Calabria
75% senza filiali
Desertificazione bancaria in Calabria, First Cisl «senza sportelli 3 comuni su 4»
First Cisl Calabria lancia l’allarme sulla desertificazione bancaria: il 75% dei comuni è privo di filiali. A rischio imprese, cittadini e coesione sociale

CATANZARO – La desertificazione bancaria in Calabria ha raggiunto una soglia critica. Secondo l’Osservatorio sulla Desertificazione Bancaria della Fondazione Fiba, tre comuni su quattro non dispongono più di uno sportello bancario e il fenomeno è destinato ad aggravarsi. Il 75% dei comuni calabresi è oggi privo di presìdi bancari, mentre un ulteriore 16% può contare su un solo punto fisico di accesso. I dati, aggiornati al 31 dicembre 2025, sono contenuti nell’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl.
Desertificazione bancaria in Calabria
AD essere colpiti non sono solo i piccoli centri delle aree interne: anche comuni tra i 9.000 e i 17.000 abitanti risultano ormai privi, o quasi, di servizi bancari essenziali. In Calabria si registra il più basso tasso nazionale di utilizzo dei canali digitali: solo il 35% dei cittadini usa l’internet banking, contro una media italiana del 56%. Un dato che rende ancora più preoccupante la chiusura delle filiali, con il rischio concreto di lasciare indietro le fasce sociali più fragili.
Imprese senza credito
La desertificazione bancaria incide anche sul tessuto produttivo: circa 30.000 imprese calabresi hanno sede in comuni privi di sportelli e il 40% di queste ha visto il proprio territorio abbandonato dal 2015. Altre 20.000 imprese operano in comuni con un solo punto fisico di accesso.
«In una regione composta prevalentemente da piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, la mancanza di presìdi bancari significa indebolire ulteriormente la capacità di investimento, sviluppo e competitività. Dove le banche scompaiono non solo si riducono le opportunità di crescita, ma si rischia anche di lasciare spazio a fenomeni distorsivi e pericolosi», dichiara il segretario regionale di First Cisl Calabria, Felice Simeone.

“Senza credito non c’è sviluppo”
«La desertificazione bancaria e la costante riduzione degli sportelli, come evidenziato dal report di First Cisl, rappresentano uno dei fattori che aggravano l’impoverimento progressivo dei territori. Quando le banche arretrano, la qualità della vita peggiora e diventa ancora più difficile trattenere chi vorrebbe restare o attrarre nuove energie».
«Senza credito non c’è sviluppo, e senza sviluppo l’emigrazione continua ad aumentare. In una Calabria segnata da un profondo inverno demografico, il sistema del credito non può limitarsi a logiche esclusivamente orientate alla redditività: deve assumersi la responsabilità di essere un presidio territoriale, un attore dello sviluppo, un alleato delle comunità», dichiara il segretario generale Cisl Calabria, Giuseppe Lavia.

Per il segretario generale nazionale di First Cisl, Riccardo Colombani, «le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure, possono sempre fare ambedue le cose».
First Cisl Calabria esprime forte preoccupazione per un fenomeno che potrebbe arrivare a coinvolgere fino al 90% dei comuni calabresi, considerando che il 16% dispone di un solo sportello ed è quindi esposto a ulteriori chiusure.
Il sindacato ribadisce la disponibilità a collaborare con le istituzioni regionali e locali per misure concrete, proponendo anche l’istituzione di un Osservatorio sul credito e sulla desertificazione bancaria in Calabria, strumento ritenuto indispensabile per monitorare il fenomeno e individuare soluzioni efficaci.



















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