Area Urbana
LA PROTESTA
Da Cosenza a Rende rubinetti a secco, tariffe salate e minacce di tagli. Cittadini in piazza “ora basta”
Acqua con il contagocce, riduzioni nell’erogazione, chiusura dei serbatoi e tariffe salate. da Cosenza a Rende cittadini in protesta per “una situazione insostenibile che sta rendendo la vita impossibile a famiglie, studenti e commercianti”

RENDE – È una crisi pesante quella che riguarda l’acqua potabile a Cosenza e Rende. Da mesi nei rubinetti di case, bar e negozi dei cosentini, si registrano cali di portata e riduzioni nell’erogazione, con l’acqua che in alcuni giorni arriva con il contagocce o manca del tutto. Il problema, che interessa da sempre la città capoluogo, si è ulteriormente acuito nell’ultimo anno, con l’Assessore ai quartieri Francesco De Cicco che sta combattendo da tempo, denunciando riduzioni dell’erogazione idrica in città (ha raccolto oltre 1500 firme) da parte di Sorical illegittime, chiedendo interventi strutturali sulla rete colabrodo degli acquedotti e non chiusure dei serbatoi.
L’acqua che non c’è: a Cosenza 365 giorni l’anno con disservizi idrici
La situazione è a dir poco cronica per chi vive a Cosenza città. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat, in occasione della giornata mondiale dell’acqua, nel capoluogo di provincia vengono evidenziate situazioni considerate “mediamente critiche”, con disservizi per parte del territorio e della popolazione residente ogni giorno, 365 giorni all’anno “nelle ore notturne”. Disservizi che interessano il 60% del territorio per un totale di 38.283 residenti. In pratica la metà dei cosentini residenti in città non ha un giorno in tutto l’anno con una normale erogazione dell’acqua dai rubinetti.
Acqua con il contagocce anche a Rende e l’area urbana
Ma negli ultimi mesi il problema dell‘acqua riguarda tutta l’area urbana: da Rende a Montalto Uffugo, da Castrolibero a Mendicino non si contano più le giornate in cui l’acqua arriva in misura ridotta o manca del tutto con interruzioni del flusso d’acqua ai serbatoio cittadini. Secondo i dai rilevati in questi giorni proprio da Sorical, l’Abatemarco ha subito una riduzione di portata prossima al 30%. Anche l’acquedotto Capodacqua, le cui sorgenti sono più a sud rispetto all’Abatemarco, nel territorio di San Sosti e che alimenta i centri abitati di Settimo di Montalto, Quattromiglia, CEP e parte di Arcavacata registra un calo del 26%. Riduzione che si trasforma in disagi per i cittadini visto che per far riempire gli impianti la Sorical effettua la chiusure dei serbatoi.

