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Dialisi, allarme in Calabria: «centri senza nefrologi? Un duro colpo per i pazienti»

Calabria

Dialisi, allarme in Calabria: «centri senza nefrologi? Un duro colpo per i pazienti»

Chiesta l’audizione in Commissione Sanità del coordinatore nazionale Aned Pasquale Scarmozzino. Nel mirino il possibile passaggio dai Centri Cad ai Centri Cal: «No al depotenziamento delle strutture già esistenti. Si tagli sulle spese inutili e non sulla pelle dei cittadini»

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dialisi madeo

REGGIO CALABRIA – «Vicini a tutti i pazienti in dialisi e alle loro famiglie che, attraverso l’associazione nazionale emodializzati, hanno sollevato paura e preoccupazione per la recente riorganizzazione dei centri di assistenza. Pertanto ho depositato una richiesta di audizione in Commissione Sanità del dott. Pasquale Scaramuzzo, coordinatore nazionale Aned». E’ quanto dichiara Rosellina Madeo, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Sanità.

È questo il punto di partenza della presa di posizione sulla situazione dei pazienti dializzati, con particolare riferimento alla provincia di Cosenza. Al centro della richiesta c’è la riorganizzazione dei centri di assistenza e, in particolare, il timore che strutture oggi configurate come Centri di dialisi ad assistenza decentrata (Cad), con la presenza del medico nefrologo, possano essere trasformate in Centri ad assistenza limitata (Cal), caratterizzati da un diverso modello organizzativo e assistenziale.

centro-dialisi

«Scandaloso che i pazienti dializzati della provincia di Cosenza siano abbandonati a loro stessi. La volontà di trasformare i centri Cad, strutture che possono contare sulla presenza del medico nefrologo garantendo assistenza adeguata e continua ai pazienti, in Centri Cal, ambulatori senza la presenza del medico specialista, è un duro colpo per la gestione della patologia e sta destando preoccupazione e smarrimento sia nei malati che nelle famiglie».

Dialisi senza nefrologi: «carenza di specialisti»

Madeo chiede di evitare il depotenziamento delle strutture già operative, soprattutto nelle aree più distanti dai grandi ospedali. «No a questo declassamento che, specialmente nelle zone disagiate distanti dagli ospedali più performanti, suona come un vero e proprio colpo di grazia».

Nel documento viene affrontato anche il tema della carenza di specialisti: «si tagli sulle spese inutili e non sulla pelle dei cittadini. Non è declassando e depotenziando che si aggiusta la medicina di prossimità o si rende sufficiente il numero di specialisti per i pazienti in cura nelle nostre strutture». La posizione espressa richiama inoltre le difficoltà, in Calabria, legate agli scatti di carriera e alla retribuzione dei medici, indicate tra i fattori che inciderebbero sull’attrattività delle strutture sanitarie regionali.

Rosellina Madeo dialisi

L’appello di Madeo riguarda quindi anche la necessità di mantenere un’assistenza adeguata per persone sottoposte a trattamenti che incidono profondamente sulla quotidianità: «pertanto ribadisco che in considerazione dei numerosi problemi fisici e clinici legati al trattamento, nonché l’impatto psicologico su quella che è la normale scansione delle giornate, trasformare i Centri dialisi ad assistenza decentrati in semplici Centri ad assistenza limitata significa privare i pazienti dializzati di quel diritto alla salute sancito chiaramente dalla nostra Costituzione».

L’audizione di Aned

«Importante che il coordinatore nazionale Aned, il dott Pasquale Scarmozzino, venga ascoltato in Commissione Sanità affinché possa dare tutte le delucidazioni necessarie. Perché se è vero che la regione prevede che possano sorgere nuovi Centri dialisi ad assistenza limitata, non è altresì minimamente previsto il depotenziamento di quelli già esistenti. La chiarezza e la salute – conclude Madeo – prima di tutto».

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