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Da Brunori Sas a Roy Paci, il musicista cosentino Luigi Paese a Zelig «è una giungla bellissima»

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Da Brunori Sas a Roy Paci, il musicista cosentino Luigi Paese a Zelig «è una giungla bellissima»

Zelig festeggia 30 anni e tra le tante sorprese della prima puntata, anche quella di vedere un musicista cosentino, sul palco con la band di Roy Paci. Luigi Paese ci racconta le sue emozioni

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Zelig - Luigi Paese 0002

COSENZA – Zelig, lo storico comic show italiano celebra trent’anni di risate e tra i protagonisti c’è anche il trombettista cosentino, Luigi Paese. Lunedì scorso è stato sorprendente vederlo suonare insieme ai musicisti di Roy Paci. E così lo abbiamo contattato per farci raccontare la sua esperienza: da Brunori Sas alla magia del backstage del programma cult che spegne trenta candeline e che, nella sua lunga storia, ha raccolto 4 Telegatti e 4 Oscar TV, ospitando decine di artisti che oggi sono pilastri della comicità italiana.

Per celebrare questo traguardo, Canale 5 trasmetterà quattro serate speciali con comici storici come Aldo, Giovanni e Giacomo, Mr Forest, Raul Cremona, Max Angioni, Enrico Bertolino e molti altri. Sul palco si alterneranno anche orchestre e musicisti che hanno fatto la storia di Zelig, come Roy Paci e gli Aretuska, Elio e le Storie Tese e Paolo Jannacci band, reinterpretando le sigle e affiancando i conduttori in mini-musical di tre minuti ideati da Rocco Tanica.

Proprio tra i musicisti di Roy Paci, nella prima puntata andata in onda lunedì c’è Luigi Paese, 34 anni, trombettista, originario di Spezzano Sila (Cs), già noto per le sue collaborazioni con Brunori Sas e non solo.

Luigi Paese: da Brunori alla prima serata di Zelig

– Raccontaci prima qualcosa sull’esperienza “brunoriana”

«Ho vissuto esperienze e momenti bellissimi. I concerti che ricordo con particolare emozione ed entusiasmo sono quelli del Circo Massimo a Roma e all’Arena di Verona, tappe indimenticabili del tour 2025. Suonare con Dario Brunori è fantastico perchè siamo una formazione di amici, uniti, e questo rende tutto più emozionante. Il percorso con Brunori Sas è iniziato grazie a Mirko Onofrio che mi chiamò per dirmi che nella formazione di Dario servivano due fiati e così, non ho esitato e mi sono unito a loro. Non ci ho pensato un attimo. Essendo anche docente, non è sempre facile conciliare impegni, ma finora ce l’ho fatta».

Luigi Paese e Roy Paci Zelig

– E Roy Paci?

«Ci siamo incontrati in Puglia durante una serata dove lui era special guest. Mi ha sentito suonare e ha voluto il mio numero. Dopo due anni mi ha chiamato per una sostituzione, e poi, a dicembre la proposta: “Luigi, dobbiamo andare a Zelig”. Ho risposto: “Aspetta un attimo che mi riprendo e mi siedo”».

– Com’è stata l’esperienza della prima puntata?

«Incredibile. La puntata d’apertura del trentennale aveva comici storici come Aldo, Giovanni e Giacomo, Mago Forest e Raul Cremona… Con la band di Roy abbiamo aperto con il brano “Demasiado Corazón”, un pezzo molto difficile per la tromba. Ero un po’ in ansia, ma tutto è andato benissimo».

Zelig - Luigi Paese 02

– Che atmosfera si respira dietro le quinte?

«I camerini sono una specie di bellissima giungla. E’ come un safari: incontri “leoni e tigri” all’improvviso, ed è tutto entusiasmante, divertente e sono tutti molto ospitali. E’ stato bello ricevere i complimenti da Bisio e Vanessa che alla fine della sigla hanno detto a Roy “che band fantastica hai portato”. Per non parlare di Aldo, Giovanni e Giacomo. In particolare Giovanni mi ha abbracciato senza nemmeno conoscermi. Questo perchè abbiamo chiacchierato sul fatto che io fossi il trombettista di Brunori che ha realizzato le musiche originali per il loro film “Il Grande Giorno”. E poi i tanti comici che sono tutti simpaticissimi, c’è un clima fantastico».

Zelig - Luigi Paese 03

– Com’è la vita di un musicista calabrese in giro per l’Italia?

«Di certo sembra tutto bellissimo ma a volte non è facile: viaggi lunghi, spese, famiglia lontana… Ma essere scelti per qualità musicale ci riempie di orgoglio. La vita da musicista è fatta di sacrifici, ma per la musica vale sempre la pena. In fondo questa è la mia vita e ogni esperienza voglio viverla al massimo e quella di Zelig è speciale».

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