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Cosenza, violò i domiciliari per aiutare il padre nel giardino di casa: assolto 20enne

Area Urbana

LA SENTENZA

Cosenza, violò i domiciliari per aiutare il padre nel giardino di casa: assolto 20enne

Il Tribunale di Cosenza accoglie la tesi della difesa: il giovane era uscito solo per dare un attrezzo da lavoro al genitore nel giardino di casa. Dimostrata l’assenza del reato

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Tribunale di Cosenza arsac

COSENZA – Non voleva evadere, ma solo aiutare il padre in giardino. Si è conclusa con una sentenza dichiarativa d’innocenza la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto G.C., un ventenne cosentino accusato di aver violato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il Tribunale Penale di Cosenza ha ufficialmente depositato la sentenza di proscioglimento a seguito dell’udienza pre-dibattimentale.

Il controllo dei carabinieri e la denuncia

I fatti risalgono a un controllo effettuato dai Carabinieri del cosentino, deputati alla vigilanza sul rispetto delle misure restrittive. I militari avevano denunciato il giovane dopo averlo sorpreso a fare accesso al giardino della casa familiare. A seguito della denuncia, la Procura della Repubblica aveva richiesto il rinvio a giudizio del ventenne con la grave accusa di violazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Il motivo dello spostamento del ragazzo, tuttavia, era legato a una motivazione d’aiuto familiare: porgere un attrezzo di lavoro al padre.

La decisione del Tribunale di Cosenza e la tesi difensiva

Nel corso dell’udienza pre-dibattimentale, il Giudice ha preso in esame gli elementi presentati dalla difesa del giovane, rappresentata dall’avvocato Pierluigi Pugliese. Il legale è riuscito a dimostrare l’assenza dell’elemento costitutivo soggettivo del reato, evidenziando come l’azione del ventenne non fosse finalizzata a un’evasione o a una reale violazione dello spirito della misura cautelare, bensì a un mero gesto di supporto pratico verso il genitore. Il Giudice, accogliendo integralmente la tesi dell’avvocato Pierluigi Pugliese, ha pronunciato la sentenza dichiarativa d’innocenza, prosciogliendo definitivamente il ventenne cosentino dalle accuse contestate.

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