Area Urbana
Cosenza: 43 anni di cultura e inclusione, l’Uniter presenta “L’uomo e il mistero del cosmo”
Su Rlb il direttore Mario De Bonis e la d.ssa Francesca Pezone raccontano l’Università della Terza Età di Cosenza e la XXXVII mostra collettiva dedicata ai paesaggi cosmici tra arte, emozioni e ricerca interiore

RENDE – L’Uniter di Cosenza è un luogo di socializzazione, inclusione e cultura. Sono questi i temi al centro dell’intervista andata su Rlb durante la trasmissione “Fatti Vivi”, che ha ospitato il direttore dell’Uniter di Cosenza, Mario De Bonis e la volontaria e allieva del corso di pittura, la dottoressa Francesca Pezone. Al centro del confronto radiofonico la storia dell’Uniter – Università della Terza Età di Cosenza – e la XXXVII mostra collettiva di pittura “L’uomo e il mistero del cosmo”, in programma il 14 e 15 maggio al Museo del Presente di Rende.
Mario De Bonis: “Uniter, dal 1983 siamo una risorsa per il territorio”
Nel corso dell’intervista, il direttore Mario De Bonis ha ripercorso la storia dell’Uniter, nata nel 1983 grazie all’intuizione del dott. Mario Pedranghelu: “Uniter è un acronimo Università della Terza Età. Noi siamo sul territorio calabrese, in particolare della città di Cosenza, dal 1983. Abbiamo una lunga tradizione”.
Il direttore ha sottolineato anche il ruolo sempre più centrale della popolazione anziana nella società contemporanea: “le statistiche mondiali ci dicono che oggi la popolazione anziana è di un miliardo sui 8 miliardi di persone e nel 2050 si aggirerà intorno ai 2 miliardi”. Anziani che rappresentano un patrimonio umano e culturale fondamentale: risorse inestimabili.
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Dai corsi di pittura alle lingue: l’offerta formativa dell’Uniter
Ampia e articolata l’offerta formativa proposta dall’Università della Terza Età di Cosenza: “fin dall’istituzione abbiamo organizzato corsi che riguardano la letteratura, la pittura, il canto corale, la psicologia, la medicina, le lingue straniere, l’economia, la storia e le filosofie”, ha raccontato il direttore. I corsi vengono modellati sulle esigenze degli iscritti: “non sono imposti dall’università ma sono scelti dagli utenti”.
Francesca Pezone: “Il cosmo rappresenta libertà e introspezione”
Durante la trasmissione è intervenuta anche Francesca Pezone, volontaria e allieva del corso di pittura dell’Uniter, che ha illustrato il significato della mostra “L’uomo e il mistero del cosmo” in programma il 14 e il 15 maggio prossimi al Museo del Presente di Rende, con orario continuato dalle 9 alle 17.
“Il titolo di questa mostra dedicata ai paesaggi cosmici è iniziativa della docente dei corsi di disegno e pittura, la professoressa Mariapia Ponti”, ha spiegato, e il tema scelto racchiude un forte significato simbolico: “Metaforicamente il cosmo rappresenta il massimo senso di libertà, anche libertà dalla quotidianità che è quello che poi cerchiamo tutti noi iscritti all’Uniter”.

La mostra nasce come momento conclusivo del percorso artistico annuale degli allievi: “ogni anno al termine dei corsi si organizza questa mostra, che tende ad esporre i lavori degli iscritti”. Le opere esposte raccontano un viaggio interiore fatto di emozioni, memoria e ricerca spirituale. Francesca Pezone ha letto anche uno stralcio della prefazione della docente Mariapia Ponti: “Paesaggio, memoria e sentimento trasformano una semplice scena notturna in una meditazione universale sul tempo e sulla vita”.
L’esposizione invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e universo, tra “l’infinitamente piccolo” e “l’infinitamente grande”: “usare il rosso piuttosto che il blu, piuttosto che il giallo, rappresenta gli stati emotivi che in quel momento noi attraversiamo e vogliamo portare attraverso le opere”, ha aggiunto Pezone.

“L’Uniter di Cosenza nella sua offerta formativa, riserva grande spazio alle arti, consapevoli del fatto che bellezza e cultura sono le armi migliori per combattere esclusione sociale e isolamento”. Nel corso dell’intervista, Mario De Bonis ha ricordato anche l’attività culturale svolta ogni settimana dall’Università della Terza Età. “Ogni giovedì da 42 anni a questa parte teniamo una conferenza dibattito aperta a tutta la cittadinanza con ospiti illustri, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle forze dell’ordine”.



















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