Area Urbana
INCURIA
Cosenza: la Villa Vecchia ripiomba nel degrado. Aiuole abbandonate, rifiuti e panchine scomparse
Dopo i lavori di riqualificazione, la Villa Vecchia, il principale polmone verde del centro storico di Cosenza versa nuovamente nel degrado

COSENZA – La Villa Vecchia, nel cuore del centro storico di Cosenza, ripiomba nel degrado. Non sono bastati i proclami sul rilancio di questo importante polmone verde della città, né sono stati sufficienti i lavori di riqualificazione effettuati, dei quali oggi sembra non esserci più traccia.
Quello che avrebbe dovuto tornare a essere uno dei principali punti di ritrovo per i cittadini continua, purtroppo, a versare in uno stato di abbandono. Tra incuria, manutenzione carente e aree già degradate, la Villa Vecchia appare ancora una volta dimenticata, lontana dalle promesse di valorizzazione e recupero più volte annunciate.

Il fogliame accumulato è l’evidenza della mancanza di manutenzione la vegetazione nelle nuove aiuole che hanno fatto parte di un importante intervento manutentivo. Alcuni residenti sostengono che “non venga più effettuata nemmeno la manutenzione ordinaria che, dovrebbe essere garantita dalla ditta che ha eseguito i lavori”.
A questo si aggiunge la scomparsa di alcune panchine lungo il viale principale. Le vasche presenti nell’area, inoltre, risultano invase da fogliame e rifiuti che non vengono più rimossi con regolarità, favorendo il proliferare delle zanzare e contribuendo ulteriormente al degrado del parco, dove capita di vedere circolare anche dei topi.

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A peggiorare la situazione vi è anche la ormai nota chiusura di via Luigi Lillo a causa di una frana; una criticità che continua a congestionare il traffico e ad alimentare il malcontento dei residenti, i quali sostengono che “l’Amministrazione comunale invece di risolvere il problema, nonostante ci sia un braccio di ferro con alcuni privati continua, invece di risolvere il problema, a pagare il fitto quotidiano dei new jersey”. “Oltre ad essere isolati – sostengono rassegnati altri – dobbiamo convivere con l’incuria e l’abbandono, nonostante le numerose sollecitazioni, in uno dei posti più suggestivi della città dove ormai non viene più nessuno”.





















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