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«Plurime condotte colpose». Depositata la super perizia sulla morte del giovane cantante cosentino Luigi Ferraro

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Vita spezzata

«Plurime condotte colpose». Depositata la super perizia sulla morte del giovane cantante cosentino Luigi Ferraro

I periti nominati dal Tribunale confermano totalmente le accuse della famiglia restituendo giustizia alla memoria del cantante cosentino vincitore del Premio Mia Martini. Il decesso fu la risultante diretta di plurime e sinergiche condotte colpose dei medici di Bari

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Luigi Ferraro Cantante morto a bari

BARI – Dopo 13 anni dal decesso a soli 29 anni del giovane Luigi Ferraro, presso una casa di cura di Bari, a seguito di un intervento a cuore aperto di plastica aortica, i periti nominati dal Tribunale pugliese hanno depositato un corposo elaborato plurispecialitico (medico legale cardiochirugico ed infettivologico) nel quale vengono totalmente confermate le censure evidenziate dai consulenti della famiglia del giovane che, da sempre, avevano sostenuto la piena responsabilità per la morte in capo a tutti i medici che lo ebbero in cura presso la struttura sanitaria barese.

Luigi Ferraro Cantante

Luigi Ferraro il 7 febbraio 2013, si sottopose ad un intervento chirurgico al cuore per la sostituzione della valvola aortica, dopo un calvario durato due settimane. Morì dopo solo 21 giorni a causa di un arresto cardiaco che gli stroncò la vita. In particolare i tre super periti nominati dal Tribunale di Bari, hanno dovuto confermare tutto il quadro delle censure di carattere assistenziale, cardiochirurgico ed infettivologico contestato dai legali della famiglia avvocati Massimiliano Coppa – esperto in colpa medica – e Luigi Forciniti

I legali si sono avvalsi in questi anni di un pool di esperti composto dal Prof. Vincenzo Pascali e dal Prof. Francesco Alessandrini (entrambi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Gemelli di Roma), dal medico legale Prof. Berardo Cavalcanti e dall’infettivologo Prof. Franco Cesario, che hanno sempre sostenuto sia in sede penale che in sede civile le plurime responsabilità di tutti i sanitari che ebbero in affidamento e cura il giovane paziente presso la struttura pugliese.

Le conclusioni dei super periti: catena di omissioni e condotte colpose

Ed infatti i periti di Bari hanno concluso accertando molte condotte colpose individuabili nella non eleggibilità per l’intervento di plastica aortica, nella omessa profilassi antibiotica e omessa preparazione cutanea all’intervento chirurgico, nel non conforme approccio terapeutico con conseguente sepsi a partenza sito chirurgico, nel tardivo re-intervento ed omessa profilassi antimicrobica anche per il secondo intervento.

Luigi Ferraro Cantante

I periti hanno evidenziato anche una perfetta compatibilità dell’evoluzione del quadro clinico con i reperti istologici autoptici, avendo cura anche di precisare che la necessaria somministrazione di profilassi antibiotica avrebbe con elevata probabilità clinica evitato l’insorgenza dell’evento infettivo, concludendo che il decesso del giovane paziente è la risultante diretta di plurime e sinergiche condotte censurabili poste in essere dai sanitari della Casa di Cura durante l’intera assistenza prestata, avendo cura di precisare che l’insieme delle condotte censurabili è in correlazione causale diretta con il decesso del giovane Ferraro e portò ad una concatenazione di eventi clinici assolutamente esplicativa e congruente con la causa del decesso stabilita con l’esame autoptico.

«La profilassi antibiotica avrebbe salvato Luigi Ferraro all’80%»

In molto semplici parole, purtroppo è confermato che Luigi Ferraro morì per una impressionante serie di gravissime omissioni individuabili nelle condotte di tutti i sanitari pugliesi in netto contrasto con le Linee Guida di riferimento e soprattutto in un contesto dove una efficace antibiotico profilassi avrebbe ridotto il rischio di infezione post-operatoria fino all’80%, considerato che l’apertura dello sterno e l’eventuale impianto di dispositivi espongono il paziente a un rischio significativo di esiti avversi e infausti qualora l’infezione stessa si sviluppi e nel caso di Luigi Ferraro non fu eseguita alcuna profilassi antibiotica preoperatoria che doveva considerarsi mandatoria e imprescindibile.

La vita di Luigi, quindi, fu spezzata quindi da condotte superficiali e colpose di terzi che non ritennero che il giovane potesse continuare la propria vita e la sua carriera di cantante con partecipazioni importanti in programmi televisivi nazionali ed in festival canori nazionali come il Festival di Napoli dove vinse per il suo talento il premio Mia Martini.

L'avvocato Massimiliano Coppa Cosenza

L’avvocato Massimiliano Coppa

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