Area Urbana
Ultimo decollo
Elisoccorso di Cosenza, l’ultima missione del dott. Pasquale Gagliardi. Va in pensione il “medico del cielo”
Dopo quasi trent’anni di servizio e migliaia di interventi d’urgenza, il dottor Pasquale Gagliardi lascia l’elisoccorso di Cosenza con un ultimo intervento. Storia, ricordi e battaglie del rianimatore dei cieli

COSENZA – Con un ultimo intervento d’urgenza, l’elicottero in volo dalla base delle “Cannuzze” e le lacrime di commozione a solcarne il viso, il dottor Pasquale Gagliardi ha dismesso la tuta di volo, lasciando ufficialmente il servizio attivo dell’elisoccorso di Cosenza. Si chiude così un’era per la sanità d’emergenza calabrese: una pensione meritatissima che corona una carriera sul campo durata quasi tre decenni, contrassegnata non solo da migliaia di decolli in codice rosso, ma anche da un contributo insostituibile alla strutturazione logistica e organizzativa del soccorso aereo in Calabria.
Il dottor Gagliardi è un professionista che, dalle nuvole e dalle vette della complessa geografia calabrese, ha visto e affrontato lo spettro completo del dolore e della speranza umana. Membro cardine della rete di elisoccorso in Calabria, ha declinato la propria vita lavorativa attorno a tre pilastri inscindibili: tempestività assoluta, sangue freddo e una ferrea determinazione. Sotto la sua supervisione e le sue mani esperte sono passati innumerevoli salvataggi drammatici; interventi acrobatici e disperati, alcuni coronati da un miracoloso lieto fine, altri purtroppo segnati dall’inevitabilità della tragedia.

Pasquale Gagliardi: «Ogni giorno a bordo con la motivazione del primo giorno»
Il bagaglio professionale di Gagliardi, medico anestesista e rianimatore di altissimo profilo, affonda le radici in una lunghissima esperienza maturata sul campo. Volare per quasi trent’anni su un elicottero sanitario, intervenendo in scenari impervi e spesso decisivi per una manciata di secondi, richiede un equilibrio psicofisico non comune.
Qualche tempo fa, raccontandosi in una bellissima intervista ai microfoni di Rlb nella trasmissione d’informazione “Fatti Vivi” a cura della redazione di Quicosenza, il dottore aveva descritto con grande lucidità la natura profonda della sua missione: «Sono quasi 30 anni, un po’ mi invecchiano, però effettivamente credo che sia un record che al mondo sia difficilmente battibile. Trent’anni di elisoccorso sono tanti e tendono a sfiancare sia fisicamente che moralmente. Però, grazie a Dio, ancora oggi, ogni giorno, svolgo questo servizio con l’atteggiamento del primo giorno, per cui sono sempre molto motivato e sempre sul pezzo».
Fino al suo ultimo turno, Gagliardi ha onorato questo patto ideale con i cittadini, gestendo un lavoro ad altissimo coefficiente di responsabilità con l’identico entusiasmo che lo guidava da giovane specializzando.
La vocazione per l’emergenza e il sogno nato da una telefonata storica
La viscerale passione del dottor Gagliardi per la medicina d’urgenza non è una vocazione tardiva, ma un istinto nitido emerso subito dopo il percorso universitario. «La parola giusta è proprio sognare. Credo che bisogna sempre sognare», ricorda oggi il medico, rammentando quando, fresco di laurea in Medicina e Chirurgia e specializzazione in Anestesia e Rianimazione, sentiva già dentro di sé l’impulso del soccorritore di prima linea. Un aneddoto su tutti ne chiarisce l’attitudine innata: «Mi ricordo ancora, da neolaureato, ho soccorso una vecchietta in una chiesa… avevo questo istinto».

Quell’istinto trovò la sua ideale prosecuzione nel cielo grazie a una svolta politica e amministrativa pionieristica. L’inizio effettivo dell’avventura nell’aria coincise con una storica telefonata: quella di Giacomo Mancini, l’allora sindaco e statista che decise con lungimiranza di attivare il primo servizio sperimentale di elisoccorso a Cosenza. «Quando ho iniziato a vedere i primi elicotteri sanitari ho detto: questo deve essere il mio lavoro. L’ho sognato fino al giorno della telefonata di Mancini, che decise di portare l’elicottero a Cosenza», svela Gagliardi. Da quel momento ha preso il via un cammino professionale destinato a diventare il fulcro e il modello di riferimento per l’intera rete del soccorso sanitario della Regione Calabria.
Il valore di ogni singola vita salvata
Durante la sua trentennale carriera, il dottor Gagliardi ha trattato migliaia di pazienti, inclusi volti noti della politica e dello spettacolo, come Sandro Principe e Giusy Versace. Tuttavia, il medico ha sempre ribadito il proprio codice etico assoluto: «Ci sono decine di persone cosiddette ‘sconosciute’ che per me sono importanti tanto quanto i personaggi pubblici. Le vite umane sono tutte esattamente allo stesso livello».
Dalla tragedia delle Gole del Raganello alla parità delle vite umane
In quasi tre decenni trascorsi in prima linea, sono centinaia le operazioni di soccorso ad alto rischio impresse indelebilmente nella memoria del medico cosentino. Tra i ricordi più dolorosi e drammatici spicca inevitabilmente la catastrofe delle gole del Raganello, una ferita aperta nella storia del territorio calabrese:
«Il Raganello mi ha segnato moltissimo: vedere quei cadaveri che galleggiavano, salvare una bambina e altre persone, è stato difficile», confessa il medico con la voce ancora rotta dal ricordo. Eppure, al di là dell’eco mediatica dei grandi disastri o della notorietà dei pazienti assistiti, per Gagliardi l’obiettivo prioritario non è mai mutato: «La cosa più importante è strappare alla morte un paziente e portarlo vivo in ospedale».

L’evoluzione del sistema di elisoccorso in Calabria: la battaglia per le piazzole
Il congedo del dottor Pasquale Gagliardi offre anche l’occasione per tracciare un bilancio sullo sviluppo tecnologico e strutturale del servizio. Quando il “medico dei cieli” mosse i primi passi, la Calabria poteva contare su una sola, pionieristica base operativa. Oggi, lo scenario è profondamente mutato: la rete regionale vanta ben quattro basi operative dell’elisoccorso strategicamente distribuite sul territorio, supportate da numerose piazzole abilitate all’atterraggio, comprese quelle per il volo notturno.
Un’evoluzione cruciale per una regione complessa sotto il profilo orografico e viario, ma che ha richiesto anni di dure battaglie sul piano amministrativo. Gagliardi non nasconde le difficoltà burocratiche superate: «Sì, abbiamo quattro basi in tutta la Calabria, ma le piazzole per atterrare devono essere sempre di più. Ho fatto tanto per questo, anche contro il volere dei ‘soloni’ che hanno in gestione l’elisoccorso».

L’implementazione dei punti di atterraggio notturno e delle piazzole d’emergenza comunali rimane l’eredità più importante che il dottor Gagliardi lascia ai suoi colleghi e ai cittadini calabresi: strumenti salvavita fondamentali per garantire l’equità delle cure e la massima rapidità d’intervento anche nelle aree più isolate e interne della regione. Con il suo ultimo volo, la sanità cosentina perde un pilastro insostituibile, ma guadagna un esempio di dedizione che rimarrà impresso nella storia della medicina d’emergenza italiana che si godrà la meritata pensione!




















Social