Area Urbana
Sicurezza
Tragedia Crans Montana: perché a Cosenza mancano i controlli nei locali?
Dopo la tragedia di Crans Montana, le autorità competenti hanno avviato una serie di controlli in numerose città italiane. Cosa succede a Cosenza

COSENZA – Dopo la tragedia di Crans Montana, in Svizzera, si sono (ri)accesi anche in Italia i riflettori sulla sicurezza nei locali di intrattenimento. Addirittura è stata emanata una direttiva del Viminale, con le autorità competenti che hanno avviato una serie di controlli in numerose città italiane, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle disposizioni previste in materia di capienza, prevenzione incendi e autorizzazioni per lo svolgimento di attività inerenti l’intrattenimento pubblico. Le verifiche hanno restituito un quadro a chiaroscuri.
Crans Montana, dopo la tragedia la sicurezza a partire dai locali
Da un lato, in diversi locali non sono emerse irregolarità, a conferma del fatto che una parte degli operatori del settore rispetta le regole. Dall’altro lato, però, in numerosi casi sono state riscontrate gravi inadempienze e violazioni delle normative vigenti. In alcune situazioni, le irregolarità accertate hanno reso necessario la sospensione delle attività. Una direttiva che sembrerebbe non esser stata recepita, almeno per il momento, nell’area urbana cosentina.

Tragedia Crans Montana: nell’area urbana cosentina non risultano controlli specifici
Orbene, alla luce di quanto disposto dalla direttiva del Viminale, resta da comprendere perché, almeno fino a oggi, nell’area urbana cosentina non risultino controlli specifici come quelli avviati in altre città. Un dato che solleva interrogativi legittimi, soprattutto se rapportato al numero esiguo di locali autorizzati a organizzare serate danzanti e alla presenza di eventi che, secondo indiscrezioni, verrebbero comunque svolti in assenza delle autorizzazioni previste e delle necessarie garanzie di sicurezza.


















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