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Ecosistema Urbano 2026: Cosenza vola al 9° posto ed è la regina green di tutto il Centro e Sud Italia – CLASSIFICA

Area Urbana

IL RAPPORTO

Ecosistema Urbano 2026: Cosenza vola al 9° posto ed è la regina green di tutto il Centro e Sud Italia – CLASSIFICA

Cosenza entra tra i primi dieci capoluoghi più sostenibili d’Italia e unico capoluogo del Centro-Sud nella top ten nazionale. tracciando la rotta per la transizione ecologica al Sud

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Cosenza Rapporto Ecosistema Urbano 2026

COSENZA – L’Italia della sostenibilità continua a muoversi a due velocità, ma la 33esima edizione del report Ecosistema Urbano 2026 — curato da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore presentato a Roma – regala una svolta storica per il Mezzogiorno: Cosenza entra ufficialmente nella Top Ten nazionale, conquistando un eccellente 9° posto in classifica generale e confermandosi come la prima città del Sud della Penisola. Il capoluogo bruzio compie un balzo di ben sette posizioni rispetto al 16° posto del 2025, distinguendosi come un modello di gestione virtuosa in un panorama nazionale ancora segnato da profonde criticità ambientali e da un forte divario geografico.

Ecosistema Urbano 2026: il quadro nazionale

L’indagine fotografa le performance ambientali di 106 città capoluogo di provincia, nelle quali risiede quasi un terzo della popolazione italiana. Nel 2026, l’indice medio di “performance sostenibile” (che misura parametri di aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia) si attesta al 55,72%, registrando un lieve miglioramento (+1,88%) rispetto al 53,84% del 2025 e ritornando sostanzialmente ai livelli del 2024 (55,80%).

Le note dolenti dell’Italia urbana

Consumo di suolo: Nel quinquennio 2019-2024 sono stati cementificati 4.726 ettari (l’equivalente di una città grande come Bologna), nonostante un calo demografico complessivo di 322.000 abitanti.

Tasso di motorizzazione: Il numero di auto private sale a 70 ogni 100 abitanti (rispetto alle 68 della passata edizione).

Qualità dell’aria: Preoccupano i picchi di ozono (), vera e propria cartina di tornasole dell’inquinamento atmosferico nelle città.

I segnali di ripresa

Raccolta Differenziata: La media nei 106 capoluoghi sale al 66,15% (rispetto al 65,14% dello scorso anno).

Trasporto Pubblico: I viaggi pro-capite annui su bus e mezzi urbani salgono a 103 (contro gli 86 della scorsa edizione).

Dispersione Idrica: Il valore medio dell’acqua dispersa nelle reti cala al 34,7% (rispetto al 36,1% del 2024).

Cosenza regina del Centero e del Sud: l’analisi dettagliata dei dati

Il successo di Cosenza si fonda su performance d’eccellenza in ambiti cruciali come le energie rinnovabili, il verde pubblico e la tutela delle risorse idriche. La città svetta nei podi nazionali per il solare pubblico e per il contenimento dei consumi d’acqua.

Tabella degli Indicatori di Cosenza (Ecosistema Urbano 2026)

IndicatorePosizione (Rank)Valore
Solare pubblico3°27,2
Consumi idrici3°95,9
Isole pedonali4°198,2
Alberi4°72,7
Dispersione della rete idrica6°14,0%
Uso efficiente del suolo8°9,0
Verde totale13°33,4
Rifiuti prodotti14°433,6
Ozono ()27°12,0
PM 2,534°11,0
PM 1039°19,0
Trend del consumo di suolo46°5,7
Piste ciclabili52°7,5
Biossido di azoto ()53°19,0
Offerta trasporto pubblico68°28,1
ZTL68°13,0
Raccolta differenziata81°58,2%
Efficienza depurazione83°67,0
Tasso di motorizzazione88°75,9
Passeggeri trasporto pubblico92°11,7

Punti di forza ed elementi di criticità per Cosenza

Oltre al 3° posto per il solare pubblico e per i consumi idrici, Cosenza conquista il 4° posto per isole pedonali (198,2) e per numero di alberi (72,7). Eccellente anche il 6° posto per il contrasto alla dispersione idrica (appena il 14,0% a fronte di una media nazionale del 34,7%) e l’8° posto per l’uso efficiente del suolo.  Le criticità principali per il capoluogo bruzio risiedono nella raccolta differenziata (81° posto con il 58,2%), nell’utilizzo del trasporto pubblico (92° posto per passeggeri trasportati), nell’efficienza della depurazione (83° posto) e nel tasso di motorizzazione ancora elevato (88° posto con 75,9 auto per 100 abitanti).

Mobilità green_Calabria

Mantova regina, crollo di Napoli e del Sud

A guidare la graduatoria generale 2026 sono ancora una volta i centri medi e piccoli del Nord-Est. Mantova è prima assoluta con l’81,29% di indice di performance, seguita da Trento (2ª con 76,53%) e Bolzano (3ª con 75,47%), Seguono Cremona (4ª), Reggio Emilia (5ª), Bergamo (6ª), Parma (7ª), Pordenone (8ª), Cosenza (9ª) e altre realtà del centro-nord.

  • Fanalini di coda: La maglia nera va a Napoli, 106esima e ultima in classifica con il 30,80%. Il fondo della graduatoria è dominato da altre città del Mezzogiorno: Crotone (101ª con 39,09%), Caserta (38,57%), Catania (37,45%), Palermo (36,74%) e Reggio Calabria (36,74%).

Le grandi città in affanno

Tra le grandi metropoli, Bologna scende al 12° posto (69,71%) ma resta prima tra i grandi centri. Venezia è protagonista di una forte risalita (dal 47° al 31° posto, 1ª per passeggeri TPL e 2ª per area pedonale), Firenze sale al 17° posto, Milano al 50° e Roma scivola al 67° posto (50,91%). Nota dolente per Genova, che retrocede dal 40° al 54° posto.

Le 4 priorità di Legambiente e i commenti degli esperti

Per accelerare la transizione ecologica e uscire dalla logica dell’emergenza, Legambiente ha presentato al Governo quattro richieste prioritarie: maggiori risorse economiche destinate ai comuni dopo la conclusione del PNRR, operatività del PNACC (Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici) con adeguati fondi in legge di bilancio, approvazione di una legge nazionale contro il consumo di suolo, interventi basati sulla natura (Nature-based Solutions – NbS) per la mitigazione e l’adattamento climatico nelle città.

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente:

“In gran parte dei capoluoghi italiani l’adattamento alla crisi climatica e la transizione ecologica hanno ancora un andamento troppo lento. Abbiamo troppe città che rincorrono le emergenze. È ora di invertire la rotta con politiche ambientali strutturali e di lungo periodo e non con misure tampone”.  Mirko Laurenti, curatore del report per Legambiente: “I dati del 2026 raccontano di un Paese a doppia velocità. Le città provano a reagire anche grazie ai fondi del PNRR, ma lo fanno in modo non sinergico. Serve una strategia nazionale urbana che metta al centro i territori per risposte efficaci d’area vasta.”

 

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