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Degenze ospedaliere, al Sud più care che al Nord: 1300 euro il record. Cosenza tra le più costose

Area Urbana

RICOVERI 'SALATI'

Degenze ospedaliere, al Sud più care che al Nord: 1300 euro il record. Cosenza tra le più costose

Divario anche sul fronte dei ricoveri. Tra i poli non universitar, per le degenze ospedaliere, la struttura più costosa è l’ospedale di Cosenza, che registra un costo medio di 827,6 euro

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Degenze ospedaliere

ROMA – Una giornata di ricovero in ospedale al Sud costa molto di più che al Nord. È quello che emerge dai nuovi dati Agenas su Aziende ospedaliere e universitarie, secondo una elaborazione di Quotidiano sanità.it.

Cìè dunque disparità, tra Settendrione e Meridione d’Italia anche sul fronte delle degenze ospedaliere. Per giornata di degenza in regime di acuzie, osservata in base alle complessità, la spesa al Sud in media è maggiore rispetto al Nord. La cifra? Si va oltre i 1.300 euro dell’ospedale Vanvitelli di Napoli per arrivare ai soli 374 euro del Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Tra le strutture universitarie più care, al Sud, in testa si piazza proprio l’Azienda Ospedaliera Universitaria L. Vanvitelli di Napoli, che raggiunge 1.326 euro per giornata di degenza. Al secondo posto si colloca il Giaccone di Palermo con 881,6 euro al giorno seguito dal G. Martino di Messina con 735,8 euro giornalieri. In quarta posizione il calabrese R. Dulbecco di Catanzaro con la cifra di 727,8 euro al giorno per una degenza.

Degenze ospedaliere, Cosenza tra gli ospedali più costosi

Il costo minore nell’ospedale di Tor Vergata di Roma con 385,4 euro, il più basso tra gli universitari. Nel segmento degli ospedali non universitari la variabilità è altrettanto ampia. La struttura più costosa è l’ospedale di Cosenza, che registra un costo medio di 827,6 euro. Seguono a breve distanza il Papardo di Messina (728,7 euro) e il Civico-Benfratelli di Palermo (728,1 euro).

L’ultimo posto è occupato dal Papa Giovanni XXIII di Bergamo con 374,6 euro. Le strutture del Sud, soprattutto in ambito universitario, tendono dunque a collocarsi ai vertici dei costi, mentre diversi ospedali del Nord mostrano valori più contenuti, con alcune eccezioni.

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La situazione in Calabria (e non solo)

In cima c’è Cosenza che fa registrare il costo medio più elevato (827,60 euro), a seguire Papardo di Messina (728,7 euro) e il Civico-Benfratelli di Palermo (728,1 euro). Nella fasce alta sono inclusi altri ospedali del Meridione. Si tratta nello specifico di: San Pio di Benevento (721 euro), il Dei Colli di Napoli (689,8 euro) e il Garibaldi di Catania (683,7 euro). Per quanto riguarda il Cardarelli di Napoli, invece, il costo è di 622,2 euro. Queste cifre mettono in luce una concentrazione di costi elevati soprattutto nelle regioni meridionali e insulari.

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I valori considerati intermedi, oscillanti tra i 550 e i 600 euro, riguardano un gruppo di ospedali distribuiti su tutto il territorio. Fra questi ci sono: Cannizzaro di Catania (583 euro), il Mauriziano di Torino (580,7 euro), i Brotzu di Cagliari (579,2 euro) e gli Spedali Civili di Brescia (564,3 euro). Scendendo verso la fascia bassa c’è il S. Croce e Carle di Cuneo (451,9 euro), il Morelli di Reggio Calabria (436,9 euro) e il S. G. Moscati di Avellino (431,1 euro).

Le differenze restano comunque evidenti. Al Sud, sul fronte universitario, le strutture si collocano ai vertici dei luoghi con i costi maggiori. Diversi ospedali del Nord mostrano costi più contenuti, almeno in buona parte dei casi.

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