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Cosenza: Valle Crati, da 15 anni in attesa del saldo del TFR. Circa 450 lavoratori senza risposte

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Cosenza: Valle Crati, da 15 anni in attesa del saldo del TFR. Circa 450 lavoratori senza risposte

La vicenda che coinvolge circa 450 ex dipendenti della Valle Crati S.p.A., società partecipata a cui era affidata la gestione dei rifiuti a Cosenza: 15 anni di attesa per ricevere il proprio TFR

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Ex Valle Crati TFR

COSENZA – Sono trascorsi 15 anni e ancora non hanno ricevuto il TFR, i circa 450 ex dipendenti della Valle Crati S.p.A., società partecipata a cui era affidata la gestione dei rifiuti a Cosenza. Uno dei lavoratori, Gaetano Azzinnaro, spiega “un tempo davvero infinito per un diritto sacrosanto”

TFR Valle Crati: un lavoratore “Non sono favori, ma soldi frutto del nostro lavoro”

A parlare è uno degli ex lavoratori, che denuncia pubblicamente il ritardo nel pagamento del saldo definitivo del Trattamento di Fine Rapporto. “Sono un ex dipendente della Valle Crati, società partecipata a cui era affidata la gestione dei rifiuti a Cosenza. Io e circa 450 miei ex colleghi, onesti lavoratori, attendiamo da quasi 15 anni il saldo definitivo del nostro Trattamento di Fine Rapporto. Parliamo di soldi frutto del nostro lavoro, non di favori o concessioni.”

Il piano di riparto e le promesse disattese

Dopo pressioni, manifestazioni e continue sollecitazioni, i lavoratori avevano finalmente ottenuto il piano di riparto. La curatrice fallimentare della Valle Crati S.p.A., Chiara Puteri, aveva comunicato che il piano era stato definito lo scorso 6 febbraio e che entro 15 giorni sarebbero stati avviati i pagamenti. “Ad oggi, però, nulla è accaduto. Solo un’ennesima, estenuante attesa.”

Secondo quanto denunciato, nel frattempo la curatrice avrebbe fornito versioni differenti della vicenda: “a qualcuno viene data una spiegazione, ad altri una versione diversa. Un rimpallo continuo di motivazioni che alimenta confusione e sfiducia tra i lavoratori”.

Le domande ai tribunali e alle istituzioni

Gli ex dipendenti chiedono chiarezza sulle ragioni dell’ulteriore ritardo e si interrogano sulle responsabilità: “vogliamo sapere cosa sta succedendo e quali siano le reali ragioni di questo ulteriore ritardo. Perché si continua a giocare sulla pelle di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie? Perché le banche e il Tribunale di Cosenza continuano a mortificare chi aspetta solo ciò che gli spetta di diritto?”. “E le istituzioni, che dovrebbero tutelare i cittadini – soprattutto in un caso che riguarda una ex società partecipata poi fallita – perché tacciono?”.

La vicenda della Valle Crati continua a rappresentare una ferita aperta per la città. Centinaia di famiglie attendono risposte concrete dopo anni di incertezza. “Noi non resteremo in silenzio e non sopporteremo più altri giochi di palazzo sulle nostre spalle.

 

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