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Cosenza, 40 anni sotto la sopraelevata. L’appello: “regole uguali per tutti e un’alternativa per continuare a lavorare”

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Cosenza, 40 anni sotto la sopraelevata. L’appello: “regole uguali per tutti e un’alternativa per continuare a lavorare”

Tra dismissioni e ruspe, l’appello della famiglia Maione al sindaco di Cosenza e alla giunta: «Pronti a lasciare i boxi, ma servono criteri coerenti per tutti gli ambulanti e tutele per chi lavora onestamente».

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Sopraelevata Cosenza famiglia maiolo

COSENZA – La riqualificazione dell’area sotto la sopraelevata, lungo via Padre Giglio, iniziata lo scorso hanno con le prime demolizioni, prosegue con la rimozione delle strutture e dei box commerciali, molti abbandonati da anni altri invece no. Una delle famiglie coinvolte, i Maione, ha scelto di affidare a una lettera aperta alla nostra redazione chiedendo all’amministrazione comunale di Cosenza “regole uguali per tutti” e una soluzione concreta per chi rischia di perdere il lavoro.

La dismissione dei box commerciali sotto la sopraelevata

Nel provvedimento firmato lo scorso luglio dal dirigente del settore Attività produttive del Comune di Cosenza, è stata ordinata la dismissione dei box commerciali collocati sotto la Sopraelevata, nella fascia tra via Padre Giglio e via Tommaso Aceti. L’atto recepisce la delibera di giunta relativa alla dismissione definitiva di una serie di box ritenuti non più utilizzati, nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area. Un intervento che il sindaco Franz Caruso ha più volte presentato come necessario per restituire decoro a una zona da anni segnata da degrado, box chiusi e micro-discariche abusive, complice anche il mancato completamento di un precedente piano di recupero dell’area mercatale avviato dalla passata amministrazione.

Lavori pulizia via Padre Giglio Cosenza 02

“Siamo abusivi, ma per quarant’anni abbiamo lavorato onestamente”

In questo contesto si inserisce la lettera aperta della famiglia Maione, storici commercianti della zona, che non nasconde la propria posizione irregolare ma rivendica decenni di attività svolta alla luce del sole. Spiegano di aver pagato per anni il bollettino della tassa per l’occupazione di suolo pubblico, salvo poi vedersi interrompere quella prassi “da qualche anno”, senza mai aver ottenuto una vera concessione.

Pur dichiarandosi favorevoli alla riqualificazione dell’area tra via Padre Giglio e via Popilia, i Maione pongono una domanda diretta all’amministrazione: “cosa succede a chi, da decenni, vive del lavoro svolto in quei box?” Prima di procedere allo sgombero e all’abbattimento delle strutture nessuno avrebbe proposto un’alternativa concreta per continuare l’attività.

La richiesta al Comune di Cosenza: “Non privilegi, ma regole uguali per tutti”

Il cuore della lettera è una richiesta di parità di trattamento. I Maione si dicono pronti a lasciare i box quando partiranno effettivamente i lavori di riqualificazione, ma chiedono che, allo stesso tempo, venga messa nero su bianco un’alternativa per chi vuole continuare a lavorare. La famiglia solleva poi un tema più ampio, quello della disparità di trattamento tra le diverse situazioni di irregolarità presenti in città:

“se l’assenza di concessione basta a giustificare lo sgombero dei box – chiedono i Maione – perché lo stesso criterio non varrebbe anche per gli ambulanti privi di autorizzazione, per i venditori di frutta e verdura che occupano la sede stradale o per gli altri box della stessa area non interessati dai lavori?” Una domanda che, sottolineano, non nasce dalla volontà di veder cacciati altri lavoratori, ma dall’esigenza di un criterio applicato in modo coerente.

via padre giglio

“Il lavoro è dignità”

Al netto della vicenda amministrativa, l’appello insiste soprattutto su un piano valoriale: “quarant’anni di attività trasmessa da padre in figlio, vissuti – scrivono – nel rispetto della legalità sostanziale, pur in assenza di un titolo formale”. La lettera si chiude con un appello al sindaco e alla giunta comunale affinché venga formulata una proposta scritta e verificabile, che permetta a chi lo desidera di proseguire l’attività nel rispetto delle regole, anche a fronte della riqualificazione dell’area.

 

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