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Cosenza pronta ad accogliere il Giro d’Italia: la Corsa rosa ritorna dopo 37 anni nel ricordo di Pino Faraca

Area Urbana

STORIA E TRADIZIONE

Cosenza pronta ad accogliere il Giro d’Italia: la Corsa rosa ritorna dopo 37 anni nel ricordo di Pino Faraca

Oggi la conferenza stampa di presentazione. Il sindaco Caruso ricorda la lunga storia e tradizione della città per la gara ciclistica. Installata poco prima del traguardo di Viale Trieste una statua per ricordare il ciclista cosentino

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Cosenza_Giro d'Italia

COSENZA – È dal 1989 che la città dei Bruzi non era inserita come arrivo del Giro d’Italia. La gara ciclistica ritorna in città dopo 37 anni, inserita per l’edizione 2026 come prima tappa italiana, e quarta in generale, della Corsa rosa che partirà da Catanzaro il prossimo 12 maggio.

“Sono passati 37 anni – ha ricordato con emozione oggi il sindaco Franz Caruso nel corso della conferenza stampa di presentazione – e siamo contenti che ritorna il giro qui a Cosenza perché c’è una lunga storia, una lunga tradizione che ha visto la nostra città tappa di arrivo del giro in più anni”.

Cosenza Giro dItalia 2 1

“L’entusiasmo si percepisce già nelle strade cittadine, dove l’organizzazione del Giro è molto presente ed ha acceso la curiosità e la partecipazione dei cittadini. – ha aggiunto il sindaco – È bello registrare questo spirito entusiasta che precede l’arrivo della Corsa rosa”.

Cosenza ed il Giro d’Italia nel segno di Pino Faraca

Cosenza è da sempre legata al ciclismo. In occasione dell’arrivo del Giro d’Italia in città è stata collocata, poco prima del traguardo di Viale Trieste, una statua per ricordare il ciclista cosentino Pino Faraca a dieci anni dalla sua morte.

“Per Cosenza il ciclismo ha anche un valore simbolico particolare, perché la nostra città vive nel ricordo di Pino Faraca, grande ciclista cosentino e giovane scalatore che conquistò anche la maglia bianca. – ha precisato Caruso – Proprio pochi giorni fa gli abbiamo dedicato una installazione all’inizio di Viale Parco, da dove passerà il Giro prima della volata finale verso Viale Trieste, a dieci anni dalla sua scomparsa. Tutto questo conferisce alla tappa un significato ancora più profondo ed emozionante”.

“È evidente – ha detto il conduttore del ‘Processo alla Tappa’ della Rai, Alessandro Fabretti – l’amore per il ciclismo di questa città e per Pino Faraca. Ieri stavo tornando in albergo e c’erano tanti appassionati del ciclismo che guardavano la tappa, non mi capita spesso, perché il ciclismo è uno sport che viene dimenticato, ma invece affonda le radici nel passato e nella storia dell’Italia e se c’è tanta gente che qui a Cosenza guarda il ciclismo, significa che tanta gente è anche legata alla storia d’Italia”.

Giro D'Italia a Cosenza

Il sindaco ha poi rivolto un ringraziamento a RCS Sport, alla Rai e alla macchina organizzativa comunale, con particolare riferimento alla Polizia Municipale e a tutti i settori coinvolti nell’organizzazione dell’evento. “È un giorno di festa per tutta la città – ha aggiunto Caruso – perché il Giro d’Italia rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva”.

La Corsa rosa “grande valore di promozione”

Intorno al Giro d’Italia c’è tanto. Non si tratta solo di sport e passione ma anche di promozione. Le città di tappa beneficiano, infatti, in modo diretto dell’arrivo di squadre, staff, organizzatori e turisti, con un notevole aumento delle prenotazioni alberghiere e della ristorazione. Un indotto di oltre 2 miliardi di euro, di questi circa 600 milioni sono direttamente collegati all’edizione in corso.

“La corsa rosa – ha detto la Senior sport manager per il ciclismo e i rapporti con le istituzioni di Rcs Sport Spa, Giusy Virelli – ha un grande valore di promozione, offrendo grande visibilità alle bellezze della città. Ma l’impatto del Giro è rilevante non solo dal punto di vista sportivo. Poi – ha detto la dirigente di Rcs – parliamo di un evento seguito in oltre 200 Paesi, con ricadute importanti sul territorio in termini di visibilità, turismo e indotto economico, che coinvolgerà anche le strutture ricettive dell’intera area”.

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