Calabria
Nuova legge nazionale
Detenzione: fino a 8 anni per accedere alle comunità terapeutiche, la Regione accelera sulla nuova legge
L’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface incontra il CREA Calabria per definire l’attuazione della riforma nazionale sulla detenzione. L’obiettivo: favorire il reinserimento dei detenuti tossicodipendenti, ridurre la recidiva e alleggerire il sovraffollamento carcerario

CATANZARO – La Regione Calabria si prepara a dare immediata attuazione alla nuova legge nazionale che amplia fino a otto anni il limite della pena residua per consentire ai detenuti tossicodipendenti di accedere alla detenzione domiciliare e all’affidamento in prova presso le comunità terapeutiche. Il percorso è stato al centro dell’incontro operativo tra l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, e il direttivo del CREA Calabria, l’associazione che rappresenta le comunità terapeutiche accreditate operanti con il Servizio sanitario regionale.
Detenzione: la Regione prepara l’attuazione della riforma
“Il carcere non può essere un mero luogo di custodia privo di prospettive, ma deve trasformarsi nell’occasione concreta per una seconda possibilità. Con la legge approvata in via definitiva alla Camera dei Deputati, lo Stato compie un fondamentale passaggio di civiltà, scegliendo di affiancare alla risposta sanzionatoria un percorso terapeutico strutturato per i detenuti tossicodipendenti. Come Assessorato al Welfare e alle Dipendenze della Regione Calabria non ci faremo trovare impreparati: siamo pronti a fare da ponte tra gli istituti penitenziari e la nostra rete di accoglienza per restituire dignità e futuro a chi sceglie di affrancarsi dalla schiavitù della droga attraverso una misura alternativa seria e controllata”.

Più posti nelle comunità e procedure accelerate
Durante il confronto, il CREA Calabria ha confermato la piena disponibilità della rete regionale, mettendo a disposizione i posti accreditati attualmente liberi nelle comunità terapeutiche per l’esecuzione penale esterna e i percorsi di reinserimento sociale. La Regione, dal canto suo, ha annunciato un’accelerazione della macchina organizzativa, coinvolgendo le Aziende sanitarie provinciali, la Magistratura di Sorveglianza e gli Uffici dell’Esecuzione Penale Esterna per definire protocolli operativi più rapidi e continui. Previsto anche un potenziamento dell’attività dei SerD all’interno degli istituti penitenziari per velocizzare le valutazioni e la presa in carico dei detenuti.

La misura punta a coniugare il recupero delle persone con esigenze di sicurezza pubblica, favorendo il reinserimento sociale e contribuendo, al tempo stesso, a ridurre il sovraffollamento delle carceri e il rischio di recidiva. “Quando una persona si trova in carcere ed è schiava delle dipendenze – conclude l’assessore Pasqualina Straface – la risposta delle Istituzioni non può e non deve fermarsi alla sola custodia. La nostra Costituzione ci ricorda che la pena deve sempre tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale: curare una persona, responsabilizzarla ed offrirle uno strumento per sradicare la dipendenza significa dare piena sostanza a questo principio e, al contempo, garantire maggiore sicurezza alla collettività”.
“Ringrazio la rete del CREA per la sensibilità e lo straordinario spirito di collaborazione dimostrato: la Calabria è pronta a raccogliere questa sfida di civiltà, mettendo al centro la dignità, la tutela della salute e il diritto fondamentale di ogni persona a poter scegliere un nuovo inizio”.



















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