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Cosenza: Corso Mazzini è in balia dei venditori abusivi, ma la Polizia locale sequestra le tabelle dei negozi
Ai commercianti che hanno i negozi nelle traverse di Corso Mazzini vengono sequestrati i cavalletti pubblicitari: ma è impossibile mettersi in regola perché non esiste una normativa sui Totem. Intanto proliferano i commercianti abusivi

COSENZA – A Corso Mazzini c’è una situazione paradossale che sta mettendo in difficoltà i commercianti che hanno le loro attività nelle traverse dell’isola pedonale. “A Cosenza è vietato mettersi in regola“: la Polizia Municipale ha sequestrato tabelle pubblicitarie e cavalletti informativi dei loro negozi, mentre Corso Mazzini resta assediata dai venditori ambulanti senza alcuna autorizzazione e con merce spesso illegale. Qualcuno potrà obiettare: “giusto, si paga la tassa se vuoi pubblicizzare il tuo locale o il tuo ristorante”. Ma il problema è che nel regolamento comunale non esiste una tassa relativa ai cavalletti, ai totem e alle tabelle pubblicitarie!

Il paradosso burocratico: vietato pagare
Il paradosso, infatti, è che i negozianti vorrebbero mettersi in regola pagando la tassa per l’occupazione di suolo pubblico (che nell’ultimo anno ha scatenato già enormi polemiche per l’aumento definito dagli esercenti come un vero e proprio salasso), ma il regolamento comunale non prevede questa possibilità.
“Se vai in Comune e chiedi di poterti mettere in regola, ti senti rispondere che la tassa non si può pagare semplicemente perché non è prevista dal regolamento comunale” racconta uno dei commercianti colpiti dai sequestri. “Quindi se vuoi pagare non ti fanno pagare, ma se ti azzardi ad esporre una tabella pubblicitaria amovibile messa nell’angolino prima della traversa, ti viene sequestrata con la motivazione che è occupazione di suolo pubblico”.
“In pratica volendo pagare e facendo un discorso di posizionare un totem informativo, non ci viene data la possibilità di farlo. Poi, se lo facciamo tra virgolette cercando di occupare il meno spazio possibile, mettendo una tabella di 60 centimetri, tu passi e la sequestri? Significa che non vuoi farci lavorare”.
La visibilità dei negozi nelle traverse di Corso Mazzini
I commercianti delle strade diciamo secondarie rispetto a Corso Mazzini, si trovano in una situazione particolarmente complicata. Senza la possibilità di utilizzare segnaletica o elementi pubblicitari per farsi conoscere, questi esercizi commerciali rischiano l’invisibilità. Un altro negoziante, Kikko American Food che si trova in via Marini (una dele traverse del corso pedonale) ha tentato anche una strada diversa, proponendo al Comune un progetto strutturato. Ma io risultato è stato lo stesso: niente da fare!

La richiesta di un progetto strutturato
“Mi ero recato in Comune per chiedere informazioni agli uffici anche del Decoro Urbano. Ho detto loro: siccome mi avete detto che i tabelloni amovibili non sono autorizzabili, vorrei fare un progetto per un totem fisso pagando l’occupazione di suolo pubblico. Porto un progetto a norma, realizzato da una persona competente, che sia architetto o ingegnere che sia, e che abbia tutte le caratteristiche necessarie per far sì che non sia a rischio e pericoloso per i passanti”.
“Ho anche spiegato – prosegue – che il progetto lo potevano tenere in Comune così che si potesse usare anche come scheda di esempio per farli realizzare da altri commercianti interessati avendo un’unica linea da seguire senza avere un’accozzaglia di pubblicità. Noi lo installiamo e anno per anno paghiamo la tassa come è giusto che sia a livello di occupazione di suolo. Se un negozio viene chiuso o si trasferisce il totem viene rimosso, se ne viene un altro usa la sua pubblicità”.
Non esiste una normativa sui Totem
” L’idea era di avere 10 spazi da 20 centimetri ciascuno su una struttura verticale ipotizzando di due metri e mezzo o tre metri. Andavamo a occupare quei 10 spazi da 20 centimetri l’uno e davamo visibilità a tutti occupando un misero metro quadrato. Bene, dal Comune mi è stato detto che non esiste una normativa che prevedeva questa situazione.
Corso Mazzini invasa di venditori abusivi: “decoro urbano a senso unico”
Il paradosso si fa ancora più evidente quando si osserva la situazione generale di Corso Mazzini. Da anni l’isola pedonale principale della città è occupata stabilmente da venditori abusivi che espongono merce di ogni tipo, compresa quella contraffatta o illegale, senza alcuna autorizzazione. Mentre i commercianti regolari vedono sequestrati cavalletti da 60 centimetri, chi opera nell’illegalità continua indisturbato a creare concorrenza sleale e a danneggiare il decoro urbano del centro storico.
Le richieste dei commercianti
Gli esercenti chiedono una normativa chiara che regolamenti l’esposizione di insegne e totem pubblicitari, la possibilità di mettersi in regola pagando le tasse dovute per l’occupazione di suolo pubblico, Controlli equi che non penalizzino chi vuole rispettare le regole a fronte di chi opera nell’abusivismo e Progetti condivisi per una segnaletica uniforme e rispettosa del decoro urbano.

Il valore del decoro urbano
“Il decoro urbano non dovrebbe essere solo uno slogan, ma una finalità dell’azione amministrativa che garantisce qualità della vita e armoniosità degli spazi pubblici per tutti – ci spiega un altro esercente. Una politica efficace dovrebbe tutelare sia l’estetica della città sia i diritti di chi vuole lavorare nella legalità. Invece si punisce chi vuole seguire le regole mentre l’illegalità resta impunita. Basta farsi una passeggiata su Corso Mazzini“.






















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