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Emergenza acqua, Alimena (PD) «Cosenza tra le peggiori d’Italia. Città a secco e rimpallo di responsabilità, serve un piano»

Area Urbana

Emergenza acqua, Alimena (PD) «Cosenza tra le peggiori d’Italia. Città a secco e rimpallo di responsabilità, serve un piano»

Il consigliere comunale dem solleva il caso della delibera rimasta “lettera morta” sul passaggio della rete a Sorical e chiede risposte urgenti a Palazzo dei Bruzi per evitare l’ennesima estate di disagi «i cittadini rischiano un’altra estate a secco»

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Francesco Alimena PD emergenza acqua Cosenza

COSENZA – Con l’arrivo dell’ondata di caldo più intensa dell’anno, a Cosenza si riaccendono i riflettori su una delle criticità storiche del territorio: l’emergenza acqua e la crisi idrica. Il consigliere comunale del Partito Democratico, Francesco Alimena, denuncia la totale assenza di una strategia programmata da parte dell’Amministrazione comunale per affrontare un’emergenza ampiamente prevedibile.  «I numeri – spiega il consigliere – certificano una situazione drammatica per il capoluogo bruzio: Cosenza si posiziona stabilmente nella cinquina delle città italiane più in difficoltà, con una dispersione idrica pari al 66,5%. In termini pratici, nel percorso della rete cittadina, vengono persi più di due litri di acqua su tre».

Emergenza acqua: la delibera dimenticata, la rete comunale e il nodo Sorical

Alimena evidenzia la mancata attuazione di precise linee di indirizzo politico approvate dall’assise cittadina. Il 3 dicembre 2025, infatti, il Consiglio Comunale aveva votato all’unanimità una risoluzione formale indirizzata ad ARRICAL (l’organo dei sindaci che governa Sorical). La proposta prevedeva il trasferimento della gestione della rete comunale a SORICAL Spa entro il mese di giugno 2026 e l’allineamento con quanto già fatto dal vicino Comune di Rende e con le disposizioni della legge regionale.

«Purtroppo, tale risoluzione è rimasta lettera morta», accusa Alimena. «Mentre a Catanzaro il trasferimento della rete è in corso, a Cosenza tutto è fermo. Il rischio concreto è di assistere al solito, inaccettabile rimpallo di responsabilità tra Comune e Sorical, mentre i cittadini passeranno l’ennesima estate senza acqua in una delle regioni più ricche di risorse idriche d’Italia».

Acqua a secco

Misure d’emergenza e piano per il clima: le richieste

«Le criticità legate all’approvvigionamento idrico si ripresentano ormai da anni e avrebbero richiesto, in questi anni, programmazione, prevenzione e un confronto costante con la cittadinanza. Ricordo a me stesso che proprio la gestione della crisi idrica era uno dei punti salienti del programma Cosenza2050. Invece, ancora oggi, non sono state illustrate le misure che il Comune intende adottare per limitare i disagi, tutelare le persone più vulnerabili e garantire un’informazione tempestiva ai cittadini. Quantomeno, una campagna di utilizzo consapevole dell’acqua e una mappa dei rifugi climatici in città sarebbero più che opportuni» aggiunge il consigliere comunale.

Per questo motivo Alimena chiede al Comune di riferire pubblicamente sulle azioni messe in campo per tutelare la popolazione, in particolar modo le fasce più deboli e vulnerabili, sollecitando l’attivazione immediata di alcuni strumenti di prevenzione: una campagna straordinaria per l’utilizzo consapevole dell’acqua, la pubblicazione di una mappa dei rifugi climatici in città e chiarimenti sull’adozione del Piano locale per il clima, sul modello di quanto suggerito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

I rischi per la salute pubblica, l’ambiente e l’economia

«Mi aspetto che l’Amministrazione dimostri di avere una strategia e non soltanto la capacità di reagire alle emergenze quando ormai è troppo tardi. Per esempio: a che punto è l’adozione in città del piano locale per il clima come suggerisce il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica?” Garantire un flusso idrico regolare non è solo una questione di comfort, ma un prerequisito essenziale di dignità e salute pubblica.

Il consigliere dem ricorda le pesanti conseguenze che il razionamento forzato comporta per la comunità: «La carenza d’acqua espone i cittadini, specie quelli fisicamente ed economicamente fragili, al rischio di infezioni, stress psicologico e severi problemi sanitari. Senza contare i danni economici alle attività commerciali, l’aumento del pericolo incendi, il rilascio di polveri sottili nell’aria e i rischi per la sopravvivenza degli animali. Oggi  – conclude Alimena – sono i sindaci, attraverso ARRICAL, a decidere le politiche sulla gestione del servizio idrico, ed è compito loro vigilare affinché su questo tema ci siano trasparenza, programmazione e assunzione di responsabilità. Cosenza merita risposte concrete e non l’ennesima estate vissuta nell’incertezza».

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