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La crisi raccontata da un’imprenditrice di Tarsia «150 euro al giorno per uscire a lavorare. Senza reagire saremo divorati»

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La lettera

La crisi raccontata da un’imprenditrice di Tarsia «150 euro al giorno per uscire a lavorare. Senza reagire saremo divorati»

Attiva dal 1982 tra arredamento, agricoltura, fotovoltaico e carburanti, l’imprenditrice di Tarsia Antonella Domanico lancia l’allarme e e denuncia il silenzio generale: «Il superfluo è già tagliato, ora crolla tutto il resto»

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Crisi carovita proteste

TARSIA (CS) – Quattro grandi crisi economiche in diciotto anni dopo le precedenti del 2008, il 2011 e il 2020 e la stretta inflazionistica che oggi strangola il tessuto produttivo italiano. A dare voce alla frustrazione, ma soprattutto al senso di solitudine che attraversa il mondo del lavoro e delle famiglie in Calabria, è Antonella Domanico, imprenditrice attiva dal 1982 nel territorio di Tarsia, in provincia di Cosenza.

Attraverso una lettera aperta rivolta all’opinione pubblica, alle categorie economiche e alle istituzioni, l’imprenditrice – la cui attività spazia da oltre quarant’anni dall’arredamento all’agricoltura, fino al fotovoltaico e alla distribuzione di carburanti – lancia un fermo monito di fronte alla scarsa mobilitazione e alla rassegnazione che rischiano di paralizzare la regione. «Dove sono le categorie economiche? In piena crisi la gente inizia ad eliminare il superfluo, ma l’apatia non risolverà i nostri problemi».

Agricoltori Calabria protesta

Un grido d’allarme trasversale: dal commercio alle professioni

Nel suo intervento, l’imprenditrice cosentina traccia una mappa dettagliata dell’impatto pesantissimo che il carovita e i rincari energetici e delle materie prime stanno producendo su ogni singolo comparto economico, chiamando in causa la mancanza di una reazione collettiva e organizzata. Commercio e Servizi: dai negozi di arredamento, abbigliamento, calzature e gioielleria fino ai centri estetici e alle sale cinematografiche, i consumi crollano a causa dei tagli sui beni non primari.

Agricoltura ed Edilizia: i costi schizzati alle stelle per fertilizzanti, cereali, cemento, inerti e gasolio stritolano sia i produttori agricoli sia le imprese edili, queste ultime penalizzate anche dai sistemi a massimo ribasso negli appalti pubblici.

Ristorazione e Logistica: ristoratori costretti a valutare la chiusura della cucina per i pochi coperti e agenti di commercio spinti verso lo smart working per l’impossibilità di sostenere costi d’uscita giornalieri superiori ai 150 euro tra carburanti e trasferte.

Scuola e Sanità: Insegnanti penalizzati dai lunghi spostamenti quotidiani e medici di libera professione di fronte ad ambulatori sempre più vuoti, frutto dell’impoverimento generale delle famiglie che rinunciano persino alle cure.

La trappola della rottamazione fiscale e la paralisi delle famiglie

Un passaggio cruciale della riflessione dell’imprenditrice di Tarsia riguarda lo strumento della definizione agevolata e della rottamazione fiscale. Secondo la visione di chi vive da oltre quattro decenni sul campo le dinamiche dell’impresa, le misure statali rischiano di trasformarsi in una trappola per i contribuenti in difficoltà. Basta il mancato pagamento di una singola rata per far decadere l’intero piano di rientro, azzerando gli sforzi compiuti da imprenditori e cittadini finiti in sofferenza proprio a causa delle congiunture economiche avverse degli ultimi anni.

“Smuovere le coscienze”: l’invito a una partecipazione massiccia

L’appello che parte da Tarsia non vuole essere solo una lista di doglianze, ma una scossa indirizzata a tutta la società civile calabrese e nazionale. Di fronte alle proteste nate in Calabria e gradualmente estese ad altre regioni italiane, Antonella Domanico rileva una presenza ancora troppo ridotta alle manifestazioni di piazza. L’invito finale è quello di ritrovare la compattezza e il coraggio di far sentire la propria voce: per le imprese che producono ricchezza sul territorio, per i lavoratori penalizzati dall’inflazione e per le famiglie che non riescono più a coprire i costi della quotidianità.

trattori corteo regione catanzaro contro carovita 02

La lettera

«Buongiorno, sono un imprenditore, da più di 40 anni, che abbraccia 4 settori. Settore dell’arredamento, dell’agricoltura, del fotovoltaico e, da un anno , carburanti. Negli ultimi 18 anni questa è la 4° crisi economica importante che l’Italia sta Attraversando dopo le precedenti del 2008, il 2011 e il 2020. 

Oggi vedo le iniziative partite proprio dalla Calabria alla quale si stanno aggiungendo altre regione. La presenza è poca nonostante gli appelli ad una partecipazione massiccia. Da anni tutti i settori lamentiamo il caro vita. Dove è la categoria dei commercianti: arredamento, abbigliamento, calzature, elettronica, gioielleria e tutti le altre perchè è naturale che in piena crisi si inizia ad eliminare il superfluo. Dove gli importatori di fertilizzanti, cereali, prodotti alimentari che si sono visti schizzare i costi. Dove la categoria degli agenti di commercio che ormai lavorano in smart working.

Perchè un’uscita giornaliera gli costa oltre 150 euro per carburante e ristoro. Dove gli industriali che fanno fatica ad avviare le macchine di produzione. Dove la categoria degli insegnanti che, oltre a lamentare lo stipendio basso, lamentano il costo dei carburanti perchè molti di loro sono costretti a fare ogni giorno centinaia di km tra l’andata e il ritorno.

Dove il settore della bellezza  che lamentano l’assenza dei clienti nei loro centri.

Dove il settore della ristorazione dicono che ormai non conviene più aprire la cucina per i pochi

coperti che riescano a servire.

Dove il settore cinematografico con le sale vuote.

Dove le imprese edili che ormai da anni sono messe peggio degli agricoltori per l’aumento

esagerato delle materie prime: cemento, inerti, gasolio, burocrazie, sistema a ribasso nelle gare degli appalti pubblici.

Dove i professionisti, diventati anche loro commercianti, perchè da anni sono alla continua ricerca di clienti;

una volta era il privato che cercava loro ora è il contrario.

Dove la categoria dei medici di libera professione perchè se il popolo lamenta di non potersi  curare perchè lo stipendio non basta più per tutto quello detto finora i loro ambulatori continueranno a rimare vuoti.

Ma anche dove la categoria dei settori alimentari tutti.

Dove le famiglie.

In tutto questo parliamo anche delle varie rottamazioni fiscali in corso. Quanti di coloro che hanno aderito riusciranno a pagare le rate? Basta non pagarne una e si annulla tutta la definizione agevolata.

Queste righe vogliono solo dare spunto ad una riflessione e  smuovere le coscienze verso una partecipazione massiccia».

Antonella Domanico (Tarsia – Cs)
imprenditore dal 1982

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