Calabria
MOMENTI CRITICI
Dubai, tensione e paura per gli studenti bloccati. Il racconto di Mirko: «L’allarme missili e le esplosioni. Scene surreali»
Uno dei due studenti del Liceo scientifico Mattei di Castrovillari racconta i momenti più critici a Dubai. Il papà conferma che stanno bene. Tutto l’istituto manda a lui ed Azzurra un messaggio di speranza

COSENZA – «Abbiamo vissuto scene surreali, che siamo abituati a vedere solo nei film». È questo il racconto che Mirko, uno dei due studenti del Liceo Mattei di Castrovillari bloccato a Dubai insieme alla sua compagna Azzurra e ad altri 200 ragazzi impegni nel progetto “Ambasciatori del futuro” dell’associazione World student connection, affida all’Adnkronos.
«Il nostro viaggio-studio si sarebbe dovuto concludere con il volo da Dubai a Istanbul delle 2.50 – racconta Mirko -. Il 28 pomeriggio, però, i nostri tutor, che sono sempre con noi e stanno facendo di tutto per confortarci e garantirci sicurezza, ci hanno comunicato che i voli della Turkish Airlines erano stati cancellati. A quel punto tutti si sono destabilizzati, qualcuno ha cominciato a piangere, qualcun altro si è isolato. Poi ci hanno trasferiti da ‘Le Méridien’ a un altro hotel di Dubai per farci trascorrere la notte in massima sicurezza».

Mirko tra gli studenti bloccati a Dubai: il racconto
Mirko racconta di essere stato scosso dall’allarme missili che è risuonato sui telefoni cellulari: «Ci avvertiva di un possibile missile, la gente ha iniziato a urlare, c’erano bambini in braccio alle madri che gridavano. Sono stati momenti terribili, solo chi li ha vissuti può capire».
Come ci ha raccontato ieri la dirigente dell’IIS Mattei-Garibaldi-Alfano di Castrovillari, Elisabetta Cataldi, i ragazzi hanno trascorso la scorsa notte in un bunker, secondo Mirko scelta fatta per «farci calmare» e successivamente il ritorno nelle camere degli hotel.
Non sono mancati, insomma, i momenti di tensione anche in relazione ai «rumori di esplosioni» avvertiti. La paura c’è, Mirko non lo nasconde, acnhe se «cerchiamo di essere positivi e farci coraggio a vicenda perché è l’unica cosa che possiamo fare in questo momento».
Le parole del papà di Mirko ed il messaggio dell’Istituto
Sono ore difficili anche per le famiglie degli studenti bloccati a Dubai. La preoccupazione è palpabile. Ce lo conferma il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, che questa mattina ha parlato proprio con il papà di Mirko che ha riferito che suo figlio e gli altri ragazzi stanno bene, si trovano ancora al sicuro in hotel. «La preoccupazione c’è, anche se da parte dei ragazzi arrivano rassicurazioni».
Anche da parte di tutto l’istituto va ai due ragazzi un messaggio pubblicato questa mattina sulle pagine social: «In questo momento di apprensione per i nostri studenti trattenuti a Dubai la dirigente, i docenti e gli studenti e tutta la comunità scolastica del Polo liceale esprimono un grandissimo in bocca al lupo a Mirko e Azzurra nella speranza che questa situazione difficile possa concludersi prestissimo! – dicono – Vi pensiamo e vi aspettiamo a scuola!».

Il racconto di una mamma: «Arrabbiata, ragazzi lasciati soli»
C’è rabbia, invece, nelle parole della mamma di una studentessa catanzarese, anche lei, insieme ad altre coetanee del Liceo classico della città, bloccata a Dubai come Mirko e Azzurra. «Sono arrabbiata nera. – dice a chiare lettere – I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare. Stanotte sono scesi più volte nei bunker e anche la loro tenuta psicologica sta cominciando a venire meno. Il ministro Crosetto è stato fatto rientrare. Loro sono ancora là».
«Mia figlia – racconta la donna – è in un albergo del centro e quando è stato colpito il Jumeirah Burj Al Arab, alcuni detriti del razzo sono caduti anche vicino a dove stanno loro”. Anche la donna riporta della notte trascorsa nel bunker dell’hotel e del suo essere profondamente arrabbiata in quanto “nessuno della Farnesina mi ha contattato. I ragazzi hanno ricevuto la visita del console italiano, ma dopo si sono dovuti arrangiare da soli».
«L’albergo non fornisce pasti e loro devono comprarsi il cibo con il delivery. Alcuni hanno anche finito i soldi visto che dovevano rientrare sabato scorso e si stanno aiutando tra loro. – ha concluso – All’inizio il loro umore era complessivamente buono, ma adesso, mi ha raccontato mia figlia che qualcuno sta iniziando a cedere psicologicamente, hanno paura».



















Social