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Ecomafia 2026, Cosenza è al quinto posto tra le province più colpite: 1.092 reati ambientali accertati

Cosenza

DATI LEGAMBIENTE

Ecomafia 2026, Cosenza è al quinto posto tra le province più colpite: 1.092 reati ambientali accertati

Il rapporto di Legambiente fotografa l’illegalità ambientale in Italia nel 2025: i reati diminuiscono del 12%, ma crescono gli illeciti amministrativi. La Calabria conta 2.862 reati e Cosenza entra nella top ten nazionale con 1.092 violazioni penali accertate

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Rapporto Ecomafia 2026 02

COSENZA – Dal rapporto di Legambiente “Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia”, realizzato sulla base delle attività delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto emerge che, nel 2025 i reati ambientali accertati in Italia sono stati 35.735, il 12% in meno rispetto all’anno precedente. A fronte di 1.460.611 controlli, in lieve crescita rispetto al 2024, aumentano però gli illeciti amministrativi, arrivati a 77.895 (+11,4%). Complessivamente le violazioni accertate sono state 113.630, una media di 13 ogni ora.

Rapporto Ecomafia 2026: reati in calo, illeciti in aumento

Il rapporto segnala inoltre una crescita del business illegale legato alle ecomafie, stimato in 11,5 miliardi di euro, con 393 clan censiti dal 1995 a oggi. A livello regionale, il maggior numero di reati ambientali si concentra in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. La gestione illecita dei rifiuti rappresenta il principale settore, con 10.914 reati accertati, seguita dagli illeciti legati al cemento, che scendono a 8.034, e dai reati contro gli animali, pari a 6.930.

Calabria, 2.862 reati ambientali nel 2025: Cosenza prima provincia per illeciti

È soprattutto il dato provinciale a mettere Cosenza sotto i riflettori. Con 1.092 reati ambientali accertati nel 2025, la provincia calabrese si colloca al quinto posto nella classifica nazionale elaborata da Legambiente. Davanti ci sono Napoli, con 2.512 reati, Salerno con 1.472, Palermo con 1.235 e Roma con 1.113. Cosenza precede invece Bari, ferma a quota 985.

Rapporto Ecomafia 2026

La Calabria dunque, si colloca al quarto posto in Italia nella classifica delle illegalità ambientali, dopo Campania, Sicilia e Puglia. Nel 2025 sono stati accertati nella regione 2.862 reati ambientali, pari all’8% del totale nazionale. Sono state denunciate 2.144 persone, 22 sono state arrestate e sono stati effettuati 467 sequestri. Gli illeciti amministrativi hanno raggiunto quota 5.157, con 3.722 sanzioni, a fronte di 128.631 controlli. A livello provinciale è Cosenza a registrare il dato più alto, con 1.092 reati, seguita da Reggio Calabria (628), Crotone (391), Vibo Valentia (350) e Catanzaro (276).

Nel ciclo illegale del cemento, la Calabria è quarta a livello nazionale con 588 reati, pari al 7,3% del totale italiano. Anche in questo caso Cosenza guida la graduatoria provinciale con 174 episodi, davanti a Reggio Calabria (121), Vibo Valentia (91), Catanzaro (69) e Crotone (45).

Nel ciclo illegale dei rifiuti, invece, la regione è sesta con 731 reati, pari al 6,7% del dato nazionale, mentre per i reati contro gli animali sale al terzo posto, con 659 episodi, il 9,5% del totale italiano. Reggio Calabria registra 267 casi, Cosenza 161, Crotone e Vibo Valentia 106 ciascuna e Catanzaro 19. La Calabria è inoltre quarta, insieme alla Puglia, nella classifica dell’arte rubata, con 221 reati su 512 controlli.

Roghi, la Calabria seconda in Italia

Particolarmente pesante il capitolo relativo agli incendi boschivi e di vegetazione. La Calabria si colloca al secondo posto nella graduatoria regionale, con 612 incendi e 16.951 ettari di superficie bruciata. Complessivamente sono stati 765 gli eventi investigati, con oltre 16mila ettari percorsi dal fuoco, circa 10mila dei quali costituiti da aree boscate. Dei 765 roghi censiti, 656 sono stati classificati come dolosi già nella prima informativa trasmessa alle Procure. L’attività investigativa ha concentrato il maggior numero di eventi nelle province di Cosenza, con 393 roghi, e Reggio Calabria, con 98, con conseguenze anche sui territori dei Parchi nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte.

Rifiuti, incendi e agroalimentare

Tra gli altri fenomeni evidenziati dal rapporto “Ecomafia 2026” ci sono gli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti, saliti a 76 nel 2025 (+24,7%), e i reati legati agli incendi boschivi e alla vegetazione, arrivati a 3.586 (+10,7%), con oltre 90mila ettari andati in fumo. Diminuiscono invece i reati contro il patrimonio culturale, 2.276 in totale, mentre aumentano fortemente gli arresti per traffici di opere d’arte e reperti archeologici.

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Particolarmente significativo anche il dato relativo alla filiera agroalimentare: reati e illeciti amministrativi raggiungono quota 67.677, con una crescita del 46% rispetto al 2024. Il valore economico di sequestri e sanzioni arriva invece a 968 milioni di euro, in aumento del 109,1%. Sul fronte della corruzione legata ad attività con impatto ambientale, tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026 sono state censite 75 inchieste giudiziarie.

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