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IL LIETO FINE
Dubai, il volo e la fine di un incubo, Mirko racconta il ritorno in Italia: «L’inno un atto liberatorio»
Lo studente del Mattei di Castrovillari ha raccontato ai nostri microfoni il ritorno a casa, dall’arrivo a Lamezia e l’abbraccio con la mamma, al risveglio nella sua cameretta: “Mi fa uno strano effetto”. Mamma Giovanna, felice e quasi incredula: “Sono orgogliosa di lui”

FRASCINETO (CS) – Sono passate poco più di 24 ore da quando abbiamo parlato per la prima volta con Mirko Frascino, lo studente del Liceo scientifico Mattei di Castrovillari rimasto bloccato a Dubai insieme ad altri 200 ragazzi coinvolti nel progetto “Ambasciatori nel mondo”, eppure da ieri sono cambiate tante cose.
Mirko, 18 anni di Frascineto, è tornato finalmente a casa. Ieri pomeriggio è atterrato a Milano Malpensa, insieme agli altri studenti, ed in tarda serata è arrivato in Calabria. Ad attenderlo all’eirporto di Lamezia Terme l’abbraccio interminabile di mamma Giovanna.
Mirko, tramite i social, ha raccontato dei momenti difficili vissuti a Dubai, soprattutto dopo l’allert antimissili e la discesa nel bunker dell’hotel dove era ospitato. La paura è stata tanta, la tensione palpabile, ma il giovane di Frascineto non si è perso mai d’animo, è rimasto sempre in contatto con la famiglia, gli amici e l’istituto del Pollino. Lui, tra tanti ragazzi, ha prontamente raccontato cosa stesse accadendo dall’altra parte del mondo, tra i missili e le esplosioni, sempre positivo, fino a quando insieme a tutti gli altri ragazzi non è salito sull’aereo che da Abu Dhabi lo ha riportato in Italia.

Dopo Dubai Mirko ora è a casa: “Mi fa un effetto strano”
Questa mattina Mirko si è svegliato nel suo letto, nella sua cameretta, circondato dall’affetto della sua famiglia eppure tutto questo non gli sembra quasi vero: “Parlare dalla mia stanza, dalla mia vera stanza, fa un effetto strano – ci ha confidato al telefono – non sapevo quando sarei ritornato, ma adesso che è tutto finito, sono più tranquillo“.
Il 18enne di Frascineto, ora a mente lucida, ci ha raccontato dei sentimenti contrastanti alla notizia del ritorno in Italia: “c’era la paura che comunque qualcosa potesse andare storto durante il volo, ma allo stesso tempo una parte di me era felicissima perché comunque il solo pensiero di ritornare qui, nella mia Calabria, mi faceva stare bene, a me come a tutti noi. Poi una volta atterrati a Milano, dopo un volo di 8 ore, la fine di un percorso che sembrava non finire mai, io lo definisco così”.
Mirko non ha nascosto lo stupore per tutte le telecamere ed i cronisti che aspettavano lui e gli altri 200 studenti appena ritornati da Dubai: “sembravamo delle star – ha detto – Questo testimonia però anche la vicinanza e il pensiero da parte di tutti voi rivolto a noi. Apprezzo tutti coloro che si sono preoccupati di noi, tutta la direzione scolastica, i miei amici”.

Poi un pensiero particolare va allo chef Giampietro Giuseppe, di Civita, che ha un ristorante proprio a Dubai e ha fatto recapitare ai ragazzi dei pasti. “Ha offerto tutto lui, ci ha fatto assaporare un po’ quelli che sono i sapori della nostra terra, la Calabria, che ci mancavano tanto. Un gesto semplice che ha garantito un pasto a noi caro, un piccolo conforto in una situazione che non era facile”.
E poi un ringraziamento alla stampa: “Ringrazio tutti voi per la vicinanza, perché voi fate il vostro lavoro ma anche io ho avuto modo di testimoniare quella che è stata la mia esperienza, ho avuto modo anche di distrarmi”.
Il ritorno in Calabria e l’abbraccio con la sua mamma: “Non si può spiegare”

L’ottimismo e la fede
La forza di restare ottimista Mirko l’ha presa anche dalla fede: “mi ha aiutato molto in quei momenti. Io sapevo che si sarebbe risolto tutto per il meglio: perché un viaggio del genere non poteva terminare in una catastrofe”.

Il ritorno alla normalità
Domani Mirko tornerà a scuola, riabbraccerà i suoi compagni di classe, i professori e la dirigente Catandi, la prima che ci ha dato una testimonienza sulla situazione a Dubai, essendosi messa in contatto proprio con il 18enne di Frascineto. “Si ritorna alla normalità, alla routine di tutti i giorni, sono contento perché mi sono mancati tutti, i momenti trascorsi nei banchi, relazionarmi con i miei amici, con le altre persone, sicuramente ci saranno tante domande, ma io sarò pronto a rispondere“.
“Un percorso il suo, quello a Dubai, che ha sicuramente due facce. “In tutti gli Emirati, ci sono delle città veramente mozzafiato, con dei panorami, con delle strutture, con dei grattacelli che sembrano immensi”. Descrive così la prima parte del suo viaggio il giovane sottolineando che restano delle mete da visitare. “Quei panorami rimangono una parte di me, perché comunque non se ne vanno via facilmente. Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato che tutto sarebbe finito in questo modo”.
La seconda parte del mio viaggio resterà comuqnue una parte importante del percorso: “perché io credo che questi eventi alla fine ti fanno crescere e maturare – ha ammesso Mirko – e capire un po’ che cosa si prova in questi determinati momenti, ti apre la mente, ti senti lontano da queste cose fino a quando non le tocchi con mano, ti aiutano a capire che libertà e pace non sono scontate e sono dei valori che noi abbiamo e non sappiamo nemmeno apprezzare”.
L’inno d’Italia e la fine di un incubo: “Ce l’abbiamo fatta”
All’atterraggio a Milano i giovani in aereo hanno cantato l’inno d’Italia, un momento liberatorio, per tutti: “È stato un modo per salutare e soprattutto riabbracciare la nostra Italia. Quando quell’aereo ha toccato il suolo abbiamo sentito proprio il profumo della nostra Italia, è stato finalmente il momento in cui abbiamo potuto dire ce l’abbiamo fatta, tutto era finito. Il nostro inno è la testimonianza che alla fine tutto si sia risolto per il verso giusto”.

Mamma Giovanna ed un turbinio di emozioni
È felice, sollevata e quasi incredula mamma Giovanna. Avere di nuovo suo figlio accanto a lei adesso le permette di mettere da parte tutti i brutti momenti vissuti negli scorsi giorni, durante i quali non ha voluto dire nulla. Ora, in un momento quasi liberatorio, affianco al suo Mirko si è lasciata andare: “Voleva diventare famoso e ci è riuscito – dice in modo anche scherzoso – Averlo qua, ancora non ci credo! È stata una bruttissima esperienza, però adesso che ce l’ho qui a casa posso dire che sono contentissima”.




















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