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Cosenza: l’odissea di un paziente oncologico per lo stent ureterale. Attese, emergenze e carenze

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LA VICENDA

Cosenza: l’odissea di un paziente oncologico per lo stent ureterale. Attese, emergenze e carenze

La lunga vicenda di Antonio, paziente oncologico dal 2016, tra difficoltà di reperimento dello stent ureterale e interventi rinviati: tre episodi critici tra il 2024 e il 2026, fino all’ultima denuncia dopo nuove criticità e problemi familiari

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stent ureterale

COSENZA –  Antonio racconta il calvario vissuto negli anni e relativo alla disponibilità di uno stent ureterale. Antonio è un paziente oncologico in cura chemioterapica dal 2016, con metastasi all’uretere e conseguente idronefrosi da circa quattro anni. Una condizione che ha richiesto nel tempo interventi continui e complessi per garantire il corretto funzionamento delle vie urinarie.

La storia clinica: malattia oncologica, il posizionamento dello stent ureterale

Nel 2023, dopo mesi di attesa per una visita urologica, Antonio viene ricoverato in Pronto soccorso. A seguito delle sue condizioni cliniche e delle sofferenze riportate, gli viene praticata una urostomia temporanea, in assenza – secondo quanto raccontato dalla donna – della disponibilità di uno stent ureterale presso l’Azienda ospedaliera.

Dopo circa tre mesi viene finalmente eseguito il posizionamento dello stent ureterale, dispositivo che necessita di sostituzione periodica, mediamente annuale. Nel febbraio 2024, in occasione della rimozione e sostituzione dello stent, emergono nuove difficoltà: creatinina elevata, pressione alta e diagnosi TAC che evidenzia lo sfaldamento del dispositivo. Tuttavia, secondo la ricostruzione, non risultano né disponibilità dello stent né inserimento in lista d’attesa.

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La segnalazione su Quicosenza, disposto l’intervento

La redazione di Quicosenza racconta la vicenda l’8 luglio 2024 in cui si fa presente la stanchezza e l’afflizione del paziente per l’attesa. A distanza di circa un’ora dalla pubblicazione della segnalazione, viene disposto l’intervento. Nel racconto si legge: “Miracolo hanno trovato lo stent”.

Nel febbraio 2025, dopo ulteriori contatti telefonici con il reparto di Urologia, Antonio si reca personalmente con documentazione clinica per sollecitare l’intervento. Anche in questo caso, viene riferita la mancanza dello stent, con indicazioni di approvvigionamenti internazionali. Il paziente viene successivamente chiamato per preospedalizzazione il 21 marzo, ma le attese si protraggono fino al 21 maggio senza risposte operative.

A quel punto parte una seconda segnalazione, con email inviata alla Regione Calabria e all’attenzione della Direzione Generale del Dipartimento Sanità. Pochi giorni dopo, arriva la svolta e Antonio viene operato. In questo caso lo stent, secondo quanto riferito, sarebbe dovuto arrivare dall’America.

Marzo 2026: nuova programmazione e nuove criticità

Si arriva a marzo 2026 e, dopo anni di difficoltà, Antonio riferisce di essere finalmente inserito in un percorso programmato con interventi annuali. Tuttavia, anche in questa fase emergono nuovi problemi legati alla disponibilità dello stent. Il 23 aprile effettua il prericovero e si tranquillizza in attesa della chiamata per l’intervento. Nel frattempo sopraggiungono gravi problemi familiari: il figlio di 23 anni necessita di un intervento urgente per sospetto tumore. La famiglia si divide tra emergenze e necessità sanitarie, con la moglie che si reca a Torino.

Nuovo ospedale di Cosenza Ospedale-Annunziata-Cosenza stent ureterale

Antonio segnala la situazione al medico urologo, che – secondo il racconto – si attiva per l’acquisto diretto dello stent, con previsione di disponibilità entro tre giorni. Nonostante inizialmente non volesse procedere con ulteriori segnalazioni, la situazione spinge Antonio a tornare a denunciare le difficoltà vissute, anche in riferimento alle condizioni generali dell’ospedale, tra carenze di personale e presidi medico-chirurgici. In queste ore, e anche nell’ambito della manifestazione pro-ospedale per difendere l’Annunziata che si è svolta solo ieri, l’amarezza di Antonio: “vergogna.”

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