Area Urbana
La nota
Cosenza, opposizione contro la minaccia di querela di Caruso a Bozzo “Il dibattito politico non è lesa maestà”
I consiglieri di minoranza intervengono a difesa della dialettica politica: “La critica agli atti pubblici non è lesa maestà, ma democrazia. Il Sindaco risponda nel merito invece di agitare lo spauracchio legale”

COSENZA – Dopo le dichiarazioni del sindaco di Cosenza Franz Caruso di voler procedere per vie legali contro Massimo Bozzo, commissario cittadino di Forza Italia, arriva la dura presa di posizione di alcuni consiglieri di minoranza. Francesco Caruso, Francesco Cito e Michelangelo Spataro hanno diffuso una nota congiunta per ribadire un principio che ritengono fondamentale: “il diritto alla critica politica non può essere confuso con la diffamazione”.
Il caso sui vincitori di concorso al Comune di Cosenza
La miccia è stata accesa dalle dichiarazioni di Bozzo che aveva chiesto una mozione di sfiducia e attaccato Caruso sulla situazione insicurezza in città e sui i nomi nelle graduatorie comunali dei concorsi al Comune. Parole che il primo cittadino ha bollato come “calunniose”, annunciando querela per tutelare la propria onorabilità. Tuttavia, per l’opposizione, la reazione di Caruso è sproporzionata e rischia di soffocare il libero dibattito. “Essere sindaco significa accettare lo scrutinio pubblico e le contestazioni – scrivono i consiglieri. Non si può pensare di zittire il dissenso agitando lo spauracchio della querela ogni volta che qualcuno solleva dubbi su atti documentati e verificabili“.
“La critica non è lesa maestà”
Secondo i rappresentanti della minoranza, i temi sollevati da Bozzo (concorsi, delibere e graduatorie) riguardano atti pubblici la cui veridicità è riscontrabile da chiunque. Discutere della legittimità o dell’opportunità di tali atti è, per i consiglieri, un “diritto-dovere” di ogni cittadino e rappresentante politico. L’accusa mossa al sindaco è quella di interpretare il proprio ruolo in modo quasi monarchico: “La critica politica non è lesa maestà“, si legge nella nota. La minoranza sottolinea come il confine tra critica e offesa personale non possa essere tracciato unilateralmente da chi detiene il potere, specialmente quando si parla di gestione della cosa pubblica.
“Certo, esiste un confine tra critica politica legittima e diffamazione personale. Ma questo confine non può essere tracciato unilateralmente dal sindaco ogni volta che si sente punto sul vivo. Non può essere che ogni contestazione politica diventi automaticamente livore personale o attacco diffamatorio privo di fondamento”.
Invito a Caruso di trasparenza e fatti
Il comunicato si chiude con un invito diretto a Franz Caruso affinché riporti il confronto sui binari della politica: “Se gli atti sono corretti e le procedure trasparenti, non servono avvocati ma argomentazioni”. L’opposizione chiede risposte nel merito dei provvedimenti contestati anziché ricorrere allo strumento giudiziario ribadendo che la dialettica, anche se aspra, rimane l’unico strumento legittimo per la gestione del bene comune. “La verità non ha bisogno di avvocati“ concludono Caruso, Cito e Spataro, chiedendo al Sindaco di riconsiderare la propria posizione per evitare che ogni contestazione politica venga trasformata in una battaglia legale, impoverendo così il dibattito cittadino.
















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