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Dimissioni di 4 consiglieri di minoranza a Petilia Policastro, sindaco attacca: «scelte pretestuose, andiamo avanti»

Calabria

Dimissioni di 4 consiglieri di minoranza a Petilia Policastro, sindaco attacca: «scelte pretestuose, andiamo avanti»

Le dimissioni dei quattro consiglieri di minoranza scuotono il Comune. Il Sindaco Saporito e il gruppo “Petilia Rinasce” replicano punto per punto: «Legittime, ma senza fondamento nella realtà»

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PETILIA POLICASTRO (KR) – Le dimissioni dei quattro consiglieri di minoranza di Petilia Policastro, aprono un nuovo fronte politico nel Comune. Il Sindaco Simone Saporito e il gruppo consiliare “Petilia Rinasce” hanno preso atto della scelta, definendola «legittima ma profondamente amara», perché «viene meno ogni forma di confronto politico e, soprattutto, viene meno il mandato ricevuto dai cittadini».

Dimissioni, sindaco «del tutto pretestuose»

Saporito e la maggioranza contestano fermamente le motivazioni addotte dalla minoranza, giudicandole «del tutto pretestuose» e prive di riscontro nei fatti. Il sindaco ricorda che l’unica richiesta di dimissioni era stata rivolta, tramite lettera aperta, al solo consigliere Giovanbattista Scordamaglia, in seguito alle sue stesse dichiarazioni di “disgusto” per il Consiglio comunale: «La richiesta riguardava esclusivamente il consigliere Scordamaglia e non l’intero gruppo di minoranza. Rispediamo al mittente ogni tentativo di attribuirci responsabilità collettive che non ci appartengono».

Maggioranza Vs minoranza

«Avrebbe potuto essere dichiarata decaduta già dal 2023 per l’elevato numero di assenze», ricordando gli appelli verbalizzati in aula e le registrazioni integrali, sempre disponibili sulla pagina Facebook del Comune. Quanto alla “trasparenza”, Saporito ribadisce: «Siamo stati noi, dal primo Consiglio dell’ottobre 2021, a introdurre dirette video e registrazioni integrali, mai adottate prima nella storia del Comune».

Sul piano procedurale, l’Amministrazione evidenzia che «la minoranza ha inviato le dimissioni via PEC senza formalizzarle al protocollo dell’ente, costringendo gli uffici a richiederne la regolarizzazione». E rispetto alle accuse di mancata libertà di espressione, il gruppo “Petilia Rinasce” chiarisce: «Le registrazioni attestano che, nelle poche occasioni in cui erano presenti, i consiglieri di minoranza hanno parlato liberamente e spesso oltre i tempi concessi».

Il caso dei manifesti “mafiosi”

Durissima la replica alle insinuazioni sui presunti “manifesti funebri firmati mafia”: «L’unica cometa che guida il nostro cammino è il rispetto delle regole, delle leggi e della legalità. Chiediamo alla minoranza di chiarire a cosa intenda riferirsi». Il sindaco precisa: «Se parliamo dei manifesti del 2023, ribadiamo che non furono autorizzati dall’Ente, né politicamente né dagli uffici. Lo dissi allora e lo ripeto oggi, chiedendo pubblicamente scusa per quanto accaduto».

Saporito ricorda inoltre altre “amnesie”: «Nel 2021, durante l’operazione Sistema Petilia, non si registrò alcuna presa di posizione da parte di chi oggi si erge a paladino di legalità e antimafia». E conclude: «La legalità è una sola. Non può essere usata a convenienza. Noi resteremo al nostro posto, al servizio della comunità petilina, perché c’è più coraggio nel restare e servire il proprio paese piuttosto che andare via».

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