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Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 8 misure cautelari, coinvolto agente della Polizia Penitenziaria

Area Urbana

L'INCHIESTA

Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 8 misure cautelari, coinvolto agente della Polizia Penitenziaria

L’indagine ha svelato una rete di rapporti tra detenuti, familiari e un agente della Polizia Penitenziaria: smartphone, droga e videochiamate extra in cambio di denaro e sostanze

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carcere di cosenza

COSENZA – Un sistema di scambi illeciti, favori e comunicazioni non autorizzate all’interno del Carcere di Cosenza “Sergio Cosmai” è stato smantellato da un’operazione del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, ha portato all’esecuzione di 8 misure cautelari, di cui 6 agli arresti domiciliari, con pesanti accuse che vanno dalla corruzione allo spaccio di stupefacenti e alla ricettazione.

L’inchiesta e il sistema dei favori

Al centro dell’attività investigativa, condotta dal Nucleo Regionale della Calabria con il supporto dei reparti di Napoli, c’è la ricostruzione di una fitta rete di contatti illegali. Le indagini hanno utilizzato un mix di tecniche tradizionali e moderne: intercettazioni telefoniche, pedinamenti, analisi dei sistemi di videosorveglianza interna e audizioni di persone informate sui fatti. Secondo quanto emerso, il carcere di Cosenza era diventato teatro di una gestione parallela delle comunicazioni e dei beni d’ingresso, bypassando i rigidi protocolli del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).

L’inchiesta si è concentrata su quanto avveniva all’interno della Casa Circondariale di Cosenza, dove gli investigatori hanno cercato di ricostruire una presunta rete di rapporti illeciti tra un agente della Polizia Penitenziaria, alcuni detenuti e i loro familiari.

Droga e telefoni nel carcere di Cosenza  

La posizione più delicata è quella di un appartenente al corpo della Polizia Penitenziaria. Secondo l’ipotesi accusatoria, il poliziotto agiva come vero e proprio “ponte” tra l’interno e l’esterno della struttura. L’agente è accusato di aver accettato promesse di denaro o compensi in droga dai familiari dei detenuti per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio. Tra le condotte contestate le videochiamate extra con cui permetteva ai detenuti contatti video superiori a quelli consentiti, la trasmissione di messaggi riservati tra i detenuti e i loro parenti. Inoltre, avrebbe favorito l’ingresso di droga, smartphone e schede SIM. C’è poi l’omessa denuncia: non segnalava la presenza di materiale illegale all’interno delle celle.

Carcere di Cosenza Cosmai

Le misure cautelari

Il GIP del Tribunale di Cosenza, dopo gli interrogatori preventivi, ha disposto le seguenti misure: 6 arresti domiciliari per gli indagati principali, un obbligo di dimora nel comune di residenza e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le perquisizioni effettuate durante l’indagine hanno confermato i sospetti degli inquirenti. All’interno del penitenziario sono stati rinvenuti e sequestrati diversi telefoni cellulari di ultima generazione, schede SIM attive e quantitativi di sostanze stupefacenti. Il materiale sequestrato è ora al vaglio degli inquirenti per identificare ulteriori complici e chiarire quanto fosse estesa la rete di corruzione all’interno del carcere “Sergio Cosmai”.

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