Calabria
Ai domiciliari ma attivo sui social network: pregiudicato finisce in carcere. Usava un falso nickname
Avrebbe utilizzato un falso nickname per continuare a interagire sui social nonostante il divieto imposto dalla misura cautelare. Avrebbe persino pubblicato una foto in cui mostrava il dispositivo elettronico applicato alla caviglia

VIBO VALENTIA – Era sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ma secondo quanto accertato dalla Polizia di Stato avrebbe continuato a utilizzare i social network, violando una specifica prescrizione della misura cautelare. Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Vibo hanno eseguito l’ordinanza con cui, la Corte d’Appello di Reggio Calabria, ha disposto la sostituzione dei domiciliari con la custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, pluripregiudicato e residente nel Vibonese.
Il profilo social sotto osservazione
L’uomo è indagato, nell’ambito di un procedimento penale, per il reato di atti persecutori. Tra le prescrizioni a suo carico c’era anche il divieto di comunicare, attraverso strumenti elettronici o social network, con persone diverse da quelle conviventi. Durante le attività di controllo, gli investigatori hanno però monitorato i social e individuato, secondo la ricostruzione della Polizia, un profilo riconducibile all’uomo e utilizzato attraverso un falso nickname. Da quell’account avrebbe interagito con altri utenti e pubblicato diversi contenuti.

Le presunte violazioni e i contenuti pubblicati
Tra i materiali individuati dagli investigatori ci sarebbero stati anche contenuti riguardanti il regime detentivo previsto dall’articolo 41-bis dell’Ordinamento Penitenziario. Inoltre, sarebbe stata pubblicata una fotografia nella quale l’uomo mostrava il dispositivo elettronico applicato alla caviglia per il controllo durante gli arresti domiciliari.

Gli elementi raccolti sono stati trasmessi dalla Squadra Mobile all’Autorità giudiziaria competente e avrebbero documentato l’inosservanza delle prescrizioni collegate alla misura cautelare. Sulla base di quanto segnalato, la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha quindi disposto l’aggravamento della misura, sostituendo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con la custodia cautelare in carcere.
L’uomo, già coinvolto in precedenti vicende giudiziarie anche legate a reati di tipo mafioso, è stato condotto, al termine degli adempimenti di rito, presso la Casa circondariale di Catanzaro, dove è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.




















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