Area Urbana
Cosenza, la ‘Donna Brettia’ è già danneggiata ancora prima di essere inaugurata

COSENZA – Già danneggiata ancora prima di essere inaugurata. La Donna Brettia, l’opera che sarà inaugurata ufficialmente domenica 30 aprile, posta su via Sertorio Quattromani, in queste ore ha subito un vistoso danneggiamento. La spada impugnata dall’eroina che nel 356 avanti Cristo liberò i Bruzi dai Lucani, è stata inarcata. Un vile atto vandalico nei confronti di un patrimonio artistico e culturale donato alla città dal prof. Franco Felicetti.
L’opera dell’artista spagnola Eva Riquelme, era stata collocata da qualche giorno su Via Sertorio Quattromani a Cosenza, coperta da un cellophane bianco in attesa di essere mostrata al pubblico.

(‘Donna Brettia’ danneggiata – Foto di Mario Magnelli)
Donna Brettia: “Una donna di eccezionale valore”
“Purtroppo la statua è già stata danneggiata nelle scorse ore da dei vandali, ancor prima dell’inaugurazione”, denuncia l’associazione Musicopoli che in una nota ripercorre la leggendaria storia dell’eroina.
“Nella ricerca sulla storia dei bruti abbiamo incontrato una donna di ECCEZIONALE VALORE, che non ha ricevuto il dovuto riconoscimento nella STORIA DEI POPOLI perché mai nessuno storico si è occupato di lei: La DONNA BRETTIA, che, nel 356 a.C., ha condotto i BRUZI a liberarsi del giogo della servitù per CONQUISTARE LA LIBERTA’ e vivere da UOMINI LIBERI. Eppure questa è, in assoluto, LA PRIMA DONNA GUERRIERA nella storia del mondo Occidentale.
Il suo PECCATO ORIGINALE era quello di appartenere ad un POPOLO DI SCARTO: i BRUZI, che i ROMANI bollarono come un popolo di traditori, di inaffidabili, di teste dure, di banditi di strada, solo perché, per tre secoli, non vollero sottomettersi alla loro potenza e ROMA si vendicò CANCELLANDOLI DALLA STORIA. DONNA BRETTIA è, in assoluto, LA PRIMA DONNA GUERRIERA nella storia del mondo Occidentale.
Dopo di lei, con quattro secoli di ritardo, c’è la britannica BOADICEA o BUDICCA, che, nel 54 d.C. , cercò, senza successo, di liberare l’isola dai Romani.
Eppure tra le due DONNE GUERRIERE c’è stato un diverso trattamento storico. Boadicea, sconfitta sul campo di battaglia, HA VINTO NELLA STORIA. Gli inglesi, infatti, l’hanno dichiarata EROINA DELLE LIBERTA’ INGLESI e le hanno innalzato una statua sul Manchester Bridge (=ponte di Manchester), a lato del PARLAMENTO INGLESE, ad IMPERITURA MEMORIA.
DONNA BRETTIA, vittoriosa sul campo di battaglia, ha PERSO NELLA STORIA, a causa dell’IMPERO ROMANO, che detestava i Bruzi, e le fu destinato l’OBLIO TOTALE.
Noi, come Associazione, abbiamo inteso fare questa giustizia storica per DARE A DONNA BRETTIA IL SUO POSTO NELLA STORIA DEI POPOLI. Le stiamo innalzando una STATUA da mettere nelle vicinanze del Museo Storico all’Aperto www.museocentrostorico.cs.it
Questa statua darà alla Calabria l’ORGOGLIO DI SAPERE CHE I BRUZI non erano, e non sono, come i Romani ci hanno dipinto. I Bruzi erano un POPOLO DI EROI come hanno saputo dimostrare combattendo valorosamente a CANNE A FIANCO DI ANNIBALE contro Roma.
IL PECCATO ORIGINALE DEI BRUZI fu il loro smisurato amore per la LIBERTA’. Alla libertà sacrificarono tutto. Tranne la dignità. Che seppero conservare anche quando furono ridotti a SERVI dai ROMANI. Roma fu dura con loro. Questa SUPERPOTENZA dell’antichità classica non tollerò che questo popolo INDOMITO, FIERO GUERRIERO, TENACE COME NESSUNO, INFLESSIBILE, CAPACE DI RISORSE INAUDITE non accettasse la sua supremazia.
Per TRE VOLTE questo popolo si ribellò alla potenza romana per mantenere o riconquistare la sua libertà. Lo fece con PIRRO, re dell’Epiro, che combatteva contro Roma sul suolo italiano (280-70 a. C.). Lo fece quando si unì alle schiere di ANNIBALE contro Roma nella seconda guerra punica (Battaglia di Canne, 216 a. C.). E, infine, lo fece quando giocò la carta dello schiavo SPARTACO, che, per un attimo, aveva fatto tremare Roma (73 a. C.).
Roma non seppe essere magnanima nella vittoria. Non seppe capire le motivazioni profonde dei Bruzi. E rese questo popolo SERVO. Sudditi senza diritti. La regione dei Bruzi fu cancellata come entità politica autonoma e divenne una colonia romana.
I rudi e forti guerrieri Bruzi furono obbligati a svolgere, come ausiliari, i lavori “SPORCHI” all’interno dell’esercito romano (le famose “legioni”). Uno di questi, il più noto e il più odioso, fu quello di FAR COSTRUIRE LORO LA CROCE DI CRISTO. E di accusarli di essere stati loro a COLPIRE CON LE LANCE IL CRISTO SULLA CROCE. Roma si sentì soddisfatta solo quando espresse il suo GIUDIZIO STORICO sui Bruzi, che definì BANDITI DI STRADA, TESTE DURE, IDIOTI, INFIDI. E questo giudizio storico fu tramandato ai posteri. Nessuno storico, fino ad oggi, – conclude Musicopoli – ha osato riscriverlo per fare una più giusta lettura dei fatti storici e per questo l’abbiamo fatto noi”.



















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