Area Urbana
Ennesina tragedia
Dramma sul lavoro a Montalto Uffugo: è morto all’ospedale di Cosenza l’operaio 62enne precipitato in un cantiere
L’uomo, 62 anni, era ricoverato in rianimazione all’Annunziata di Cosenza dopo una terribile caduta avvenuta martedì scorso. La rabbia della Fillea Cgil Calabria: «L’ennesima morte sul lavoro, la sicurezza non può più attendere»

COSENZA – Ancora un dramma sul lavoro con un tragica notizia di cronaca a scuotere la domenica. Si chiude nel modo più terribile il grave incidente sul lavoro verificatosi lo scorso martedì all’interno di un cantiere a Montalto Uffugo. Non ce l’ha fatta l’operaio di 62 anni precipitato da un’altezza considerevole mentre era intento a svolgere le sue mansioni: l’uomo si è spento all’Ospedale civile “Annunziata” di Cosenza, dove era stato ricoverato in condizioni disperate. Nonostante tutti i tentativi dei sanitari di strapparlo alla morte, le lesioni riportate nell’impatto si sono rivelate troppo gravi. Solo pochi giorni fa un giovane di 22 anni era morto mentre lavorava nel parco eolico di Mongrassano.
Dramma sul lavoro: «L’ennesima tragedia, servono controlli veri»
La notizia del decesso ha suscitato sconcerto nella comunità locale e la ferma reazione della Fillea Cgil Calabria che ha espresso cordoglio e chiesto risposte urgenti al sistema istituzionale per fermare questa scia di morti bianche. «Ci troviamo di fronte all’ennesima, tragica notizia, l’ennesima morte per operaicidio», ha dichiarato con forza Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria. «È un altro grano che va ad aggiungersi alla triste e inaccettabile corona dei padri di famiglia caduti sul lavoro per portare a casa un tozzo di pane».

L’appello del sindacato: «Mai più soli i familiari delle vittime»
Il segretario ha evidenziato come la scia di incidenti nei cantieri rappresenti ormai una vera e propria emergenza sociale che richiede misure straordinarie e non più rinviabili: Per il sindacato serve prevenzione e verifiche con il potenziamento immediato dei controlli nei cantieri e dell’accertamento rigoroso delle responsabilità e il supporto ai superstiti: Interventi e tutele concrete per sostenere i familiari rimasti senza il proprio sostentamento.
«Non possiamo e non dobbiamo abituarci, né tantomeno voltarci dall’altra parte di fronte a questo dramma. Servono azioni incisive, anche e soprattutto per chi resta: queste famiglie necessitano di vicinanza e risposte concrete dalle istituzioni. Alla famiglia del sessantaduenne, ai colleghi e ai suoi cari va il nostro più sentito cordoglio», ha concluso Celebre.
















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