, un sabato verso le 14.00, era toccato a noi”.
Inizia così il racconto amaro affidato alla pagina Facebook del punto vendita. “Furto con scasso, bottino magro ma significativo, tracce lasciate un po’ dovunque. Pomeriggio trascorso con la polizia scientifica, impronte, denuncia e altre vicissitudini”.
I ladri si sono introdotti anche nella libreria di Via XXIV Maggio e secondo i gestori la “dinamica e probabilmente acnhe soggetti” sono gli stessi che hanno fatto il colpo alla Libreria Raccontami.

Furto in libreria, Ubik: “Violato il lugo della parola e del racconto”
“Non vogliamo accodarci al coro dei maniaci securitari, Cosenza è tutto sommato una città tranquilla – spiega la Ubik di Cosenza – e il furto è un crimine tra i meno esecrabili nella lunga lista di efferatezze a cui assistiamo in questo triste tempo che ci tocca vivere. Tuttavia, il conto economico di una libreria è un affare delicato: una perdita, seppur minima agli occhi dei molti, rischia di far saltare il banco e di costringere i librai a sforzi economici che forse non possono fare”.
Per i gestori del negozio, quello che turba “è la sensazione della violazione di un luogo che, vi assicuro, nella maggior parte dei casi sopravvive per la vocazione del libraio e non perché produca particolari profitti. Ed essendo uno dei luoghi della parola, del racconto, della narrazione, noi tutti immaginiamo di essere al riparo da atti che minaccino e neghino, per loro stessa natura, quegli strumenti: la parola, il racconto, la narrazione”.
“Non è così purtroppo, – ammettono amaramente – è un tempo triste il nostro, in cui la parola è negata ormai in ogni ambito e in ogni luogo, ci tocca tenerne conto”.


















Social