Calabria
Rapporto 2024/2025
Crisi idrica al Sud, miglioramenti a macchia di leopardo. Calabria e Puglia ancora in ginocchio: invasi al 40%
Presentato il Rapporto ufficiale 2024/2025 dell’Osservatorio permanente dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale. Sette regioni sotto osservazione permanente. Deficit di oltre 200 milioni di metri cubi negli invasi

ROMA – Si attenua temporaneamente, ma “a macchia di leopardo”, la crisi idrica che ha colpito il Sud Italia negli ultimi mesi. È quanto emerge dalla seduta del 3 febbraio 2026 dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, presieduto dal Segretario Generale Vera Corbelli. Il quadro complessivo, pur evidenziando una tendenza al miglioramento per alcuni sistemi, conferma condizioni di criticità nella disponibilità delle risorse idriche differenziate su base territoriale tra i diversi schemi di approvvigionamento che interessano sette regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Puglia.
Una novità importante riguarda la piena operatività dell’Osservatorio, che si è formalmente costituito con il Decreto del Ministro dell’Ambiente n. 448 del 15 novembre 2025. Nella seduta del 3 febbraio, l’organismo si è insediato ufficialmente dando avvio alle proprie attività. Presenti i rappresentanti con diritto di voto dei ministeri dell’Ambiente, Agricoltura, Cultura, del Dipartimento di Protezione Civile e di tutte le regioni del Distretto. “L’Osservatorio è una misura del Piano di Gestione delle Acque“, ha spiegato il Segretario Generale Vera Corbelli. “Con questo strumento valutiamo le severità idriche e individuiamo le azioni a breve, medio e lungo termine per fronteggiarle, potendo ora godere della pienezza dei poteri conferiti dalla vigente legislazione”.
Crisi idrica al Sud: la mappa della siccità
Per quanto riguarda il comparto idropotabile, i territori che presentano uno stato di severità idrica elevata sono tutta la Puglia, le province di Crotone e Reggio Calabria in Calabria e lo schema Basento-Camastra-Agri in Basilicata
Si riscontra una condizione di severità media tendente ad alta per il Lazio, 11 comuni in Basilicata serviti dallo schema Vulture Melfese, 33 comuni della provincia di Matera serviti dallo schema Collina Materana e il comune di Matera e 8 comuni serviti dallo schema Fascia Ionica
Condizioni di severità idrica media si rilevano per Campania, Molise e Basilicata (esclusi i comuni già citati), Calabria (escluse le province di Crotone e Reggio Calabria), Sub-ambito marsicano e provincia di Chieti in Abruzzo

Comparto irriguo: Basilicata, Calabria e Puglia in difficoltà
Per il settore agricolo, si confermano condizioni di severità idrica elevata per le regioni Basilicata, Calabria e Puglia, mentre il resto del territorio distrettuale è in condizioni di severità media. Le analisi sui principali sistemi idrici rivelano situazioni preoccupanti con criticità elevata per i due principali invasi lucani: Diga di Monte Cotugno con una disponibilità di 100,34 milioni di metri cubi e un deficit di 8 Mm³ rispetto al 2025 e di circa 171 Mm³ rispetto al volume massimo autorizzato e la Diga del Pertusillo: disponibilità di 70,9 Mm³, con un leggero surplus di 3,3 Mm³ rispetto al 2025 ma un deficit di circa 49,5 Mm³ rispetto al massimo.
Calabria: emergenza nazionale ancora attiva
Per la Calabria si conferma lo stato di severità idrica elevata per le province di Reggio Calabria e Crotone, dove è ancora vigente lo stato di emergenza nazionale. Situazioni critiche per gli invasi Menta e Alaco con livello al 40% del massimo autorizzato e deficit rispettivamente di 10,5 Mm³ e 20,9 Mm³ e gli invasi Arvo e Ampollino: volume stoccato di 17 Mm³ circa, con un deficit di circa 22 Mm³ rispetto alla media storica.

Il Rapporto sulla crisi idrica al Sud 2024/2025
Il Segretario Generale Vera Corbelli ha annunciato la produzione del “Rapporto sull’evento di Crisi idrica 2024/2025”, già inviato a tutti i membri dell’Osservatorio per una prima valutazione e successivamente a tutti gli enti competenti interessati. I lavori dell‘Osservatorio Permanente e dei Tavoli Tecnici per i trasferimenti idrici interregionali proseguiranno nell’opera di monitoraggio delle risorse idriche disponibili, puntando a mitigare gli impatti delle crisi idriche nei diversi bacini e sui vari comparti d’uso. La situazione, seppur in lieve miglioramento in alcune aree, richiede vigilanza costante e la prosecuzione delle misure di salvaguardia già attivate, in attesa delle piogge primaverili che potrebbero contribuire alla ricarica degli invasi e degli acquiferi.


















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