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Crollo di una palazzina a Lamezia, tre indagati per il cedimento di via Galluppi

Calabria

Crollo di una palazzina a Lamezia, tre indagati per il cedimento di via Galluppi

La Procura ha iscritto tre persone nel registro degli indagati e disposto nuovi sequestri. Le ipotesi di reato parlano di disastro doloso: al centro dell’inchiesta i lavori di scavo che avrebbero provocato il crollo

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Lamezia Terme crollo palazzina

LAMEZIA TERME – Svolta nelle indagini sul crollo della palazzina di via Galluppi, nel quartiere Cafaldo di Lamezia Terme, avvenuto il 2 settembre scorso e che, solo per un caso fortuito, non ha provocato vittime. La Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati tre persone: il committente dei lavori, l’escavatorista e il responsabile tecnico dei lavori di scavo eseguiti con un escavatore. L’ipotesi di reato formulata è quella di crollo di costruzioni o altri disastri dolosi.

Il crollo della facciata laterale della palazzina di quattro piani

L’edificio che ha ceduto, alle spalle della chiesa del Carmine, ha reso necessario lo sgombero di 15 famiglie oltre ad aver provocato danni ingenti. Contestualmente agli avvisi di garanzia, la Procura ha disposto il sequestro dell’escavatore utilizzato nei lavori, della palazzina crollata e di alcune aree pubbliche adiacenti. L’inchiesta era stata aperta subito dopo l’accaduto e fin dalle prime fasi investigative si era fatta strada l’ipotesi che i lavori di scavo in corso nei pressi dell’edificio, avessero compromesso la stabilità della struttura.

Pochi giorni prima del crollo era stato aperto un cantiere per la realizzazione di un fabbricato adiacente e le operazioni di scavo si svolgevano a ridosso della palazzina collassata. Anche quel cantiere era stato sottoposto a sequestro insieme all’immobile. Dalle prime verifiche, inoltre, si ipotizzò che non solo le vibrazioni degli scavi in corso, ma anche precedenti lavori di demolizione di un altro vecchio fabbricato nella stessa zona, effettuati alcune settimane prima, potessero aver contribuito al cedimento.

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Dopo il crollo, il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, aveva emesso un’ordinanza per intimare ai proprietari di provvedere alla messa in sicurezza dell’area. Il crollo avvenne nella tarda mattinata del 2 settembre, poco dopo che alcuni operai impegnati nei lavori di scavo si erano allontanati per la pausa pranzo. L’area del cantiere era transennata e l’escavatore in funzione.

 

 

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