Cronaca
IL TRISTE ANNIVERSARIO
Duplice suicidio nel carcere di Paola, a distanza di un anno nulla è cambiato
Un detenuto e un agente morti nel carcere di Paola nell’arco di poche ore. E un altro suicidio dopo 2 mesi. Nulla però è cambiato tra le celle del penitenziario tirrenico

PAOLA (CS) – Due morti nell’arco di poche ore. Un triste anniversario ricorre oggi per il carcere di Paola: il duplice suicidio di un detenuto e di un lavoratore. Tra il 7 e 8 gennaio un tunisino 40enne nella notte e all’alba un impiegato amministrativo 48enne residente a Lauria, ma alloggiato nel penitenziario, si sono tolti la vita. Il decesso per entrambi sarebbe riconducibile a impiccagione: il primo nella cella d’isolamento, il secondo nella palestra comune.
I suicidi nel carcere di Paola
La tragedia segue alla morte del 21enne di Sala Consilina Giuseppe Spolzino, avvenuta nell’estate precedente sempre nella sezione dedicata all’isolamento. Gli esami autoptici effettuati sul corpo del ragazzo hanno poi rivelato la presenza nel sangue di tracce di psicofarmaci che non assumeva, che non gli sono mai stati prescritti da un medico e che non appaiono negli atti che ne descrivono lo stato clinico. Ma c’è di più. Dopo due mesi, il 10 marzo, un altro detenuto 40enne è stato trovato privo di vita in cella. In totale nel corso dell’ultimo anno i casi di autolesionismo documentati sono stati 47, mentre 12 sono i tentativi di suicidio sventati e 9 i TSO (Trattamenti Sanitari Obbligatori). Ben 70 delle persone ristrette fanno regolarmente uso di sedativi, ipnotici, stabilizzanti dell’umore, antipsicotici e antidepressivi.
La casa circondariale di Paola
Ad oggi sono 209 le persone ristrette nel penitenziario di Paola diretto da Emilia Boccagna che ha una capienza massima di 181 detenuti. L’associazione Antigone all’esito dell’ultima visita nel penitenziario avvenuta nel maggio 2025 afferma che «l’edificio si presenta in condizioni fortemente deteriorate. Sia all’interno che all’esterno, i muri mostrano lesioni evidenti e vaste aree con intonaco scrostato. Lo stato di degrado strutturale incide in modo diretto sulla qualità della vita all’interno dell’istituto che necessita di urgenti interventi di manutenzione straordinaria. Le condizioni generali delle celle e gli spazi comuni delle sezioni, si presentano come il resto dell’edificio, con pareti scrostate e intonaco cadente. Inoltre, in ogni cella era presente una doccia, nonostante alcune di queste fossero sprovviste di soffioni sostituiti con delle bottiglie di plastica. Gli operatori segnalato con preoccupazione l’assenza di continuità in relazione alla specialità psichiatrica; infatti, oltre ad essere stato completamente assente all’incirca per 5 mesi, ad oggi, il medico psichiatra entra solo una volta a settimana per 3 ore non consentendo di coprire tutte le esigenze della popolazione ivi detenuta. Quanto ai TSO, riferiscono che durano poco e i pazienti vengono spesso riportati in istituto scompensati. Inoltre, molti di questi restano inevasi per carenza di disponibilità sul territorio nazionale».

Le celle di isolamento
«Le sezioni in condizioni strutturali più critiche – secondo Antigone – sono quelle destinate all’isolamento. Particolarmente preoccupante la situazione degli spazi destinati all’isolamento i quali versano in stato di totale abbandono, nonostante in una delle celle fosse presente una persona per motivi disciplinari. La sezione è composta da 7 celle. Al momento della visita 2 celle risultavano inagibili e una era sottoposta a sequestro in attesa delle indagini da parte della polizia giudiziaria a seguito di un suicidio avvenuto di recente in istituto. Il pavimento del corridoio d’accesso era parzialmente ostruito da materiali di scarto edili, rifiuti e cibo. Sebbene siano stati annunciati lavori di ristrutturazione per una parte del corridoio, l’area di isolamento non è inclusa nell’intervento. Durante la visita non è emerso il suicidio avvenuto nel marzo 2025. Tuttavia, mentre gli osservatori si trovavano nella sezione di isolamento, hanno notato la presenza di sigilli apposti su una cella. Su richiesta di chiarimenti al personale, è emerso che si trattava del luogo in cui si era verificato il primo suicidio e che gli accertamenti relativi all’evento erano ancora in corso».
L’ultima ispezione nel carcere di Paola
«La casa circondariale di Paola – spiega la referente di Antigone Calabria Perla Arianna Allegri – è un istituto un po’ complicato. Quando abbiamo fatto la visita nel penitenziario nello spazio dedicato all’isolamento una cella era ancora sotto sequestro per accertamenti giudiziari. Ci hanno annunciato che hanno in programma lavori di ristrutturazione nei quali però non sono previsti interventi per rinnovare la sezione dell’isolamento, che si trovava, come in generale tutto il carcere, in condizioni strutturali particolarmente critiche. C’era uno stato di grave degrado in tutte le sezioni, ma anche all’esterno dell’edificio. La sezione di isolamento tra tutte era quella che si trovava nella situazione peggiore. L’avevo vista nel 2023 e devo dire che in 2 anni nulla è migliorato, le condizioni erano identiche. Ovviamente la detenzione è ancora più dura in queste camere che versano in evidente stato di abbandono con muri rotti, scrostati, mobili divelti, condizioni che a un certo punto diventano contrarie al senso di umanità».


















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