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Disabilità e barriere: porta in spalla la figlia ogni giorno per 3 piani senza ascensore, il caso di Giulia

Calabria

Diritti negati

Disabilità e barriere: porta in spalla la figlia ogni giorno per 3 piani senza ascensore, il caso di Giulia

A Santa Domenica di Ricadi una vicenda simbolo delle barriere ancora presenti nella vita quotidiana. Il CNDDU chiede interventi immediati e rilancia il ruolo della scuola nella formazione civile

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barriere casa giulia ricadi 01

RICADI (VV) – Quando anche l’ambiente domestico è fatto di barriere, viene meno uno dei principi fondamentali della cittadinanza: l’accesso equo e dignitoso ai luoghi della vita quotidiana. A Santa Domenica di Ricadi, in provincia di Vibo Valentia, Chiara, una madre 32enne, affronta ogni giorno uno sforzo fisico e umano straordinario per garantire alla figlia disabile una parvenza di normalità.

Barriere e diritti negati

La donna è costretta a trasportarla fino al terzo piano di un edificio privo di ascensore, trasformando un gesto quotidiano in una prova estenuante. A denunciare la situazione è il CNDDU – Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani – che richiama l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su una vicenda tutt’altro che isolata. Non si tratta infatti di una semplice criticità abitativa, bensì di una frattura evidente tra le norme che tutelano i diritti delle persone con disabilità e la loro reale applicazione.

La situazione evidenzia come, pur in presenza di interlocuzioni formali con le istituzioni, non sia stata ancora individuata una soluzione concreta e risolutiva per la famiglia. Questa condizione rischia di produrre effetti simili a quelli di una mancata risposta, aggravando il senso di isolamento e ingiustizia vissuto quotidianamente.

Alla luce dei principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, il CNDDU sottolinea come sia imprescindibile un’assunzione di responsabilità concreta e tempestiva da parte degli enti locali. L’accessibilità, infatti, non può essere considerata un intervento straordinario, ma rappresenta una condizione strutturale della democrazia.

barriere casa giulia e chiara

L’appello al Comune di Ricadi

Il Coordinamento invita l’amministrazione comunale di Ricadi ad attivare immediatamente un percorso risolutivo basato su ascolto, prossimità e capacità decisionale, restituendo centralità alla persona e ai suoi bisogni reali. Accanto all’urgenza amministrativa, emerge anche una responsabilità culturale ed educativa. In un contesto mediatico in cui le storie di fragilità rischiano di essere rapidamente dimenticate, la scuola è chiamata a svolgere una funzione fondamentale: trasformare i fatti di cronaca in occasioni di apprendimento consapevole.

In questa direzione, il CNDDU propone un modello didattico innovativo basato sull’integrazione tra educazione ai diritti umani, media literacy e cittadinanza attiva. L’obiettivo è coinvolgere gli studenti nell’analisi di casi reali ancora aperti, come quello di Giulia, sviluppando competenze critiche, argomentative e progettuali. Non più solo teoria o celebrazioni simboliche, ma un apprendimento capace di incidere sulla realtà.

Attraverso la produzione di contenuti come editoriali, dossier e campagne digitali, gli studenti possono diventare protagonisti del dibattito pubblico, contribuendo a mantenere alta l’attenzione su situazioni che rischierebbero altrimenti di cadere nell’oblio. La scuola, in questo modo, si configura come uno spazio di cittadinanza attiva, capace di connettere conoscenza, responsabilità e partecipazione. “Educare ai diritti umani, oggi – sottolinea il prof. Romano Pesavento – significa anche insegnare a riconoscere le narrazioni che escludono e a costruirne di nuove che includano”.

 

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