Istituto Comprensivo Rende-Commenda senza cisterna idrica
A questa situazione già complessa si aggiunge un altro caso delicato: quello del plesso scolastico di Campagnano, adiacente al Parco Robinson, che ospita la scuola dell’infanzia e la primaria a tempo pieno. Il 6 ottobre un gruppo di genitori, ormai esasperati, ha presentato un esposto indirizzato alla Dirigente dell’Istituto Comprensivo Rende-Commenda e al Dirigente comunale del settore Lavori Pubblici. Nel documento si evidenziano diversi problemi, tra cui la totale assenza di una cisterna idrica dedicata ai servizi primari della scuola, nonostante la struttura sia stata ristrutturata e inaugurata nel 2025. Il consigliere Monaco si è recato sul posto “dopo un mio sopralluogo ho potuto constatare che nel plesso esiste soltanto una cisterna ad uso esclusivo dei Vigili del Fuoco, quindi inutilizzabile per garantire i servizi essenziali come bagni, pulizie e mensa scolastica. È un fatto molto grave, soprattutto perché parliamo di una scuola a tempo pieno, dove la continuità dei servizi igienico-sanitari è un requisito fondamentale”.
“Chiedo al Sindaco e all’Amministrazione di intervenire immediatamente su due fronti: pretendere spiegazioni ufficiali da Sorical sulla gestione della rete idrica e agire tempestivamente per garantire la piena funzionalità dei plessi scolastici comunali, a partire da quello del Parco Robinson. Non si può più rimanere in silenzio. I bambini, le famiglie e l’intera comunità rendese meritano risposte concrete, non rimpalli di competenze. Serve un impegno immediato e coordinato per garantire ciò che è un diritto fondamentale: l’accesso all’acqua e la sicurezza degli ambienti scolastici”.
Le tariffe di Sorical e gli utenti morosi
A questo susseguirsi di problemi, si aggiunge la protesta di tantissimi cittadini che, ai disservizi, devono fare i conti con le tariffe applicate da Sorical nei comuni dove è subentrata nella gestione del servizio idrico integrato. Molti le hanno trovate in alcuni casi anche raddoppiate. “È una vergogna, pachiamo per avere un servizio che non c’è. Se Sorical non è in grado di garantire un servizio adeguato, perché dobbiamo pagare per qualcosa che non riceviamo?” Scrive il cittadino alla nostra redazione.
E mentre da Cosenza a Rende i cittadini sono senz’acqua, le bollette salgono, Sorical minaccia il taglio del servizio ai condomini morosi, evidenziato che il il 35% dei residenti non paga l’acqua. Per superare la problematica, ha avviato il progetto di “Singolarizzazione delle utenze condominiali” in modo da consentire fatturazioni tempestive basate sui consumi effettivi.
Cittadini in piazza sabato in piazza Matteotti a Rende
In tutto questo marasma di criticità, sono i cittadini a risentirne. Il comitato La Base ha promosso un sit-in sabato prossimo 25 ottobre, in piazza Matteotti a Rende, nei pressi della sede Sorical della provincia di Cosenza. L’iniziativa è stata promossa in tutta l’area urbana perchè, si legge nella nota “siamo costretti a vivere con una costante assenza di acqua corrente. Una situazione insostenibile che sta rendendo la vita impossibile a famiglie, studenti e commercianti, costretti a fare salti mortali e a riorganizzare le proprie giornate in base alla mala-comunicazione della Sorical“.
“Come tutti sanno, la cattiva gestione del sistema idrico non è una novità. Nel 2025, in molti quartieri, l’acqua è garantita solo fino al pomeriggio, e se si riesce a far fronte a questa vergogna è solo grazie ai sistemi di accumulo presenti in alcuni condomini che non tutti possiedono. Una vergogna inaudita che gli amministratori vorrebbero far passare come normalità o come frutto dell’opera di chissà quale extraterrestre”.
“La politica, per decenni, è stata incapace di investire nella rete idrica, incapace di battere i pugni per ottenere i fondi necessari e, quando i fondi c’erano, incapace di spenderli adeguatamente. Come al solito – sottolinea il comitato – oggi assistiamo al solito scaricabarile tra Comuni, Regione e Sorical, ma ricordiamo che i vertici dell’azienda sono nominati direttamente dalla politica regionale. In questo disastro, chi difende i cittadini, impossibilitati a godere di un bene essenziale come l’acqua corrente?”.

La situazione non è più sostenibile
“Come se non bastasse, all’esasperazione per non sapere quando si potrà accudire bambini, anziani o malati, quando aprire la saracinesca di un negozio o dove potersi fare una doccia, si aggiunge la beffa. A molte persone è arrivata una lettera di Sorical in cui si minaccia il taglio dell’utenza per morosità, mentre continuano ad arrivare bollette salatissime, giustificate da una presunta offerta del servizio. Ma da decenni, i soldi delle bollette a cosa sono serviti? Qual è il servizio realmente offerto? La situazione non è più sostenibile. Gli amministratori non possono più voltarsi dall’altra parte né lavarsene le mani. Pretendiamo chiarezza”.


















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