Cosenza: Graziadio (nuovo capogruppo), Tinto e Trecroci rientrano nel gruppo consiliare del PD
A Cosenza i consiglieri comunali Graziadio, Tinto e Trecroci rientrano nel gruppo consiliare del Partito Democratico dopo due anni
A Cosenza i consiglieri comunali Graziadio, Tinto e Trecroci rientrano nel gruppo consiliare del Partito Democratico dopo due anni
COSENZA –A distanza di due anni i consiglieri comunali a Palazzo dei Bruzi, Graziadio, Tinto e Trecroci, rientrano nel gruppo consiliare del PD. Il loro ritorno arriva a sole 24 ore dalle dimissioni da capogruppo di Francesco Alimena. Un rientro con il botto che segna subito un cambiamento significativo che di riflesso riguarda il partito del PD: proprio Francesco Graziadio, infatti, dopo gli adempimenti formali previsti, ricoprirà il ruolo di capogruppo del Partito Democratico.
Un ritorno quello dei tre consiglieri comunali, grazie ad una ritrovata agibilità politica, come hanno spiegato nel corso della conferenza stampa, specie dopo l’elezione a segretario provinciale del PD di Matteo Lettieri che nonostante documenti e tentativi di mozione di sfiducia detiene saldamente la maggioranza del Partito, perché come ha spiegato Graziadio “con l’affermazione di Lettieri alla guida del partito a livello provinciale e il mio ruolo di capogruppo, diamo segnali importanti alla città di Cosenza per dire che un altro Partito Democratico è possibile”

Il consigliere Tinto invece prende atto delle dimissioni da capogruppo di Francesco Alimena, (anche se c’era pronta una mozione di sfiducia nei suoi confronti), ed ha ribadito di aver seguito sempre la linea politica del centrosinistra, comprese, al contrario di qualcun altro che ha “giocato sporco”, alle ultime elezioni provinciali.

Infine, anche l’altro consigliere comunale Aldo Trecroci ha evidenziato la ritrovata agibilità politica sia all’interno del Partito Democratico sia nel gruppo consiliare, sempre del PD. Nel corso della conferenza stampa ha spiegato le ragioni che portarono, due anni fa, alla loro uscita dal gruppo.
“All’epoca – ha affermato Trecroci – era come se fossimo a Non è la Rai: nel senso che Gianni Boncompagni impartiva gli ordini e le ragazze eseguivano. Ecco, nel PD accadeva qualcosa di simile: qualcuno diceva cosa e come bisognava votare e noi dovevamo semplicemente eseguire, senza alcun confronto”.
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